Scriveva sui fogli bianchi, sui muri, sui libri, sulla pelle. Nell'anima.
Scriveva con i pennarelli, con le penne, i sassi, le lacrime. Il cuore.
Scriveva perché a volte parlarne era inutile, superficiale, mai abbastanza.
Scriveva perché quando scrivi senti una parte di te che sospira di sollievo, perché a volte il pianto confonde le parole fra loro e quindi le parole perdevano il loro significato. Scriveva perché è dura sostenere lo sguardo di qualcuno quando ci leggi dentro che delle tue parole a lui non importa e quindi lo scrivi, perché i discorsi migliori, le parole migliori, ti vengono fuori una volta sola.
Scriveva perché sperava che tra le righe qualcuno ci leggesse la sua realtà anche se poi aveva paura che qualcuno capisse e quindi la camuffava.
Scriveva perché a volte tutto diventava troppo caotico, troppo rumoroso e aveva bisogno di buttare giù tutti quei pensieri che la opprimevano.
Scriveva perché sentiva il bisogno di raccontare di se a gli altri senza sentire i loro giudizi. Scriveva così che nessuno potesse vedere la smorfia che contraeva il suo viso, così che quelle lacrime restassero il suo segreto.
Scriveva anche perché sperava che tutto quello che inventava diventasse reale.
Scriveva perché era la sua via d'uscita, era la sua salvezza.
Scriveva perché a volte le persone non ti ascoltano e quindi scriverlo faceva si che altri si fermassero un minuto a leggere.
Scriveva perché sentiva la necessità di vivere un'altra vita che non fosse la sua.
Scriveva perché a volte dirlo a parole non bastava, oppure faceva troppa paura.
Scriveva perché parlarne avrebbe rotto ogni barriera.
Scriveva anche se poteva sembrare una vigliacca, ma non le importava.
Scriveva perché a voce le sue parole non sarebbero mai state quelle giuste e il suo tono sarebbe stato quello sbagliato.
Scriveva perché aveva paura che gli altri non capissero.
Scriveva perché nei sui scritti mostrava se stessa.
Scriveva per il semplice motivo che ne aveva bisogno. Un bisogno quasi stupido.
Eppure, anche se mostrava a tutti quello che scriveva, c'erano certe frasi, certe parole che nascondeva nei cassetti per paura che qualcuno le leggesse.
Scriveva certe cose che se le avesse mostrate a tutti, si sarebbe spogliata definitivamente di ogni maschera, certe cose che era ovvio che le persone non avrebbero capito.
C'erano certe cose, scritte, che se qualcuno le avesse lette avrebbe conosciuto un'altra persona che però, era la vera lei.
Se avesse pubblicato quelle cose, se le avesse fatte leggere a tutti gli altri, lei sarebbe semplicemente finita. Annientata.
Non avrebbe avuto più segreti.