IN-FORMAZIONE E DE-FORMAZIONE - Basta delfinari A poche settimane dalla comparsa di manifesti contro Zoom a Torino, Eaza (European Association of Zoos and Aquaria) parte alla carica con delle affissioni a favore degli zoo nel capoluogo piemontese. Una campagna autopromozionale pallida e elementare, per nulla esplicativa e tesa a dare al pubblico un'immagine falsata di quello che sono gli zoo. I progetti di conservazione citati nella locandina, infatti, altro non sono che i prigionieri all'interno di un recinto, esposti al pubblico come quadri in una pinacoteca, gli scambi di animali da una struttura a un'altra per ravvivare il codice genetico con nuovi accoppiamenti e nuove nascite, gli individui nati cattività , nuovi sfortunati che andranno a ingrassare le casse dei parchi. Anche sforzandosi di non citare l'aspetto etico (fondamentale quando si tratta di individui le cui vite vengono rubate e gestite da altri) la cattività non ha nulla a che vedere con la conservazione. Una specie si conserva e si tutela nel suo stesso habitat, dove deve avere modo di vivere, trovare nutrimento, riprodursi e socializzare secondo la propria natura e le proprie attitudini, senza ingerenze esterne. La più alta forma di conservazione consiste nel lasciare liberi gli animali e inalterato il loro ambiente. Facile a dirsi, ma a oggi pare la cosa più difficile da realizzare, perchè non genera fatturato. In un ambiente artificiale, tra biglietti strappati, gadget e foto ricordo, non si può più parlare di conservazione: è solo business. . . #bastazoo #liberazioneanimale #stopslavery https://www.instagram.com/p/B0ydeO_HKdb/?igshid=1rnfwz57q4dd4














