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Non sono bastate le piogge delle ultime settimane a rimediare ai molti mesi senza, e il problema si va estendendo
Questo è solo l’inizio delle tante conseguenze che subiremo a causa del cambiamento climatico e della nostra inattività per cercare di rimediare ai danni causati dai nostri stili di vita e sistemi socio-economici che non hanno fatto altro che riversare le intere conseguenze sul nostro pianeta. Se prima pensavamo, dentro di noi, che certe cose non ci avrebbero mai toccato, ora siamo qui, con uno stato d’emergenza dichiarato per via della siccità.
Pescia: EMERGENZA SICCITÀ’ URGENTE CHE IL COMUNE FACCIA IL PROVVEDIMENTO PER DIVIETO ASSOLUTO DI SPRECARE L’ACQUA “E’ un Provvedimento necessario per il bene di tutti” Bisogna non sprecare acqua !!!. Il provvedimento nasce da una serie di valutazioni che sono proprie del periodo estivo, ma anche in considerazione del caldo torrido di questi giorni e dalla scarsità di precipitazioni che hanno aggravato un quadro già normalmente oggetto di preoccupazioni, nei mesi dove la risorsa idrica è ancora più preziosa. “Se è sempre buona regola non sprecare acqua diventa necessario e obbligatorio nei mesi estivi, soprattutto in queste settimane di assenza pressoché totale di piogge, in un contesto di grande caldo. Quando rientro in Comune posso anticipare che ci saranno controlli e sanzioni e invito tutti i cittadini a collaborare per non sprecare l’acqua !! Va fatta l’ ordinanza, ovvero preservare l’acqua per averla sempre disponibile per gli usi essenziali”. Bisogna che dispositivo dell’amministrazione comunale pesciatina faccia esplicito e assoluto divieto, su tutto il territorio comunale, di utilizzare l’acqua potabile proveniente dagli acquedotti urbani e rurali per scopi diversi da quelli igienico-domestici. C’è un rischio siccità in Italia con ripercussioni ai cittadini e imprese , in particolare quelle agricole ed e’ per questo che dobbiamo non sprecare l’acqua e un appello alle Istituzioni competenti perché si affronti il problema acqua con piani e investimenti!! #avantituttapescia#pesciacambia #siccita #emergemzaacaua #nonsprecare @orestegiurlani https://www.instagram.com/p/CfCH4lnMwvF/?igshid=NGJjMDIxMWI=
Questo inverno è stato uno dei meno piovosi in assoluto, come mostrano le immagini del Po e di altri grandi fiumi quasi in secca. Ricordiamoci che l’acqua è preziosa e non va sprecata
Questo inverno è stato uno dei meno piovosi in assoluto, come mostrano le immagini del Po e di altri grandi fiumi quasi in secca. Ricordiamoci che l’acqua è preziosa e non va sprecata
APPLAUSO La faggeta applaude alla pioggia al termine della siccità estiva #applauso #pioggia #siccita #faggeta (presso Viaggiare nel Pollino e in Basilicata) https://www.instagram.com/p/CS1YtSxDCpn/?utm_medium=tumblr
❓BEL TEMPO❓ Si può definire "Una Bella Giornata" perché c'è sempre il sole? che ormai lo ☀️ trovo, abbagliante, sfacciato, accecante, creando ombre lunghe come d'autunno e siamo d'inverno senza pioggia da 6 mesi?! È "Una Buona Giornata" perché la primavera fiorisce e i fiumi sono in secca, i laghi prosciugano e la terra crepa?! #edgeworthia #siccita #climateforchange #pianetaterra #savetheplanet #salviamoilpianeta #globalwarming #riscaldamentoglobale (presso Treviso, Italy) https://www.instagram.com/beltratto/p/BvEFjsFA-OQ/?utm_source=ig_tumblr_share&igshid=dbgznuiklozw
‘Non c’è acqua
che disseti
la siccità
della tua
mancanza.’
- Victor Fidelio
#acqua #disseti
#siccita #mancanza
#orizzonti #aperti
Ricapitolando. Ora la siccità. In autunno le piogge. A gennaio le frane. Poi gli smottamenti. Poi gli approfondimenti televisivi. E qualche funerale.
Ricapitolando. Ora la siccità. In autunno le piogge. A gennaio le frane. Poi gli smottamenti. Poi gli approfondimenti televisivi. E qualche funerale. Un'intervista di Antonello Caporale a Luca Mercalli da stampare, condividere, tenere attacca alle pareti di casa. Perché il problema non è il caldo. I meteorologi, gli scienziati del clima, fisici e astrofisici, sono sull’orlo di una crisi di nervi. “Non c’è allarme che tenga, sapere che convinca, disastro che allerti. La gente se ne sbatte di noi, delle nostre previsioni, della cura con la quale dimostriamo l’ineluttabile, il mostro che ci mangerà. La questione è divenuta così seria che abbiamo chiesto aiuto agli psicologi, qui siamo di fronte a un enorme fenomeno di dissonanza cognitiva”. Luca Mercalli conduce, insieme alla brigata dei climatologi, campagne quotidiane di illustrazione dei rischi. Lui illustra e noi sbadigliamo. È così. Ora stiamo friggendo sotto il sole, abbiamo 38 gradi sulla testa e la temperatura si innalzerà ancora. Tutto chiaro e previsto, e quando dico previsto voglio specificare che anche il dettaglio minimo del più grande tema del riscaldamento globale era stato ampiamente annunciato. Ma sembra che non sia servito a niente. Ci prepariamo per i quaranta gradi. Così sarà, e poi quarantadue. Noi umani siamo divenuti impermeabili, incoscienti al punto estremo. Mi chiedo come sia possibile. E infatti non avendo una risposta credibile, ragionevole, abbiamo chiesto aiuto agli psicologi. Indagheranno sull’inconscio collettivo. Magari c’entra qualcosa la cultura capitalistica, la teoria dell’accumulo infinito? Ci sta, ma non basta a spiegare perché gli elementi naturali della nostra vita, il fondamento della nostra esistenza, siano così disprezzati. Si stupisce? Ma l’America ha eletto Trump. Mi stupisco, sì. Perché l’uomo per 200 mila anni ha fatto il cacciatore. Uccideva l’antilope e magari non gli serviva, pensava: vabbè qualcun altro l’avrebbe uccisa, sarebbe morta uguale. Per ottomila anni ha fatto l’agricoltore, e soltanto da 200 ha avuto abilità industriali di massa. Il problema è che negli ultimi 200 anni ha fatto fuori il mondo. D’inverno ci allaghiamo, d’estate moriamo di sete. In città moriamo di smog. Moriamo per davvero. Sembra un teatro, invece. Voi che indossate i panni dei profeti di sventura e noi che osserviamo muti e un po’ distratti. La mia disperazione è tutta questa conoscenza che sprechiamo, tutto questo sapere che buttiamo al vento. Come non capire che se allaghiamo di cemento la terra, poi l’acqua ci infligge la pena? Non è ipotesi di scuola, è realtà. Ma noi cementifichiamo alla carlona. Non vogliamo vedere. Abbiamo un problema psicologico, altro non saprei dire. Perché non è possibile considerare ragionevole questa corsa a saturare la fonte della nostra vita. Stiamo avvelenando l’acqua, riducendo la sua portata, annientando la linfa vitale dell’esistenza. Diamine, accorgitene che hai un cancro e ti sta uccidendo. Siamo affaccendati e abbiamo mille pensieri. Siete veramente degli stronzi. Siamo buffi. Siete irresponsabili. Esempio: la tecnologia ci documenta a un prezzo alla portata delle tasche di quasi tutti che il sole, anziché arrostirci, può anche raffreddarci. Abbiamo i pannelli solari, abbiamo l’energia che ci serve per stare caldi d’inverno e freschi d’estate, abbiamo la possibilità di non pagare la bolletta elettrica, abbiamo incentivi che arrivano al 65 per cento dell’importo totale. Dico: solo un matto non capisce che la scienza ti offre la possibilità di sporcare di meno il mondo e fare un buon affare. Cos’altro devono darci o dirci? Eppure… Eppure una minoranza ha i pannelli solari, le pompe di calore, le case isolate termicamente. Una minoranza con i soldi. La questione sarebbe meno seria se fosse come dice lei. Il problema è che non adottano misure minime, casalinghe, per tutelare la propria vita familiare anche coloro che i soldi ce li hanno. È una indietro tutta. Con Trump il cerchio si chiude e io sono sempre più pessimista. Gli Stati seguono questo crinale irresponsabile che pagheremo in modo così salato. Tutto intorno silenzio. Ricapitolando. Ora la siccità. In autunno le piogge. A gennaio le frane. Poi gli smottamenti. Poi gli approfondimenti televisivi. E qualche funerale. (fonte)
Un’intervista di Antonello Caporale a Luca Mercalli da stampare, condividere, tenere attacca alle pareti di casa. Perché il problema non è il caldo. I meteorologi, gli scienziati del clima, fisici e astrofisici, sono sull’orlo di una crisi di nervi. “Non c’è allarme che tenga, sapere che convinca, disastro che allerti. La gente se ne sbatte di noi, delle nostre previsioni, della cura con la quale…
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