l’altro giorno la buona roberta iannuzzi - in sostituzione del classico bordin - leggeva una chiccosissima intervista, dal corriere, al sindaco zuccalà (m5s) di pomezia, che rispondeva alle domande della giornalista a. arachi in merito alla “rivolta dei sindaci” sul decreto sicurezza
arachi: è una cittadina piuttosto grande, pomezia. ne avete di persone che richiedono asilo?
zuccalà: sì, certamente.
a: secondo il decreto sicurezza quelle persone non possono essere iscritte all’anagrafe, e dunque godere dei diritti di residenza nel comune.
z: io non credo che questa “zona franca” possa durare a lungo.
a: cosa intende per “zona franca”?
z: io come sindaco di un comune mi vedo affidato il compito di aiutare le persone in difficoltà, e questo voglio fare.
a: e la “zona franca” che cos’è?
z: per “zona franca” intendo dire il periodo di sospensione dei diritti. insomma, voglio capire bene i confini di questo decreto.
a: che cosa vuole capire?
z: per quanto tempo un richiedente asilo è costretto a vedere sospesi i suoi diritti nel comune.
a: per sempre: uno che richiede asilo non può proprio essere iscritto all’anagrafe di quel comune.
z: per sempre?
a: quantomeno fino a quando non ottiene l’asilo che ha chiesto in quel comune.
(insomma, l’intervista si è trasformata: le domande le fa il sindaco e le risposte le dà la giornalista....)
z: scusi se mi ripeto, ma vorrei capire bene i confini di questa legge. non l’ho letta e non vorrei dire cose che non corrispondono al vero.
a: dov’è che ha paura di sbagliare?
z: so che in una legge c’è sempre quel rigo sotto, dove viene spiegata la frase sopra che non ti aveva convinto: quel rigo sotto cambia il senso della legge.
a: che cosa le piacerebbe leggerci, nel rigo sotto di questo decreto sicurezza? che cosa potrebbe rassicurarla?
z: un po’ di buonsenso...
a: che cosa intende?
z: se un richiedente asilo arriva in italia, può vedere sospesi i suoi diritti per venti giorni, per un mese, se serve...
a: altrimenti?
z: mi ripeto: io credo che a delle persone che sono arrivate in italia i diritti basilari glieli devi dare, non puoi toglierglieli pertroppo tempo, magari per un anno...
a: e se questo dovesse succedere per due anni?
z: due anni?!?
a: sì, per ottenere un permesso di asilo in italia è questo il tempo medio di attesa: ci vogliono due anni, talvolta di più.
z: se così fosse realmente, penso che ci sarebbe proprio da intervenire in materia in maniera concreta.
(che tenerone... che ingenuotto..! bello pacioccone de mamma sua...! muack! ecchite ‘n bel bacione, ma no come quelli de sarvini, questo è ‘n bacione co’ er rigo sotto, tutto per tte! muack!)