Brusca scarcerato
Giovanni Brusca, noto boss mafioso, è stato scarcerato. La persona che ha dimostrato una ferocia tale da meritare l’appellativo di “scannacristiani”, che ha fatto sciogliere il piccolo Giuseppe Di Matteo nell’acido (figlio di un suo collaboratore), dietro la strage di Capaci, che ha ammesso l’omicidio di decine se non centinaia di persone, da qualche giorno è un uomo libero.
Dopo l’arresto gli era stata comminata una pena totale di 26 anni, poi accorciata, fra permessi premio e buona condotta.
Non mi metterò a giudicare, perché penso sia chiaro a chiunque abbia un minimo di buon senso la bestialità della cosa, mi limiterò a dire che, anche se questa persona dovesse aver collaborato in maniera proficua con la giustizia, non gli dovrebbe essere permesso di rivedere il mondo fuori dalle mura del carcere, fino ai suoi ultimi giorni.
Queste le parole di Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, capo della scorta del giudice Falcone a Capaci:
«Sono davvero indignata e amareggiata - dice - Quando questi signori prendono queste decisioni, come la scarcerazione di Brusca, non pensano a noi familiari, non pensano alle vittime». «Lo Stato non sta dando un grande esempio - dice - Abbiamo uno Stato che ha fatto memoria per finta. Mancano le parole. Cosa c'è sotto? A noi la verità non è stata detta e lui è fuori e loro continuano a dire perché ha collaborato... È incredibile. O ha detto una verità che a noi non è stata raccontata».

















