Tuttavia al giorno d'oggi, il vero pericolo è tra i boschi.
#phm#ryland grace#rocky the eridian#project hail mary spoilers




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Tuttavia al giorno d'oggi, il vero pericolo è tra i boschi.
Sto leggendo Q di Luther Blissett, che poi è Wu Ming ma vabbè non è rilevante. Ora il discorso è che questa copia l'ha regalata mio padre a morosa, e di solito lui regala libri dopo attenti ragionamenti, valutando la persona che riceverà il regalo e adattando la sua scelta con precisione.
La domanda sorge spontanea: Padre, di sorta, per quale motivo hai scelto un epopea storica ambientata durante lo scoppio della riforma protestante ed incentrata su di essa e gli anabattisti per la mia ragazza??
Lasciali invecchiare con lo stesso amore con cui ti hanno fatto crescere... lasciali parlare e raccontare ripetutamente storie con la stessa pazienza e interesse con cui hanno ascoltato le tue quando eri bambino... lasciali vincere, come tante volte loro ti hanno lasciato vincere... lasciali godere dei loro amici, delle chiacchiere con i loro nipoti... lasciali godere vivendo tra gli oggetti che li hanno accompagnati per molto tempo, perché soffrono sentendo che gli strappi pezzi della loro vita... lasciali sbagliare, come tante volte ti sei sbagliato tu..
Lasciali vivere e cerca di renderli felici l’ultimo tratto del cammino che gli manca da percorrere, allo stesso modo in cui loro ti hanno dato la loro mano quando iniziavi il tuo!
Buona serata 🫂❤️
Ciò che prima era casa, poi divenne prigione.
Uno dei momenti della giornata che preferisco è quello in cui mia figlia mi dà un bacino prima di andare a dormire ❤️
🧶🌙
“ L’infanzia è l’unica età eroica. Certi bambini sono i soli esseri integri che si possano incontrare durante la vita. Ogni cosa che vivono, possiedono, abitano è per loro un’esperienza di assoluta intensità e, allo stesso tempo, completamente effimera: possono prendersi a sassate tutto il pomeriggio nel contendersi un giocattolo, per poi dimenticarlo nel fango alla fine della giornata. Non c’è nulla di quello che fanno che non venga affrontato con assoluta serietà, e nulla, quando il desiderio del gioco li abbandona, che non venga lasciato in un angolo. Bisogna avere il coraggio di affidare i figli al loro nume, per quanto una parte di noi sappia benissimo che potrebbero non esserci restituiti. Il mondo dei bambini è frequentato da mostri più reali di quelli che agitano i loro giochi, e non sempre le ansie dei genitori strappano i figli al divertimento senza motivo. “
Salvatore La Porta, Less is more. Sull’arte di non avere niente, Il Saggiatore (collana La Cultura, n° 1134), 2018¹. [Libro elettronico]
"Il faut tuer les parents".
La cosa peggiore, per il figlio di una personalità manipolatrice, è che nessuno gli crede.
Ovviamente.
Non c'è cosa più frustrante del sentirsi sempre dire che "sono pur sempre i tuoi genitori", "quando non ci saranno più ti mancheranno", etc., mentre tu sai quanto siano tossici e l'unica cosa giusta da fare è allontanarsi da loro il più possibile.
C'è sempre un giudizio morale che pende sulla testa della vittima, il figlio, ma non c'è mai sui carnefici, i genitori. Per loro c'è sempre una giustificazione, mentre tu sei ingrato, irriconoscente e poco lucido perché in preda alla rabbia. È la condizione più vicina a quella che prova una vittima di stupro. Non si è preda delle emozioni, il giudizio non è offuscato, ma nessuno ti crede.
Per non parlare, poi, della assurda pretesa sociale di dover amare colui che continua a ferirti, solo perché anni fa ha scopato senza precauzioni. Può bastare per procreare, ma non fa di loro un genitore. Non si riesce ad accettare il fatto che un bambino sviluppa affetto per colui da cui dipende la propria sopravvivenza, non c'entra nulla l'amore e non c'è nulla di puro e sano in tutto ciò.
Si ribalta la realtà, la vittima viene colpevolizzata perché fa di tutto per curare la propria salute mentale, mentre il carnefice viene costantemente giustificato. Spoiler: non c'è nessuna giustificazione e il distacco e il disprezzo sono sentimenti sani.
@clacclo
Credo che superata una certa età, non si debba più vivere con i genitori. È deleterio per la propria salute psicofisica e per la convivialità del rapporto stesso. Credo non si dovrebbe vivere proprio con nessuno, solo con se stessi, ed è già tanto anche così, figuriamoci vivere con i propri genitori. È come trovarsi a rivivere ogni giorno della tua età adulta con i traumi che ti hanno creato nel passato, è capire tutti i loro limiti, è chiedersi come hanno fatto a crescerti, è capire perché in fondo sei venuto come sei e che del resto, tutto sommato sei venuto anche disgraziatamente bene, perché poteva andare molto peggio.
-laragazzadagliocchitristi