May the whole earth know love.
edonesya
seen from Ukraine
seen from Denmark
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seen from South Africa

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seen from Brazil
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May the whole earth know love.
edonesya
♠️_Quando due anime si riconoscono, non servono spiegazioni. È come tornare a casa, in un luogo mai visto ma sempre sentito dentro. E da quel momento in poi, qualcosa cambia per sempre, anche se non si riesce a spiegare esattamente cosa.🖤🌹
©️Licaonia Lupe
Un amico psicologo mi ha detto:
“In qualsiasi genere di rapporto, quando qualcuno ti ama davvero, la sua più grande paura non è perderti, ma ferirti.
Ma se qualcuno ama solo il modo in cui lo fai sentire, la sua più grande paura sarà non poter più disporre di te.
Impara a riconoscere la differenza.”
Éilweekend…🌻☕️
Ci sono persone che non abbiamo mai incontrato eppure, dentro di noi, hanno già un volto.
Non un volto reale.
Un volto emotivo.
Nasce ogni volta che qualcuno ce le racconta con amore, con nostalgia, con preoccupazione, con orgoglio.
Non sappiamo come sorridano, non riconosceremmo la loro voce e forse, se le incrociassimo per strada, passeremmo oltre.
Eppure fanno già parte della nostra geografia affettiva.
Perché l’empatia compie un piccolo miracolo, trasforma gli sconosciuti in presenze.
Forse i volti emotivi sono questo.
Persone che non abbiamo mai conosciuto, ma che il cuore ha già imparato a riconoscere.
«Ti dirò il più grave dei miei errori: quello di non aver amato abbastanza me stessa. […] Non ho amato abbastanza me stessa perché non sono mai stata contenta di me stessa, non mi sono mai molto piaciuta. […] Ho amato la vita in astratto, e non sulla mia pelle. L’ho amata amando gli altri o sforzandomi di amare gli altri. Ma è tempo che io riconosca la più banale delle verità: tra gli altri ci sono anch’io. È tempo che io sorrida, che rida».
Oriana Fallaci, in un’intervista rilasciata a Luciano Simonelli nel luglio 1979.
"Come riconosciamo le persone
stanche? Sono quelle che fanno le cose senza fermarsi.”
— Christian Bobin
“Le poesie non vanno bene per nascondersi. Le poesie sono luoghi inospitali, in cui si può restare per pochissimo. Non c'è modo di sdraiarsi, di stare comodi. Il più delle volte è tutto pieno di aghi e di spigoli in una poesia. E ogni muro o stipite a cui ti appoggi a un certo punto, inderogabilmente, frana. E poi non è facile uscirne. Ti cambiano tutte le parole nella testa e nella bocca. Quelli che si nascondono nelle poesie se tornano, ammesso che tornino, li riconosci perché non hanno più tanta voglia di parlare. Vanno scelte con attenzione le poesie che si possono abitare per un po'. E comunque, nella mia esperienza, quelle piene di aghi e spigoli sono più sicure di quelle foderate di soffice ovatta. Nelle prime si prova molta inquietudine, nelle seconde si soffoca e basta.”
— Carmen Gallo, “Tecniche di nascondimento per adulti”.