Non ho potuto fare a meno di notare analogie tra il mito della biga alata, narrato da Platone, e la tripartizione della coscienza ad opera di Freud. Tutti conosciamo il nome di questo autore, in quanto padre della psicanalisi, ma non tutti sanno che è stato un vorace lettore di Platone. Proprio la sua passione per la classicità greca, gli ha permesso di riprendere concetti, spesso antichi e senza basi scientifiche, e riformularli sulla base di nuove teorie in grado di ampliare le conoscenze in nostro possesso. Freus suddivide, infatti, la psiche umana in 3 parti: Es, Io e SuperIo, provocando grande sconvolgimento all'epoca. Analizziamole insieme per poterle comprendere:
1) L'Es è governato dal principio del piacere. È inconscio e illogico e assomiglia al famigerato cavallo nero di cui parla Platone, il quale tenta verso le pulsioni terrene.
2) L'Io è governato dal principio di realtà e deve mediare le istanze vitali dell'Es e la censura attuata dal SuperIo; suo compito è simile a quello dell'auriga.
3) Il SuperIo è l'insieme delle norme sociali sentite e interiorizzati man mano che si cresce e si diventa adulti e tenta di censurare tutti i desideri irrazionali dell'Es. assomiglia molto al cavallo nero che cerca la contemplazione delle idee, ma che da solo non può permettere una vita stabile.












