[...] Gli intelligenti vivono dilaniati dai dubbi e, dubitando di tutto, dubitano anche delle loro stesse capacità cognitive; mentre gli stolti, sovrastimandosi, si riconoscono un’intelligenza che non hanno e si muovono nel mondo con una tale sicurezza di sé che finiscono per convincere anche gli altri [...] di possedere competenze e capacità di cui sono del tutto o molto sprovvisti.
Oggi anche la psicologia moderna dà man forte a questo concetti, nella misura in cui categorizza tanto i ciucci presuntuosi quanto gli intelligenti autocritici nell’ambito della distorsione cognitiva conosciuta come "Effetto Dunning-Kruger", dal nome dei due studiosi che hanno misurato sperimentalmente la propensione degli incompetenti a sopravvalutarsi e, di conseguenza, a comportarsi in modo supponente, assertivo e decisionista.
Insomma, Dunning e Kruger hanno dimostrato una cosa che era nota almeno da un paio di millenni, arrivando alla conclusione che il mondo è pieno di una massa di ignoranti che, per dirla col Socrate di Platone, “s’illude di sapere e ignora così perfino la sua stessa ignoranza”, laddove, è risaputo, il saggio “sa di non sapere” e si fa sopraffare dai dubbi e dalle incertezze.
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Da "L’indecisione degli intelligenti e la sicumera degli imbecilli"











