Sapete cosa mi rende triste? Mi rende triste sapere che il 25 novembre, giornata della violenza sulle donne, io non abbia visto un solo commento da parte di un uomo: non che siano i commenti a fare la differenza e sia sempre sacrosanta la libertà di espressione, in senso positivo ed in senso negativo. Ma sapete cosa mi rende ancora più triste? Vedere che gli stessi uomini, che son rimasti in silenzio in relazione ad un argomento così attuale e bollente, si sono prodigati in poesie, poemi, preghiere, in onore di Maradona. Riconosciamo tutti universalmente la sua importanza calcistica, l’amore che ha avuto nei confronti della nostra terra, il “riscatto” del popolo napoletano. Ma se c’è una cosa che mi fa venire i brividi, è che, da oggi in poi, Napoli non ricorderà che il 25 novembre è una giornata fondamentale finalizzata alla sensibilizzazione sulla violenza delle donne; ma ricorderà che il 25 novembre 2020 (data in cui -giustamente- è stato proclamato lutto cittadino) è morto Diego Armando Maradona. Faccio salvo l’assembramento di ieri sera, perché era necessario e secondo un certo punto di vista anche moralmente giusto, che il popolo si stringesse in un caldo abbraccio e piangesse all’unisono Diego. Ma è questa l’Italia: l’Italia è il paese dove fa maggiore risonanza la morte di un personaggio idolatrato piuttosto che le quotidiane morti di donne, dovute alla violenza. L’Italia è il paese ove gli uomini restano inerti agli atti riprovevoli degli altri uomini, restano in silenzio e, talvolta, vi si aggiungono. Ora, sembrerà scontato, ma citerò anche io la genesi. Tutti conosciamo la frase “la donna è nata dalla costola dell’uomo”: un recente avvenimento ha suscitato in me la curiosità di informarmi e leggere per intero questo passo. Dio, quando ha creato la donna, ha addormentato l’uomo. L’uomo non sa nemmeno come è stata creata la donna, perché stava dormendo. Non è stata creata a funzione e misura dell’uomo, l’uomo non può pretendere di possederla. E state bene attenti quando qualificate la violenza. Violenza non è solo un’azione fisica volta a ferire l’altro. Violenza è anche psicologica: violenza è alzare la voce ed urlare contro, violenza è limitare la libertà altrui, violenza è denigrare o sminuire l’altra persona. Esistono tante forme diverse di violenza, aprite gli occhi: una personalità abusante la riconoscete da come vi parla, dal rispetto che (non) serba nei vostri confronti e, solo poi, dai gesti. La più grande fortuna che potrebbe capitare a noi donne è riconoscere tutti questi segni anticipatori prima che sbocchino in un atto di violenza fisica. Ed attenzione, ogni tipo di violenza va condannata: tanto quella che subiscono le donne quanto quella che subiscono gli uomini. Perché esistono, ne sono la minima percentuale ma esistono, episodi di violenza su uomini. E che non si provi a giustificare le donne, in quelle circostanze, a meno che non abbiano agito per legittima difesa. Leggevo qualche settimana fa di una ragazza che ha affondato le forbici nel polso del compagno, squarciandoglielo da un lato all’altro: lui, è vivo per salvo; lei è libera. Anche questo è sbagliato. Ma ora soffermandoci sulla violenza sul genere femminile, perché costituisce il 93% dei casi… L’Italia è il paese ove non si insegna ai propri figli come rispettare le donne, ma alle donne come difendersi dagli uomini. Non siamo noi a doverci difendere, non dobbiamo imparare a proteggerci da voi, non dobbiamo vivere in un mondo fatto di paura e bacini svolazzanti per strada da depravati. C’è una differenza abissale e sconcertante tra le due cose. Se proprio non si vuol dar conto all’educazione che vi dovrebbe essere impartita sin da piccoli, mi pongo numerose domande. In particolare, come fate a dimenticare da dove venite? Come fate a non essere grati alle vostre madri per il solo fatto di avervi messi al mondo e che si sono sacrificate per voi? Come potete ferire lo stesso fiore che potrebbe portare in grembo vostro figlio? E la sorella che vi ha sempre guardati come dei supereroi? E la figlia, che pensava di essere al sicuro tra le vostre braccia?














