Joan Baez covering Peter Gabriel's "Biko" November 20, 1999.

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Joan Baez covering Peter Gabriel's "Biko" November 20, 1999.
"PETER GABRIEL III" / "MELT" (1980) Storm Thorgerson / Hipgnosis
BRAINWASHED
Stephen Biko, South African writer and freedom fighter said: "The most potent weapon of the oppressor is the minds of the oppressed."
After pulling off the fake annexation, the traitors focused on manipulating "the minds of the oppressed" by using the schools to brainwash and lie to generations of Hawaiiʻs children, turning them into loyal Americans. It is this deep indoctrination that has many McKinley High alumnus conflicted; loyal to the McKinley name despite what he did...
Accadde Oggi: 12 Settembre 1977
Stephen Bantu Biko, uno dei più famosi attivisti anti-apartheid sudafricani muore durante il trasferimento da un carcere all’altro, in seguito alle conseguenze di una grave lesione al cranio, probabilmente provocata da una spranga. Le fonti ufficiali della polizia divulgarono la notizia che la morte fu dovuta ad un prolungato sciopero della fame.
Continua su Aforismi di un pazzo.
Bantu Stephen Biko (18 December 1946 – 12 September 1977)
È meglio morire per un’idea che continuerà a vivere, piuttosto che vivere per una destinata a morire.”
È meglio morire per un’idea che continuerà a vivere, piuttosto che vivere per una destinata a morire.”
Stephen Biko fu un attivista sudafricano anti-apartheid, fondatore del movimento Black Consciousness. Convinto nonviolento cercò sempre di portare avanti una battaglia culturale che precedesse quella politica sicuro che solo sconfiggendo i pregiudizi e risvegliando le coscienze della gente di colore si sarebbe potuto abbattere il regime segregazionista del suo Paese. Oggetto di intimidazioni, minacce, di carcerazione preventiva e domiciliare Biko fu fermato dalla polizia sudafricana il 18 agosto 1977 e condotto nella prigione di Port Elizabeth. Qui per più di un mese fu ripetutamente torturato con metodi particolarmente brutali. Alla fine i continui colpi alla testa gli provocarono una serissima emorragia cerebrale. Lasciato in stato di incoscienza per 22 ore nella cella degli interrogatori, invece di essere condotto nel più vicino ospedale, l’11 settembre 1977 fu trasferito verso il carcere di Pretoria, dove era presente una struttura sanitaria. Le sue condizioni di salute, già gravissime, furono peggiorate dal viaggio. Biko venne infatti trasportato per più di mille kilometri nel bagagliaio di un auto. Arrivò morto a destinazione. L’autopsia determinò che le violenze carcerarie lo avevano ucciso, ma tutti coloro che cercarono di indagare sul suo decesso furono intimiditi dalla polizia e in taluni casi dovettero perfino abbandonare il Sudafrica. Nella sua ultima lettera alla moglie e ai tre figli, Stephen scrisse: “ho dedicato la mia vita all’obiettivo dell’uguaglianza per la gente di colore e allo stesso tempo ho trascurato le necessità della mia famiglia. Vi prego di comprendere queste mie azioni; non l’ho fatto per egoismo o per arroganza, ma per creare un Sudafrica in cui valga la pena vivere tanto per i neri quanto per i bianchi.”
Cannibali e Re Cronache Ribelli
https://youtu.be/luVpsM3YAgw
Ravageurs are eternal. | Stephen Biko