sotto gli spalti;
« Fai il compito di storia? »
« Forse sì, ho trovato ‘sta cosa. » indicando per l’appunto il pezzo di legno incriminato. « Sono due tipi. » facendo da storia per Niall che nel frattempo adocchia mentre si sta mettendo a fare la scimmia della situazione, trovandoselo a testa in giù. Ridacchia portandosi una mano alla bocca, solo per trattenere una risatina, « Magari sono due favolosi che hanno deciso di rimanere immortali nella scuola ma senza far sapere chi sono, oppure erano due annoiati che hanno solo rovinato la scuola. »
« Gnn » mugugna poi, tirandosi su, e mettendosi seduto lassù in alto, per ora. « Oppure sono le rune » e fa una pausa « Inguz » per la testa, e con le mani fa un cerchio « Teiwaz » e con la mano destra fa una V capovolta, ponendo nel mezzo a questa l’indice sinistro « e Kenaz » e fa la V. « Un po’ assemblate strane » mugugna anche, guardando la ragazzina come se si aspettasse già una sua reazione negativa a questo pensiero. Infatti alza le spalle e « oppure è solo un disegno d’amore, tra questi due » dice tranquillo « Magari questo è il loro talamo nuziale » e ridacchia, inclinando la testa verso il basso.
« Non mi sembrano tanto rune, però.. » scuotendo piano la testa e portandosi dietro all’orecchio una ciocca di capelli che le sfugge vicino al viso. « Il talamo nuziale.. » si volta verso di lui, spostando per altro il peso del corpo sull’altro fianco « Maccheddiciiii! Al massimo è il posto in cui venivano a baciarsi un po’, no?! » talamo nuziale. Domanda con l’ovvio alla fine con una mano, quella che non tiene la bacchetta, il cui palmo viene portato verso l’alto a mostrare che…chi si sposa ad Hogwarts? « Due che, mh, chissà di che casata sono.. » guardando l’intaglio. « Credo che prima del settimo anno intaglierò qualcosa anche io. »
« Potrebbero » commenta lui, iniziando appunto a far il linguaggio dei segni, cercando di far capire a lei cosa ci vede lui. « Lo escludo comunque.. ma solo perché sono due uguali » in effetti gli omini, sembrano proprio uguali, da quel che vede lui. Ridacchia un po’ comunque, per il talamo nuziale, e accoglie la sua domanda. Si guarda attorno. « Baciarsi.. e basta? » chiede ora « un nascondiglio.. e pensare che ora ci si bacia davanti agli altri » e forse è una critica a quel gioco della bottiglia? Ma comunque, il suo tono di voce non è per nulla aspro. « Sono… » lo sa lui? « Grifondoro e Corvonero.. ma proprio i fondatori eh » puntualizza. « E qui c’hanno fatto la fantasma Corvonero » e per tutte le cavolate che sta tirando, anche lui, inizia un po’ a ridacchiare. « Non si capisce nemmeno di che sesso sono »
« Vabbèèèè, magari erano due maschi. » e quindi? « Oppure no e magari non volevano farsi vedere dagli altri, erano tipo due amanti segretissimi.. grinzafico. » ridacchiandosela pensando a chi stesse portando avanti una tresca amorosa sotto gli spalti e lontano dallo sguardo di altri. « E poi io preferirei baciarmi qui, tipo, non in mezzo alla gente. » tanto per dire, con il gesto del portarsi via dall’orecchio quel ciuffo di capelli prima messo in ordine. Adocchia meglio le due sagome mentre il terzino le bolla come Godric e Cosetta.
« Continuo a ripetere che qui c’è stato fatto un figlio bastardo » commenta, schietto, alimentando la questione degli amanti segretissimi. Poi vabbè, la spiega a modo suoi eh. « Ecco » dice dopo aver sospirato, per aver sentito che Charlotte preferisce non baciare di fronte a tutti. « Ad un rituale va bene »
Gli occhi grandi e chiari della Serpeverde si spalancano ancora di più « Cièèè sarebbe uno scoop assurdo. Ti immagini?! Forse dovremmo raccontarlo ad Osbert che qui s’è consumato un amore proibito. » mette in chiaro al terzino per fargli sapere che, omg, questa cosa va detta subito ad Osbert! « Se è un rituale.. » facendo spallucce; non può farne a meno. Però qui almeno c’è un po’ di privacy, di intimità, come direbbe qualcuno. E non sei davanti al mondo. « Boh, vabè. Era un giochetto stupido, l’altra volta. » hanno capito entrambi cosa entrambi stavano tacendo, così lei lo esplica senza problemi. « Però qui è sicuramente meglio. Qui o comunque dove non c’è la gente che ti fissa a caso. » sbuffando aria dal naso, con un mezzo sospiro ed una mezza sentenza quella che dice, perché è così. Ma puntualizza pure che: « Non che sia assurdo farlo in mezzo ad altri, ecco. Però vabè, hai capito. »
« Magari ce l’ha consumato lui » e inclina il capo verso il basso, per sghignazzare, e riferendosi chiaramente al fatto che il docente ha già detto di aver baciato tipine a scuola. « Oppure sono due gemelli che consumano l’amore » dice, alimentando la tragedia « sono uguali » gli omini, e li indica. « Oppure, sono morti » e lo dice serio, ma per nulla intristito. « Stiamo parlando sopra dei morti, quei due.. e chissà quanti altri » ma insomma, non si fa problemi a dirlo. Il macabro, cosa è il macabro per Niall? Arriva quindi all’argomento baci, quelli contemporanei, e la ascolta, lasciando che finisca di parlare, mentre lui è proprio sciallo, come sempre. « C’è a chi piace guardare e a chi piace anche farsi guardare » commenta lui, parlando di cose sconce, ovvio. « E poi tutti avrebbero voluto baciare te » commenta.
Fa una smorfietta un po’ schifata quando si allude alle tresche amorose del prof. Osbert « Sì no, che bolide! Lui s’è baciato mezza scuola, in mezzo a mille posti cièè ne lasciasse uno anche a noi, grazie. » quindi picchietta il pugnetto, le nocche per lo più, ma piano piano stabilendo che « nessun incesto, e nessun morto » ew, altra espressione un po’ schifatina « Solo.. forse due così a caso. O forse Godric che se la faceva con Cosetta, potrei accettarlo. » potrebbe, indicandogli poi che « Così gli rubo il posto a quello scemo di Grifondoro! » ecco, così ha senso. « A me piace farmi guardare per altre cose. » tipo la sua favolosità, come cammina, come parla, come esiste, le cose normali che fa che la gente nemmeno comprando profezie fasulle potrebbe mai avere. In sostanza le piace che venga guardata, ma ama pure avere la sua privacy. « Beh, è ovvio che tutti mi vogliano. Vuol dire che tu sei stato quello con più Felix Felicis di tutti! »
« si sarà baciato pure tua nonna » commenta, non mettendo di mezzo la sua, anche perché c’ha i problemi familiari e lasciamo perdere le nonne. « E pensa che scemo sono a non aver voluto quanto mi sarebbe spettato, gnn? » lancia proprio questa mezza domanda, osservando la bimba accanto a se.
« Tu non vuoi concludere il gioco della bottiglia? » chiede « anche solo per scrollarcelo di dosso » dice, guardandola « non abbiamo chiuso un cerchio » che appunto, andrebbe chiuso, volendo. La guarda negli occhi, senza vergogna, anche se sono vicini e lui è più alto di lei.
« E vuoi chiuderlo perché sennò ci viene il gramo o perché pensi abbia senso chiudere il cerchio » chiede lei con un sorrisino più leggero, quasi divertito della sua stessa domanda.
« Non mi garbano nemmeno le cose incompiute » commenta « E poi, oltre a un sacco di sensi vichinghi anche quello di non prendere il gramo, è un senso no? » chiede, guardandola, sorridendo pure lui. E quando vede quel collo che va indietro, lui cerca pure di avvicinare il suo volto a quello di lei. « E tu ci vedi un senso o no? »
« Le cose incompiute non vanno bene, e non sono ossessiva compulsiva. » rammenta, ma la divinazione non ammette le cose che non si concludono. Tutto deve essere compiuto o niente può essere fatto. « Non prendere il gramo è un grande senso. Enorme. » ammette lei che di sfighe non ne vuole avere, sicuramente non così a ridosso delle vacanze. [...] « ma.. se lo fai per scrivere il mio nome sul quaderno sei proprio disperato, Nì. »












