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In fondo all'uomo più serio sonnecchia il solutore di cruciverba.
A. Savinio, Nuova enciclopedia [postumo, 1977], Milano, Adelphi, 2011
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Parole
In fondo all'uomo più serio sonnecchia il solutore di cruciverba.
A. Savinio, Nuova enciclopedia [postumo, 1977], Milano, Adelphi, 2011
sorbetto
"Leopardi - scriveva tra l'altro Savinio - era grande amatore di gelati, sorbetti, mantecati, spumoni, cassate e cremolati, il che, di per se stesso, è segno alquanto brutto. Il gelato piace ai ragazzi, alle donne e agli uomini privi di occupazioni mentali. Non si concepisce uomo grave e di pensiero seduto davanti a un cremolato di visciole, col cucchiaio a spatola in mano e la bocca arrotondata a ventosa, che è la posizione caratteristica del mangiatore di gelati." [...] In un articolo intitolato Il sorbetto di Leopardi, pubblicato su "Omnibus", il settimanale diretto da Leo Longanesi, il 28 gennaio 1939, Savinio intendeva dissacrare non certo il Leopardi, ma la pomposità e la falsità delle commemorazioni ufficiali del regime fascista, organizzate in occasione della cerimonia per la tumulazione delle spoglie del poeta che si era appena svolta a Napoli. L'articolo provocò l'immediata chiusura della rivista e molte difficoltà per Savinio negli anni successivi. La sua "manierata prosa", affermava il censore, "avrebbe potuto recare la firma di ogni antifascista di Oltralpe". da A. Massarenti, prefazione a G. Leopardi, Storia dell'astronomia dalla sua origine fino all'anno MDCCCXIII
G. & A. De Chirico (aka - A. Savinio)
Anni Venti in Italia
L’età dell’incertezza
a cura di Gianni Franzone e Matteo Fochessati
Sagep Editori, Genova 2019, 208 pagine, ISBN 978-88-6373-665-6
euro 30,00
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Catalogo della mostra di Palazzo Ducale di Genova 5 ottobre 2019 - 1 marzo 2020
In mostra tra le altre opere di Carlo Carrà, Felice Casorati, Galileo Chini, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Achille Funi, Virgilio Guidi, Alberto Martini, Arturo Martini, Fausto Pirandello, Enrico Prampolini, Alberto Savinio, Scipione, Gino Severini, Mario Sironi, Adolfo Wildt.
Anni venti in Italia. L’età dell’incertezza propone un’indagine mirata sulla complessità storico, politica, sociale e culturale del decennio e sull’impatto che i suoi precipui caratteri esercitarono sulle ricerche estetiche del tempo, in particolare sulla produzione pittorica e plastica. A tale variegato panorama storico e sociale corrispose infatti nel campo delle arti figurative un’ampia molteplicità di declinazioni linguistiche, che rappresentarono il termometro di un’epoca convulsa. Nonostante la storiografia abbia sovente messo in rilievo il carattere ruggente degli anni venti, questi si presentano come un’epoca caratterizzata da una generale sensazione di inquietudine che, in campo artistico, trovò dunque riscontro in una vasta gamma di enigmatiche rappresentazioni di attesa, alimentando pure l’esplorazione di universi spirituali, irrazionali e onirici, l’evasione verso dimensioni edonistiche e l’aspirazione a un ritorno al passato, condensata nella celebre definizione di “ritorno all’ordine”.
21/01/20
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La Biblioteca Essenziale - Vita di Enrico Ibsen di Alberto Savinio
La prima volta che lessi (ero piuttosto giovane) Vita di Enrico Ibsen di Alberto Savinio rimasi senza dubbio colpito, per non dire turbato, dalla data di pubblicazione del librino: il 1943.
Pensate un po'!
L’uomo è veramente un animale pensante non solo, ma è tanto pensante da pensare che il pensabile è stato già tutto pensato e una volta per sempre; e a togliersi qualunque voglia di guastare o soltanto turbare il già pensato egli pensa che qualunque nuovo pensiero è pericoloso e costituisce peccato.
A. Savinio, Nuova enciclopedia [postumo, 1977], Milano, Adelphi, 2011
Vocalizzi
La maggior parte dei libri che escono sono purtroppo una serie ininterrotta di vocali, un aeiouismo che comincia alla prima pagina e non finisce se non all’ultima.
Quasi una risposta alla poesiuola di @AcribiaMagmatica...
A. Savinio, Nuova enciclopedia [postumo, 1977], Milano, Adelphi, 2011
Serve solo solitudine
Nessuno pensa quanto necessaria è la solitudine all’uomo. Nessuno pensa quanto necessaria è all’organismo dell’uomo e alla economia della sua vita una certa dose di solitudine giornaliera. Per purificare la sua vita, rinettarla delle scorie del vivere collettivo. La vita sociale, la vita collettiva intossica l’organismo dell’uomo. Ci si preoccupa tanto dei danni dell’alcolismo, del tabagismo: nessuno si preoccupa dei danni del collettivismo. Nella scuola, e più tardi, ciascun uomo da sé dovrebbe passare alcune ore della giornata solo - e in silenzio. Complemento necessario da dare alla igiene della vita.
A. Savinio, Nuova enciclopedia [postumo, 1977], Milano, Adelphi, 2011