Ovviamente grandina quando sono per strada senza ombrello e si schiarisce appena entro in casa. Universo infame, prima o poi mi vendicherò sappilo
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Ovviamente grandina quando sono per strada senza ombrello e si schiarisce appena entro in casa. Universo infame, prima o poi mi vendicherò sappilo
Qui da me si usa dire
“ L’uocchie sicche so’ peggio d”e scuppettate “
Quando le sfighe non vengono mai da sole,ma sempre tutte insieme, altro che giornata no 😤🤬
Cupido la prossima volta ci miri entrambi o te la ficco nel culo sta caz*zo di freccia, ma occorre ?! Stavo tanto bene senza sentimenti
15 Agosto 2020:
Dopo due anni trovo la voglia di andare in discoteca. Mi diverto tantissimo e mi prometto di andare più spesso.
16 Agosto 2020:
Discoteche chiuse, causa Covid-19
Mai una gioia.
Post ansiogeno - a.k.a. Matrix IV Resfigated
Da un’idea di @mostri-ciattolo e uno spunto di @sinpleasuresworld, facendo una passeggiata nei boschi mi è venuto in mente questo post, sperando che possa essere una parentesi di risate per tutti, di riflessione per qualcuno e di sollievo per chi ne ha bisogno.
Come recita @notseriously-mica, questo post può contenere tracce di ironia e frutta a guscio.
Molte delle persone che leggo qui sono universitari o laureati da poco, quindi, siccome un Papero da fiume non ha nulla da dirvi riguardo alle sfighe dello studio, per semplificare il post ambiento il tutto all’istante dopo la laurea.
Ottimo, avete il vostro sudato foglio, tocca a voi, pronti a fare il mazzo a tutti. Mentre cercate lavoro su Internet, una notte vi addormentate sulla tastiera. All’improvviso vi trovate in una stanza verde, manette ai polsi, con due agenti che vi osservano, ed entra un terzo. Si siede, apre un faldone, e vi dice:
“Mr. Anderson, da quello che leggo qui, lei conduce due vite. In una, lei è stato uno studente modello, cresciuto in una famiglia normale, dove fa anche del volontariato e ha vinto la Coppa di Atletica del paesello. L’altra invece la passa su Tumblr, col nome di lassateme-perde, dove accusa la società che le abbiamo posto davanti di essere ingiusta, e continua a fare proseliti su come combattere il sistema. Una di queste vite ha un futuro ... l’altra, no.”.
Ovviamente la vostra risposta spavalda è:
“Io me ne frego dei suoi metodi da Gestapo del cazzo! Intanto le mostro il mio dito medio, e mi fa fare la mia fottuta telefonata”.
A questo punto, il nostro personaggio immaginario, che chiameremo con un guizzo di fantasia Agente Smith, vi infila una cimice, ma stavolta non per l’ombelico, ma su per il ... ok, se semo capiti.
All’improvviso vi risvegliate, e vi è arrivata un’email. Felicità top, vi chiamano per un colloquio dall’altro lato dell’Italia. Certo, vi mancherà mamma’, machisenefotte, io voglio essere indipendente e guadagnare schifosamente!
Belli felici, vi avviate al colloquio. Vi accoglie uno che è preciso preciso all’Agente Smith. Ma lì minimizzate, chi non ha un sosia nella vita. Lui apre un faldone, e chiede:
“Mr. Anderson, benvenuto. Mi racconti di lei.”
Snocciolate tutta la vostra cultura, Nikola Tesla vi fa una pippa, avete appena messo in discussione la Relatività Ristretta e il Time vi ha dedicato una pagina, che avete allegato al curriculum. Ma lui si guarda le unghie, risponde al cellulare, fa una battuta sessista alla ragazza gnocca della reception, si gratta pure il pacco, e poi vi interrompe con un:
“Va bene, le diamo 23.000 euro lordi all’anno, con un contratto a tempo determinato. Perché noi crediamo in lei, Mr. Anderson, so già che lei farà grandi cose.”
Al che voi chiederete maggiori informazioni ...
“Mr. Anderson, lei conduce due vite ...”
E voi, memori del trattamento:
“No, lasci stare, ho afferrato. Va bene così”.
Machisenefotte, avete un lavoro! Oh, cazz, 23.000 euro lordi, e chi li ha visti mai!
Realizzate sul posto che vi siete avviati così, alla cazzo, da casa, senza cercare un riparo per le intemperie. Sotto con gli annunci di casa, dicendo a voi stessi “ma col cazzo che torno a convivere con gli inquilini, adesso ho una vita!”. Durante la ricerca vi arrangiate da un amico.
Al primo giorno di lavoro, vi accoglie il vostro capo, pelato ma con i capelli ai lati della testa (sono tutti così), e questo è il vostro primo dialogo:
Lui: Cristo, un rifiuto dell’università, potrei pure morire ...
Voi: Come la devo chiamare?
Lui: Chiamami DIO!
(chi indovina da quale film è preso questo dialogo ha una birra pagata).
Inizia a mancarvi mamma’, ma siete troppo orgogliosi per tornare indietro.
Alla prima busta paga realizzate che tra IRPEF, TFR, contributi pensionistici a perdere, tassazione regionale, S.S.N., assicurazioni, spaludamento della Padana, contributo per salvare il Panda in estinzione e il lifting di Barbara d’Urso, non arrivate manco a 1.200 netti. Si torna a convivere.
Però siete ottimisti, e pensate “vabbè, gli inizi sono difficili per tutti, pure all’Uni era così, ma adesso ci rifacciamo. Un paio di anni di lavoro, e potrò avere una casa mia!”.
Dopo due anni avete messo qualcosa da parte, mangiando come uno scoiattolo e inventando problemi gastrointestinali quando vi invitavano ad andare al cinema.
Trovate un appartamento da 35 mq. netti, roba che l’ONU invocherebbe la Tortura e il Mancato Rispetto dei Diritti Umani, ma sticazzi l’ONU, chi cazz se l’è cagato mai, io voglio andare a vivere da solo. E’ perfetto.
Andate in Banca, vi accoglie il Direttore. Uguale uguale all’Agente Smith pure lui, iniziate a sentire odore di bruciato. Ma adesso avete altri cazzi per la testa, non c’è tempo per fare dietrologie.
“Mr. Anderson, così lei vuole aprire un mutuo...”
Voi spiegate che è necessario per costruire la vostra vita, per iniziare ad investire sul vostro futuro, che è importante per la società investire sui giovani, siete i futuri pilastri dell’economia. Ma lui si guarda le unghie, risponde al cellulare, fa una battuta sessista alla cassiera gnocca allo sportello 2, si gratta pure il pacco, e poi vi interrompe con un:
“Firmi qui per avere 100.000 euro a tasso fisso, da restituire in 20 anni, dietro consegna della sua vita, quella dei suoi genitori, il vostro casolare in campagna, e diritto di disporre del vostro corpo dopo la morte.”
Vi lamentate che le condizioni sono eccessive, visto il vostro magro stipendio, ma lui:
“Mr. Anderson, lei conduce due vite ...”
Ringraziate il Santo Direttore e vi avviate all’uscita, pensando “massì, fa il suo lavoro ... poi adesso chiedo l’aumento al capo, e un po’ alla volta lo ripago”.
Vi rivolgete al capo, dicendo “lavoro qui da due anni, mai una vacanza, mai una malattia, lavoro anche nei weekend, ho dato il massimo, credo che debba essere riconosciuto il mio contributo in azienda!”
Al che lui si incazza, vi molla 2.000 euro lordi in più all’anno (che il Governo si fotterà il mese seguente con una finanziaria Lacrime e Sangue), e vi dice
“Non mi piaci Mr. Anderson. Ricordati che da oggi ti tengo d’occhio ... ricordati che DIO TI GUARDA!”
Dio e la Madonna solo sanno come avete fatto, ma siete riusciti a trovare una auto usata d’occasione, e vi caricate di altre rate. Tanto chi non ha debiti in Italia!!!
Alla prima uscita, beccate in pieno una buca grande quanto l’Etna, spaccate il semiasse, cerchione e ruote. Andate dal meccanico bestemmiando tutti i Santi in maniera periodica. Non ci crederete, embe’, Agente Smith pure lui. Non è possibile, cazzo!
“Mr. Anderson, qui c’è da rifare la testata del motore.”
Vi lamentate che si è rotto solo il semiasse, non siete esperti di meccanica, ma che cazzo c’entra la testata, ma lui si guarda le unghie, risponde al cellulare, fa una battuta sessista alla segretaria all’accettazione, si gratta pure il pacco, e poi vi interrompe con un:
“Mr. Anderson, lei conduce due vite ...”
Vi fate mettere anche i neon sotto le ruote, erano in offerta.
Risolta la casa, l’auto, il lavoro, siete esausti. Non avete avuto 5 minuti per voi, vi meritate una vacanza. Che belli sarebbero gli USA! New York, il vostro sogno da piccoli. Agenzia di viaggi, massì, chissenefrega! Non si vive per lavorare, si lavora per vivere!
Ormai vi siete rotti il cazzo di vedere Agenti Smith dovunque, ma tanto, in qualsiasi agenzia viaggi andate, c’è sempre lui. Ma stranamente, stavolta, non ha quella solita faccia da stronzo, anzi, vi offre anche il caffè, vi fa sentire importanti, padroni delle vostre scelte. Sì, Broadway, Times Square, tutto fighissimo. Tornate a casa con i biglietti e un sogno.
Ad una settimana dalla partenza, con già il poster del Boss nella valigia, si abbatte un tifone di quelli che non si erano mai visti prima, si innalzano i mari, New York sotto 10 mt. d’acqua, un troiaio assurdo. Il telefono squilla:
“Mr. Anderson, noi avevamo fatto l’assicurazione contro lo scioglimento della calotta polare artica? No? Male. Beh, le vengo incontro, le propongo come ripiego un weekend a Venezia”.
Al che fate notare che un viaggio a New York non c’entra proprio un cazzo con un weekend a Venezia, ma lui (anche se non lo vedete perché al telefono) si guarda le unghie, risponde al cellulare, fa una battuta sessista alla tipa del video di Pornhub che sta guardando, si gratta pure il pacco, e poi vi interrompe con un:
“Mr. Anderson, devo ricordarle quante vite conduce?”
Prendete l’opzione All-You-Can-Gondola, con una differenza di altri 200 euro.
E l’Agente Smith lo ritroverete al CAF, sarà il vostro dottore che vi dirà che avete il colesterolo a palla e quindi niente più pecorino romano, fino al giorno che vi ritroverete a guardare una Mara Venier virtuale su Rai 1, con una copertina sui piedi e un infermiere Agente Smith, ma ormai non capite più nulla e vi ostinate a chiamarlo “mamma”.
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Ovviamente è tutto uno scherzo, anche se alcuni dei fatti elencati sono presi dalla mia vita, altri gonfiati esageratamente per renderli buffi. Giusto per dirvi che di sfighe ne abbiamo a mazzi, tutti, in tutte le fasi della nostra vita, e abbiamo a mio parere tre scelte: ignorarle, fasciarci la testa, o incazzarci un giorno sì e uno no. Io ho scelto la terza.
Venerdì 17
Che sfigata che sono quando continuo a pensare a lei, quando continuo a credere che un giorno busserà alla mia porta o arriverà un messaggio sul cellulare con scritto "amore mio, mi manchi, ti amo ancora".
Che sfigata che sono quando credo ancora di dover essere fedele ad un amore che non c'è piú. È vero, non ci sei piú qui tutte le mattine a mandarmi il buongiorno, non ci sei nemmeno la notte a parlare fino allo sfinimento con me perché era troppo brutto andare a dormire perché significava doverci separare un pó. E a volte penso a quelle due persone innamorate che non si separavano nemmeno per dormire, e gli vorrei dire pensate un pó, adesso vi sembra difficile questo, un giorno invece vi lascerete per non sapere nemmeno piú cosa farà della propria vita l'una o l'altra. Che sfigata se sono qui a scrivere parole piene d'amore per te, togliendo tempo a me, lasciando i libri sulla scrivania, togliendo del tempo ad un esame che magari tu amore già hai dato.
Che sfigata se penso che tutto l'amore che sento, anche se mi hai fatto male, vorrei ti arrivasse forte dentro, per farti capire quanto tu sia ancora nel mio cuore.
E alla fine se leggo tutto questo capisco che ho ragione, amare è da sfigati, ed io lo sono.
- RF