Sono un insonne comunista. Conto le scissioni.
— L’Ideota

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Sono un insonne comunista. Conto le scissioni.
— L’Ideota
[...] Planck, pur titubante, avanzò l’ardita ipotesi dei quanti, in base alla quale l’energia della sinistra e la sua evoluzione ideologica non fossero descrivibili secondo le leggi della politica classica, e che le emissioni e le oscillazioni sinistrorse avvenissero solo per quantità discrete. Il postulato di Planck si dimostrò valido. Una nuova scienza politica era nata: la LQM, la meccanica sinistro-quantistica. Scoperti i limiti della sinistra classica, adatta a descrivere il mondo macroscopico delle grandi masse operaie e delle basse energie riformiste, la LQM iniziò a mostrare cosa avveniva a scale politiche più fondamentali, permettendo di gettare uno sguardo sulla micro e micromega-politica. Nel 1913 il fisico Niels Bohr, famoso anche per aver inventato le danesi alla crema, sfruttò i risultati di Planck sulla quantizzazione dell’energia di sinistra per applicarli a scala atomica, ottenendo così quello che oggi è conosciuto come modello partitico di Bohr. Tale modello prevedeva un partito formato da un nucleo centrale (dirigenza) composto da dirigenti muniti di carica e dirigenti privi di carica (della famiglia dei baroni, si scoprì più tardi), attorno a cui orbitano un certo numero di elettori (base) che possono allontanarsi dal partito o avvicinarsi a esso solo seguendo percorsi ben definiti e discreti (salto quantoideologico) [...]
Fondamenti di sinistra quantistica
La scissione infinita
Cosa rimane del progetto DSP?
Molto poco.
La gestione autoritaria del duo Rizzo e Toscano sta creando scissioni una dopo l’altra. Ma l’apice è stato raggiunto nel bel mezzo della campagna referendaria “Ripudia la Guerra”.
Dalle sue trasmissioni fin da aprile, Francesco Toscano criticava incessantemente l'area del dissenso allontanando potenziali firmatari.
Ci è stato inviato dal comitato regionale un diktat: di non accettare la collaborazione di attivisti provenienti da determinati soggetti politici, come ad esempio il gruppo di Pasquinelli e il partito 3V.
ciò in contrapposizione con le azioni pubbliche di Enzo Pennetta che invece organizzava incontri anche con questi gruppi.
È stato subito palese che l'azione politica della raccolta firme aveva un duplice obiettivo: Quello di fare effettivamente partire un referendum e quello di rafforzare la coalizione DSP sui territori.
Gradualmente è stato evidente però che da parte dei vertici il secondo obiettivo era prioritario rispetto al conseguimento delle 500.000 firme, e questo ha generato i primi malumori.
La richiesta di raccogliere i dati dei firmatari è stata fin da subito accolta con perplessità poiché rischiava di infastidire e allontanare molti firmatari tanto quanto la richiesta di esporre ai banchetti referendari i simboli di DSP , in un contesto che invece vedeva impegnati attivisti di tutte le provenienze politiche, da Alemanno a Di Battista passando per diversi soggetti di sinistra radicale.
Fin da Aprile dunque l'iniziativa è sembrata contenere contraddizioni ed errori politici. Anche nel coordinamento non sempre armonico con il comitato di Ugo Mattei, visto dal regionale con grandissimo sospetto.
in seguito è diventato sempre più palese ed evidente che i vertici si disinteressavano dell'obiettivo referendario. Il comunicato inopportuno e disfattista di Enzo Pennetta a 1 mese dal termine ha sconfortato tutti gli attivisti già molto affaticati. Una grave mancanza di rispetto per il lavoro di tutti gli attivisti. Mentre il regionale ha fissato un termine di consegna precocissimo rispetto alla scadenza.
Si è constatato in seguito che le firme raccolte nelle province si trovavano ancora a Bologna dopo 3 o 4 giorni e che non erano affatto partite per Roma come era stato detto.
I termini di consegna erano dunque sbagliati , mentre sui territori abbiamo dovuto fare i salti mortali per rispettarli , annullando banchetti e iniziative.
Centinaia di firme perdute.
È stato ancora una volta appalesato che il successo della raccolta firme non era prioritario, infatti è stato deciso di fare deflagrare una crisi di coalizione nella fase più delicata della raccolta.
Ho riflettuto molto su quanto accaduto e ho trovato una risposta molto cinica. L'intera iniziativa è stata perseguita per due ragioni: per non lasciare che la visibilità politica andasse solo a Mattei e per testare la forza della nostra rete territoriale in vista delle Europee.
Ma l’allontanamento di Trombetta, Paccosi e della Presidente di Aisp Bianca Laura Granato ha suscitato moltissime lamentele.
https://fronteperlasovranitapopolare.it/lespulsione-del-fronte-per-la-sovranita-popolare/
Spero che i soggetti politici che sono usciti dal progetto ISP e dal progetto DSP siano disponibili a riunirsi nuovamente per costruire finalmente un contenitore che sia da subito organizzato in modo democratico,
in cui ci si senta liberi di esprimere un pensiero difforme dalla dirigenza senza per questo rischiare di essere epurati.
Non sembra proprio prepararsi un futuro radioso per DSP.
E ancora non si vede all'orizzonte un congresso in cui venga permesso ai tesserati di votare, proporre mozioni, eleggere i vertici.
Cosa potrà nascere di buono da questo soggetto politico così travagliato?
ITALIA SOVRANA E POPOLARE Prima e Dopo
Esattamente come accaduto al Partito "VITA" e al Partito Italexit, anche ISP sta vivendo un problematico post elezioni:
Ognuno dei soggetti che compongono la alleanza è ora alle prese con il dilemma:
Andare avanti verso la fusione? Fare un passo indietro? Restare nell'alleanza mantenendo ben distinta la propria identità?
Francesco Toscano ha cercato di guidare il proprio partito verso la continuazione del progetto ISP, ma ha trovato un forte contrasto interno capitanato dal segretario Mario Gallo
Toscano è stato accusato da più parti di essere autoritario, in effetti il problema di una mancanza di democrazia interna era già stato sollevato in varie occasioni, lamentata da molte persone in occasione delle amministrative di Parma e Genova.
In generale si ha l'impressione, almeno dall'esterno, che Toscano abbia la tendenza ad affrontare tutto su un piano personale anziché politico.
Tuttavia trovo personalmente giusta la sua linea politica. La direzione è quella di un rafforzamento del progetto ISP.
Ma potrà dare qualche frutto un partito organizzato in modo verticista, che non coinvolge la base se non per acclamazione in momenti assembleari lontani dall'essere un tradizionale congresso?
La scissione ha dato origine a due tronconi: uno capitanato da Gallo e comprendente la maggioranza delle sezioni e il canale YouTube " Ancora Italia TV" , orientato verso la ricongiunzione con Diego Fusaro in un dialogo con ITALEXIT, questo troncone manterrà il nome Ancora Italia per la Sovranità Democratica.
Il secondo troncone invece è quello di Toscano, che mantiene Visione TV come canale di riferimento e di cui fanno parte i candidati mediaticamente più di spicco nelle ultime elezioni: Enzo Pennetta, Fulvio Grimaldi, Giorgio Bianchi, Claudio Messora.. Questo secondo Troncone punta a rafforzare l'asse con Marco Rizzo, Ingroia e D'Andrea. Si chiamerà Ancora Italia Sovrana e Popolare.
EDIT
La Diaspora continua:
dopo la scissione di Ancora Italia se ne va da ISP anche Riconquistare l'Italia.. Complice il mancato coinvolgimento di RI da parte di Rizzo e Toscano, che hanno sempre relegato il segretario D'Andrea al ruolo di comprimario all'interno dell'alleanza politica..
Esce quindi Riconquistare l'Italia, che però esce spaccata da questa decisione.. Rimangono Ingroia, Rizzo e il nuovo soggetto di Toscano che nel frattempo ha nominato la ex parlamentare Granato come segretaria. Si avvicina a ISP l'ex di RI, Gilberto Trombetta, che porta sicuramente in dote una parte di RI: un “ Correntone “ che ha preso il nome di “Fronte per la sovranità popolare”.
A causa della scissione di RI , la coalizione “ Italia Sovrana e Popolare “ ha dovuto cambiare il nome in “ Democrazia Sovrana e Popolare”..
Scissioni a destra e a sinistra: quanto vale il partito di Renzi? @Politigraph https://www.diggita.it/v.php?id=1645590
...la maledizione della sinistra continentale.
Berlusconi, l’uomo che sostiene le scissioni a destra Mancava solo il partito animalista della Brambilla nella saga degli errori e degli orrori di Berlusconi. Un partito che, secondo il bollito leader di Forza Italia, potrebbe persino conquistare il 20% dei voti alle elezioni.
Mia madre che continua a ripetermi di smetterla di litigare con la gente... la cosa buffa é che, io non parto con il presupposto di farlo, mi limito a dire solo quello che penso, quindi che colpa ne ho io se la gente s'incazza perché non la penso come loro?