É gentile, ha una voce che non si corrompe facilmente da sentimenti "cattivi", l'esperienza l'ha resa esperta e intelligente nel compito arduo che deve portare a termine ma tuttavia proprio quel compito, che necessita di velocità ed energia, ha inaridito, in lei, l'importanza di rimanere fedele a certi principi. É silenziosa e con lei, per la prima volta, non ho percepito quella pesantezza che gli altri concentrano nel silenzio. L'aria di quella piccola, soffocante e calda stanza si riempiva solo con il rumore dell'olio, delle forchette e di tutti quegli strumenti del suo lavoro, a volte qualche voce familiare, a volte molte voci irriconoscibili in cerca di cibo. Una certa stanchezza proveniva da lei, lo si poteva vedere, soprattutto a prima mattina, negli occhi gonfi. Nonostante ciò continuava a muoversi come se si fosse appena svegliata da lunghe ore piacevoli di sonno.
Tre giorni l'ho osservata, l'ho aiutata, sono stata d'intralcio a causa della mia incompetenza e inesperienza, per tre giorni ho assaporato la metà della responsabilità e del dolore di cui si fa carica, ho cercato di vedere aldilà di quello che mi mostrava.
É una donna che lavora sodo per portare a termine uno scopo, un proposito che non conosco. Da ammirare perché é forte. Nasconde una parte più sensibile e che traspare dai suoi occhi. Ritornare nel suo luogo natio é un desiderio forte, come lo é il mio, ed é anche questo uno dei motivi per i quali l'ho sentita vicino a quella parte di me che, a sua volta, non é diversa da quella sua parte. Simpatia la chiamano...giusto!