Cappuccino col latte bollente
Settimio è un anziano che ogni mattina viene al bar, si prende due cappuccini col latte bollente, due paste (una treccina con frutta secca e il cornetto integrale ai frutti di bosco) e legge la Gazzetta e La Nazione; la parte dedicata a Siena la lascia sempre da parte perché "ci sono nato e cresciuto in città: non ho bisogno del giornale per sapere cosa accade a Siena". Ha fatto l'infermiere per anni allo Spedale davanti al Duomo, prima ancora che iniziassero a costruire le Scotte.
A militare lui faceva il barista, per questo, nonostante le sue gambe esili non siano più molto arzille, prende e riporta le tazze sul bancone, "perché se non pago il servizio è giusto che sia io a servirmi". Resta seduto al suo solito posto accanto al frigo per 2/3 ore ogni giorno prima di andare alle poste, resta sempre per così tanto tempo perché in casa sua non lo vogliono, perché la moglie non lo riconosce più.
Ogni giorno si prende il cappuccino col latte bollente, e oggi gli ho chiesto il motivo: il calore del latte dura più di quello del caffé e quindi il piacere della colazione è più duraturo. A lui piace fare colazione, è l'unica cosa piacevole che gli sia rimasta, oltre alle quattro parole che scambia con un infermiere del posto.
Settimio è anziano e parla sottovoce, quasi avesse paura di farsi sentire, di essere di troppo, ma è il mio cliente preferito, quello che se non è presente ti manca tanto e ti preoccupi.