Una volta ho scritto una lettera ad un ragazzo. Un ragazzo di quelli che avrei preferito non incontrare, ma poi la vita va così, incontri anche gli stronzi e devi provare ad adattarti. Una volta gli ho scritto una lettera, ma è come con i diari, io non sono brava a scrivere né le lettere né i diari. Scrivo sempre le stesse cose, tipo “mi manchi”, “scusa se”, “ti prego non”. Frasi patetiche, eppure quella volta superai me stessa, credo. Scrissi qualcosa come quattro paginate di ricordi, e gliele spedii. Non gliele detti di persona, non lo chiamai per avvertirlo. Gliele spedii. Stetti per ore e ore e giorni interi ad aspettare un segno di vita, un segnale di fumo, un sms, uno SQUILLO, e a un certo punto mi arrivò un messaggio su facebook. “Grazie per la lettera”. Ho pensato: ora continua e mi dice che mi ama. Invece non me l'ha mai detto, che mi amava, anzi: quel messaggio finiva proprio lì. Grazie per la lettera, come se dentro ci fossero stati cinquanta euro o un biglietto per un concerto del suo gruppo preferito. Grazie per i soldi, grazie per il biglietto. Da quella volta non ho più scritto lettere, e mi è tornata anche voglia di farlo, ogni tanto, ma non lo faccio. Sprecare tempo per qualcuno può succedere, sprecare lacrime pure. Ma le parole, cristo di un dio, le parole proprio no. Io non le spreco più per nessuno.
- Susanna Casciani















