Sig. Netflix, mi recherò sul Suo sito solo in presenza del mio avvocato.
E’ una categoria di Netflix, se non lo sapevate. Però non lo so se è veramente così. Sì, That 70s Show sembra qualcosa che istituzionalmente, canonicamente, ufficialmente potremmo definire senza impegno, possiamo pure essere tutti d’accordo. Ma tu, Sig. Netflix, che ne sai se per me è davvero così?
Ho deciso che non vedrò più una ghigliottina dell’Eredità, veramente questo era più un patto, nemmeno mio, è andata come è andata, però io lo stesso non la vedo, e va da sé, mica in segno di giubilo, mica per confermare che sì, è tutto finito, ghigliottina compresa. E nemmeno X Factor, e nemmeno Masterchef, e nemmeno Amici, e nessuna cosa che era istituzionalmente, canonicamente, ufficialmente senza impegno. Cose di cui per la verità già mi/ci interessava poco e nulla, ma che stavano lì, per inerzia di telecomando, a ricordare al mondo che le domeniche di inverno a lottare fino alle 11 erano finite da un pezzo, e anche se le giravolte della vita ci avevano trasformato in altro, c’erano sempre un paio di sentieri immersi nella fitta boscaglia che a un certo punto si intersecavano, e in cui ci incontravamo un giovedì sera, oppure una domenica sera, come due marinai che si ritrovano per bere una cosa in una taverna portuale e che avrebbero tante avventure da raccontarsi, ma restano seduti a bere tranquilli, avvolti in un complice silenzio.
No no, io per vedere That 70s Show di impegno, coraggio, volontà ce ne devo mettere una buona dose. Però si sa, i marinai dopo avere girato i mari conosciuti e quelli sconosciuti, perdono il genio e la fantasia - per lo meno i marinai campani, in altri posti forse non so se si dice così - e dopo aver visto le creature più rare e dopo aver cavalcato i venti più avversi e dopo aver girato i porti più pericolosi, non sanno più guardare le cose senza impegno. Sono anime perse due volte, una perchè sono marinai, e l’altra perchè non riescono più a vedere That 70s show.