Pubblichiamo in anteprima in forma integrale le bozze di intesa sottoscritte dal Presidente del Consiglio Conte e dai governatori delle tre regioni interessate: Fontana, Zaia e Bonaccini, datate 16…
Mentre ci lasciamo distrarre dagli sbarchi a Lampedusa e dalle schermaglie teatrali tra i pupi leghisti e pentastellati, il Lombardo-Veneto e, in misura minore, la “rozza” Emilia Romagna, organizzano una secessione scolastica che è il preludio di una completa spaccatura dell’Italia (da operare, beninteso, solo se e quando gli imprenditori piccoli e grandi della sedicente Padania penseranno che sia arrivato il momento giusto per mettere il piede sull’acceleratore della scissione). Come insegna la storia spagnola post-franchista, attraverso una scuola sempre più regionalizzata si controlla la formazione dei cittadini e si offre una visione via via più parziale della storia e della cultura locale, formando un sentimento identitario e campanilistico che premia gli alunni e i docenti più integrati al sistema. (Un caso esemplare sarà l’insegnamento dei dialetti locali, che da molti verrà accolto come una misura magnifica e progressiva, ma che, di fatto, finirà per “normalizzare” le parlate locali, imponendo un dialetto di riferimento tra le molteplici varianti possibili e considerando scorrette tutte le altre varianti.) Aggiungo un concetto ardito. Se questi cambiamenti avessero luogo nell’ambito di piccole comunità anarchiche legate alle proprie radici e capaci allo stesso tempo di essere inclusive e aperte al mondo, dal mio punto di vista tutta questa autonomia potrebbe essere perfino un fatto auspicabile. Ma mi pare evidente che qui si tratta più di ogni altra cosa di fenomeni psico-politici che attengono all’ambito dell’egoismo, della chiusura al mondo, della grettezza e anche, direi, alla sopravvalutazione della propria forza. Ritengo, pertanto, che l’eventuale applicazione dell’autonomia differenziata in ambito scolastico ed extra-scolastico finirà solo per rendere più debole e spaccato un Paese già dilaniato e malconcio come il nostro.
In coda, un pensiero poetico: https://aitanblog.wordpress.com/2015/09/23/se-cessione-deve-essere-cessione-sia-versi-un-po-arrabbiati-e-quasi-neo-barbonici-2/













