Se credessi alla genesi della creazione degli uomini secondo i dettami religiosi cristiani o perlomeno all'esistenza di una entità superiore dovrei pensare che questo bizzarro ingegnere della vita mi abbia progettato come macchina da solitudine o un organismo a se stante inappropriato a coltivare semplici relazioni con gli altri. Ne ho prova tangibile anche nel web 2.0 cosiddetto per intendere la giungla di social web nella rete. Da Facebook a Twitter, da Last.fm a qui, su Tumblr, la mia attitudine rimane la stessa. Se nella vita reale mi limito ad una stentata convivialità nel web resto essenzialmente discreto nel peggiore dei casi totalmente invisibile.
Eppure sono lì con frequenza a leggere con avidità tutto quello che riguarda chi mi interessa o per chi nutro affetto. Raramente partecipo, a malapena lascio un segno in barba alle diavolerie inventate dai specialisti del social networking come Zuckerberg e affini. Mi illudevo che restando da soli davanti un monitor riuscissi a far uscire facilmente un aspetto del mio carattere più socievole che fuori, nel mondo reale, dimostro comunque ma solo dopo un attento rodaggio.
Ed invece, a quanto pare, no!
Qui, poi, sembro un egocentrico: fiumi di post per parlare di me stesso e poco di ciò che mi circonda. Questo post ne è l'ennesima dimostrazione. E quindi niente. Comincio a pensare che la ritrosia agli altri sia ormai un tratto distintivo del mio carattere che farei bene ad accettare e, nella migliore delle ipotesi, a farmi piacere.