Chi vuole un cappello da strega?
Quante cose si accumulano nella propria vita terrena. E considerate che io non ho mai posseduto né mai nemmeno affittato una casa, quindi non ho mai comprato mobili, o servizi di posate, o lampade o stendibiancheria. Sì, alcune lenzuola, asciugamani, libri e poi vestiti, scarpe, borse, orologi... poche cose eppure troppe. Troppe, perché adesso io sappia cosa farne, cosa buttare, a chi destinare cosa. Ho già fatto sacchi di vestiti che non metterò più, magari qualcuno li userà, li troverà caldi o comodi quando ne avrà bisogno. Poi la risonanza magnetica è andata bene e mi sono chiesta: ma magari arriverò all'inverno e avrò bisogno della giacca e degli stivali. Certo non mi serviranno gli stivali coi tacchi, mi piacevano tanto, mi sentivo molto sexy. Quelli non li metterò più, anche se arriverò all'inverno, le mie gambe indebolite e i miei piedi insensibili non reggeranno gli stivali coi tacchi, quindi via, addio stivali e addio mia vita sexy. E così quante cose. I vecchi orologi li vuole mia figlia, così gli orecchini, ma non la tonnellata di braccialetti, falsi, ovvio, ma ho sempre amato i braccialetti. I libri, alcuni so a chi destinarli, ma la collezione di Urania? Gli attrezzi da cucina, il robot, le formine per i dolci di natale? Quante piccole, inutili cose che segnano il percorso della mia vita, che tracciano, come le briciole di Pollicino, la mia storia. Ci sono affezionata perchè sono tutte sono me e forse non dovrei. Questo tempo regalato dovrebbe aiutarmi a lasciar andare, non solo le piccole, inutili cose, ma anche le grandi, come gli affetti, i giorni, la vita. Come Bilbo per la festa di compleanno, che regala a tutti qualcosa per convincersi a regalare l'unica cosa alla quale veramente tiene: il suo tesssoro, la mia vita. E, proprio come lui, anche io sento il peso di ciò che lascerò dopo di me. Non è meglio che mi disfi in fretta di tutto per non lasciare situazioni irrisolte? Che sia io a chiudere ciò che ho lasciato aperto? Ma, come lui, non ne ho la forza. Faccio così fatica e sono così stanca. E ancora ci tengo. Ci tengo al cappello da strega che ho comprato per la festa di Halloween quando mia figlia aveva 10 anni. Ci tengo ai ricami che ho fatto, al mio primo profumo, alle foto che non ho mai appeso, alla giacca di Valentino che non ho mai messo. E ci tengo all'airbnb che avrebbe dovuto segnare l'inizio della mia carriera da imprenditrice alberghiera e di cui invece non sono più riuscita ad occuparmi da quando il mio cervello si è incasinato, così come i conti, gli investimenti di mia madre, codici e password che non riesco a ricordare. A nessuno deve importare della mia vita dopo di me, e, soprattutto, a nessuno deve pesare la mia vita dopo di me. Quindi, meglio che scelga con cura, finché ho tempo, che chieda: chi vuole questo? Chi quello? Metterò dei bigliettini, sempre come Bilbo. Il resto lo butterò o almeno ci proverò. Visto che ho il tempo di prepararmi, devo approfittarne. Vediamo di lasciarla in ordine, questa massa di briciole e sassolini, di lasciare bei ricordi e pochi impicci di questa vita che sono stata.













