" Mu'in 'Abbas è un giovane palestinese che studia all'università del Cairo, alla facoltà di medicina. La sua gente e i membri della sua famiglia vivono a Gaza, città che l'esercito israeliano occupa fin dalla guerra del giugno 1967. Sono molto poveri e Mu'in 'Abbàs si fa bastare la piccola somma di denaro che riceve dal governo egiziano a titolo di borsa di studio per studenti meritevoli. Al Cairo, Mu'in 'Abbàs vive una vita normale e piana, e studia tanto. Perché per studiare medicina bisogna sforzarsi molto e lui spera di finire in fretta l'università per poter tornare a Gaza, mettersi a lavorare e sposarsi. Non si occupa di politica se non in quanto palestinese. Perché non si può essere palestinese e non occuparsi, in un modo o nell'altro, di politica. Sarebbe a dire che partecipa alle feste studentesche che si tengono all'università, attacca manifesti, distribuisce libri e pubblicazioni che contengono informazioni sulla causa. Mu'in 'Abbas, al Cairo, ha l'impressione di trovarsi in un bel pasticcio: per la prima volta, dopo anni e anni, vorrebbe dimenticarsi di Sana', la sua cuginetta cui ha promesso che si sposeranno, quella che tutte le famiglie del campo sanno diventerà sua moglie. È sempre stato orgoglioso di lei e della sua invitante bellezza, e adesso, invece, cosa gli va a capitare? Muna, la sua compagna di corso. "
Elias Khuri, Facce bianche, traduzione dall'arabo di Elisabetta Bartuli, Einaudi (collana L'Arcipelago n° 126), 2007¹, pp. 253-254.
[1ª Edizione originale: الوجوه البيضاء, (Wujuh al-bayda), editore Dar Al Adab, Beirut, 1981]














