seen from China

seen from United States
seen from China

seen from Canada

seen from United States

seen from Netherlands
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from Hong Kong SAR China
seen from Morocco
seen from United States
seen from United States
seen from United States

seen from United States
seen from China

seen from Canada

seen from United States
seen from United States
seen from United Kingdom
Vuoi salire da me a vedere la mia collezione di serate strane?...
Pentesilea
Gli esseri umani sono la specie che possiede più maestria nello stare vicini e al contempo essere così lontani.
L'indirizzo ce l'ho
Rintracciarti non è un problema
Ti telefonerò
Ti offrirò una serata strana!
-Renato Zero 'Triangolo'
Vieni?...
Pentesilea
Comunque qualcuno mi deve spiegare perché ultimamente quando piango mi viene da sbadigliare e dormirei subito.
Sarà l'età. Sarà che è il modo del mio corpo di dire calmati, ora basta, va tutto bene, riposa. Sarà che in ospedale piangevo sempre la notte e poi mi addormentavo.
L’afa ci appiccica persino i bracciali di legno ai polsi dentro questa casa di Simone di cui non conosco niente come l’arabo e Kamakura. Proprietario a parte conosco tutti gli altri, una trentina di ex attivisti dell’ex teatro occupato Pinelli: chi era un tantino anarchico, chi un chiodo comunista e chi non apprezzava le categorie, come ad esempio “fattone” o “indecente”.
A casa di Simone c’era Guido Celli, poeta romano e d’Oriente che, quando lo si ascolta o lo si legge, bisogna recarsi nell’infermeria più vicina per i pugni allo stomaco che sono arrivati.
C’erano questa trentina di ex persone proibite, l’entourage del cambiamento targato duemilaquattordici. C’erano questa trentina di ex creature di movimenti liberali. Con una buona parte di loro quindici anni fa mi disintegravo di canne, mi frastornavo ai rave, mi bevevo le damigiane di vino insieme alla mia giovinezza. Hanno ancora quella cazzo di aura negativa come chi chiede perdono di esistere.
C’erano questa trentina di ex bancarellari equo solidali e uno di loro è stato il mio migliore amico per una decade, poi ha scelto di disperdersi nell’ambiente, come un residuo di plastica. Me lo ritrovo davanti e mi saluta, come chi ha visto il proprio analista, abbandonato prima di terminare tutte le sedute. Era terrorizzato. Gli batto il pugno e poi lo ignoro tutta la sera fino ad andarmene, mentre lui sembrava avere un velo nero addosso. Per non farsi salutare. Non l’ho salutato.
C’erano questa trentina di ex intellettuali tra cui molti figli di papà. Con alcuni di loro mi facevo le estati alle Eolie. Io in campeggio e loro nelle case di 85euro a persona, poi erano tirchi quando si trattava di mettere le quote per le manifestazioni e per le raccolte di beneficenza.
C’erano questa trentina di ex conoscenti e amici che, negli ultimi quindici anni, non sono né evoluti né cresciuti umanamente, continuano a disintegrarsi di canne che certuni producono nelle case dei loro genitori dove ora vivono da soli.
Nella casa di Simone cerano questa trentina di ex esseri umani, circondati dalle macerie delle loro scelte sbagliate che non mi guardavano nemmeno, perché ho scelto di non perdere la mia vita nascondendomi o fuggendo da essa.
Nella casa di Simone c’era anche Guido Celli che ha declamato pezzi di suoi organi interni, ogni lacrima, ogni osso, ogni ombra mentre sottendeva il cristallo di sangue del suo corpo.
Ok ora è il momento del post serio, e del pippone serale, e io che credevo di andare a letto presto. Stasera sono uscita e sì ero felice, ma una volta sul posto poi, non è stato davvero così. Ero e sono stata contenta di rivedere le mie amiche e finalmente di aver rimangiato una signora pizza con la P maiuscola appunto, ma tutto il resto è stato passeggero, sfocato, quelle serate che ti scivolano addosso forse troppo velocemente e questo mi ha fatto pensare. Pensare anche e soprattutto al mio rapporto con loro. Mi hanno fatto addirittura un pensierino per il mio ormai passato compleanno e questo mi ha fatto sorridere ma ciò nonostante a volte mi sento fuori luogo. È brutto dirlo? Non lo so. Ma volte succede. E me ne accorgo durante certi discorsi, o su piccoli gesti che mi aspetterei appunto da loro che sono e reputo "grandi amiche" o come l'esempio di stasera, da regali che sì sono carini ma non c'entrano nulla con la mia persona. Ed è proprio in questi momenti che la mia testa parte e pensa
Ma è anche vero che adesso è tardi e quindi basta così.
Allie: Perché non mi hai scritto? Perché? Non era finita per me! Ti ho aspettato per sette anni e adesso è troppo tardi! Noah: Ti ho scritto 365 lettere, ti ho scritto tutti i giorni per un anno! Allie: Tu mi hai scritto? Noah: Si. Non era finita per me, e non è finita neanche ora.
Le pagine della nostra vita