-Ci stai ancora male?- ha chiesto.
E avevo un nome e avevo un volto e avevo anche un vuoto al petto.
Ma ho chiesto 'chi?'.
Una domanda sfacciata perché alla fine avevamo già risposte.
-Lei- e l'ha detto in tono dolce, anche se quella parola gli faceva male e ha fatto male anche a me, ha cercato di rendere tutto meno doloroso, lei, quasi un sussurro, una parola non detta, incompleta.
-No, eppure...-
Eppure.
Non ho più voglia di parlare, né di ricordare, è finita qui.
Ho sentito qualcosa spezzarsi dentro di me, come se mi stessi frantumando, andando in pezzi.
Ed è giunto tutto insieme alla consapevolezza.
Non c'è più niente, hai perso tutto, persino te stessa.
Ma come fai tu a conoscermi meglio di me? A darmi la tua forza anche se non ti è rimasto più nulla? Anche se sono stata io a distruggerti? Come fai ad amarmi ancora? Perché vedi, forse tu mi perdonerai, forse ai tuoi occhi sarò la stessa di sempre, ma io non posso perdonarmi, non posso dimenticarmi.
Saremmo state bene insieme, e forse sarebbe stato vero.
Saremmo, questo è un tempo che non lascia speranze, è già stato deciso il futuro, saremmo state bene insieme ma non saremo.









