Vivere di razzismo
Si può vivere di competenza, anche di una che non vende merci traendo profitto dall'ignoranza dell'acquirente; si può vivere di un sapere che aumenta la relazione con il mondo e con le persone. Oppure si può vivere dei peggiori istinti umani, si può lucrare sul male, sull'odio e sulla prevaricazione del forte sul debole. Si può generare la propria forza mettendo i deboli contro altri deboli, i fragili per geografia contro quelli per cultura, gli sventurati per reddito contro i terrorizzati dalla complessità. La gente ama scaricarsi sugli ultimi arrivati, che siano meridionali o stranieri: non è un problema educativo, è un cespite, un'occasione per fare affari politici! Un populista di mestiere fa questo: fa tesoro di tutto l'analfabetismo etico, di tutta la maleducazione e l'inciviltà che può trovare fra i suoi elettori. Quando non ne trova, ce la mette lui, e se ne trova poca, la potenzia e l'aumenta. L'assurdo non è credere che non esistano dementi tanto irrecuperabili da credere che un presunto Dio Po possa essere rinchiuso in un'ampolla, l'assurdo è non sapere che altre favole e truffe seguiranno, sempre vittoriose. Le pagliacciate con assonanze nazistoidi sono l'eterno trionfo del mito sulla ragione, l'umiliazione della verità e della giustizia da parte del sogno e del delirio.







