E ho freddo e ho caldo contemporaneamente. E nulla ci tenevo a dirvelo.
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E ho freddo e ho caldo contemporaneamente. E nulla ci tenevo a dirvelo.
Una canzone di morte
Mi risospingi al sorriso di passaggio, ed io vesto splendidamente questi panni: così mi ritroverai rilucente in una notte d'un altro inverno, sarò l'estate che non è riuscita a riscaldare, la primavera che ha sbocciato quei fiori stupendi, i fiori vivi e morti nel giro d'una notte, tra tutti quelli mai nati i più vivi,
e poi morti nell'incuria gelida ogni notte.
(La speranza era già morta, eppure è vissuta ed ha una tomba).
Farò mai tremare il cuore a qualcuno? Sarò mai abbastanza per qualcuno? Riuscirò mai a essere perfetta per qualcuno? Farò mai ridere qualcuno? Sarò mai il sorriso di qualcuno? Riuscirò mai a farmi amare da qualcuno?
Ogni volta che leggo mi vien voglia di scrivere. Come se mi nutrissi delle parole che assimilo durante quel magico momento che è la lettura.
Sono qui, davanti al computer, con il portatile accanto al monitor del fisso, i programmi che tento di costruire vanno, ma non so nemmeno che cosa gli voglio far fare. Il portatile dopo qualche minuto avvia lo screensaver.
Tanti pixel si illuminano, partono all'impazzata, come se stessero scappando da qualcosa.
Non lo riconosco subito, mi ci vuole un po’. Gioco della vita, una variante ma è quello.
Un automa cellulare basato su regole basilari che ha portato a poi altre scoperte ecc. ecc., stando a wikipedia (sia lodata).
Questo spettacolo, al buio di una camera fredda (lascio la finestra aperta perché non mi fa voglia chiuderla), mi illumina il volto e mi “sveglia”.
Mi ricorda che a me piace scrivere, mi ricorda che mi fa uscire quella melma densa che si trova nella mia mente, quell'ammasso nero di parole, di caratteri lasciati lì a marcire.
Ed allora mi metto le cuffie, e scrivo, qui su tumblr, mentre il programma scrive infinite volte “I, MY NAME IS JACK REAPER” sullo schermo (è un’altra storia).
E mi metto a scrivere, ad un pubblico a me sconosciuto, che forse mi leggerà, o che forse lascerà i caratteri appesi su una pagina bianca, su uno schermo fatto di pixel. E lascerà scappare come i puntini del “Gioco della vita”, quelle mie parole.
Ma non mi lamento, perché è un incognita a cui non do peso.
La melma esce e si sistema comunque, mi libera i pensieri, mi da modo di rilassarmi, mi da modo di andare a letto libero.
Mi tolgo un peso, lo poggio sulla tastiera, lo regalo a chiunque non abbia altro da fare che leggermi, anche se non vi interessa.
Fa freddo ma si sta bene. Me ne vado a letto.
Buona serata.
Chissá
Se questa volta riuscirò a cambiare. Se queste volta riuscirò a fare la dieta. Se questa volta il mio ventre sarà piatto. Se questa volta riuscirò a trovare un lavoro. Se questa volta riuscirò ad essere la me stessa gioiosa e affettuosa. Se questa volta riuscirò ad essere meno nervosa. Se questa volta riuscirò a non guardarmi allo specchio ed essere sorpresa dall'immagine riflessa che non rispecchia l'immagine di me stessa nella mia mente. Se questa volta riuscirò a non pensare ai miei difetti. Se questa volta riuscirò a trovare il coraggio di rifare il naso. O se questa volta riuscirò almeno ad accettarmi per quello che sono. Chissà se questa volta sarà la volta buona che riuscirò a colmare almeno uno dei miei se.
Sei l'addio che non riuscirò mai a dire..
La ragazza col freddo dentro
Ho aperto in lui diverse porte meno importanti,ma la porta più importante che voglio aprire è chiusa a chiave inoltre sembra avere due lucchetti. Ma metaforicamente sembra che lui abbia dimenticato di mettere una maniglia e anche una serratura. Però io riuscirò ad aprirla anche a costo di forzarla.
Sei l'addio che non riuscirò mai a dire.