similitudini
© Ruth Bernhard [*] Hips, Horizonzal (1975)
© Jan Bengtsson [*] Untitled (1978)
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© Ruth Bernhard [*] Hips, Horizonzal (1975)
© Jan Bengtsson [*] Untitled (1978)
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“Pesci, pensai,
non siamo altro che pesci…
branchie che si gonfiano e si chiudono…
poi viene un gabbiano che
dall’alto ci prende e
mentre ci smembra ci fa volare,
forse questo è l’amore.”
— Margaret Mazzantini
Avere l'amante è come avere una Ferrari. Appena la "monti" vai a tutto gas. Ti esalti, ti vanti, ti pavoneggi. Poi, per strada, trovi i "limiti" e piano piano rallenti. Fino a quando ti stanchi e la tieni "parcheggiata" in un angolo. Però puoi sempre dire " Minchia, ho una Ferrari"... O un'amante!
Morale: fatevi un' utilitaria. Meno prestazioni e pochi brividi, ma almeno la gestite con facilità.
Sasha👗More🧥
''Il prezzo è sceso di 0,01'' € mi ricorda molto il ''Sono cambiato''
Così diversi ma al tempo stesso così complementari...
“A Sud del confine, a Ovest del sole” - Haruki Murakami
Chiare, fresche et dolci acque.
-Francesco Petrarca
Similitudini.
Pentesilea
Tènere tenerezza
Prima di scriverlo, m’è toccato persino pensarlo: Se non ci salverà la tenerezza cos'altro potrà farlo? Un attimo: vero, qui nulla ci salva nessuno si salva e nessuno salva nessuno. Ma parliamo di una salvezza che non si chiama cura di tutti mali e neppure si chiama vittoria contro ogni paura o un concetto persino più coglione come, non so, “mettere le ali”. Questa è la storia del trovare un cornicione sotto il quale bagnarsi ma soltanto per metà. La storia del salvarsi nel senso di resistere di non cedere ai piagnistei o alle malattie mentali ripararsi ad altre tempeste sotto altre piogge torrenziali dalle ire funeste degli dei dall'elemosina della pietà celeste dal potere temporale i suoi strali. Da tutto ciò non la durezza che alla lunga aggrava il danno: come il fluoro che ispessisce il dente anno dopo anno col batterio che scava più a fondo come un bruco o un tarlo fino a rendere il buco una galleria e irritare il nervo fino a snervarlo e portarlo all’isteria. O come l'igiene che diventa ossessione col cloro che non lascia più niente neanche un germe con cui familiarizzare da bambini, a ricreazione così che da adulti non ci possa ammazzare non serve a niente è come sparare con un cannone a una formica, come coprire d’insulti una cellula tumorale.
Non è che sia l’aspetto fra tutti il più importante; ma se fosse una colonna portante nella casa che porta il mio nome? se fosse una mia certezza fra le poche che tengo stretto? Emerge e non so come, ma emerge; e non è un difetto ché tra l’essere teneri e l’essere molli ci passa la differenza che passa tra il volare e l’essere polli. Ma una carezza data, una carezza apprezzata vale come cento ricevute e allora la dolcezza riconosciuta da chi la riconosce prima che da un test che dura un'ora è una nuova consapevolezza una rima di doppie zeta è una meta esser tenero, certo ma fermo come il mio palmo rilassato e aperto come sopra un pianoforte che si lascia suonare sopra una tempia a scaldare un mal di testa per farlo evaporare. Piano e adagio, adesso dolce a liberare il capo dalla cavezza a sgombrare quel cielo cupo che è una mente piena di nuvole con la quietezza. Forte, adesso ché la dolcezza è melassa senza fermezza vuota come una favola senza morale