Surrogate - from the series Grotesque
© Andrea Passon / www.andreapasson.it
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Surrogate - from the series Grotesque
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L’Olandese, Genova - Fabbrica surrogati del caffè. Ill. Mauzan 1924
Mi dicono che questa cosa che ho provato, che provo, che proverò sia solo un'ossessione. Una fottuta ossessione. Mi vien da pensare che per colmare il vuoto lasciato dalla mia ossessione io usi un surrogato alla mia ossessione. Pensate al fumatore che per smettere si attacca al chewing gum, o al cibo. Stesso principio. Scegli il male minore. I chewing gum non fanno bene, ma non fanno certo male quanto le sigarette. Stesso principio. Quando il fumatore esce di casa e vede quella sigaretta sulla bocca di altre persone, o il pacchetto al tabaccaio, o sente l'odore familiare di tabacco, è a un passo dal cedere. Forse dipende da quanto vicina sia quella sigaretta. O da quanto sia forte la motivazione che sta dietro alla scelta di smettere. Sicuramente col surrogato accanto ad aiutare sarà molto più facile rifiutare di ricascarci. Ma senza il surrogato? Stesso principio. Se al fumatore venisse offerta una sigaretta, dopo molto tempo che non fuma, farebbe fatica a rifiutare, probabilmente accetterebbe. Sai, il gusto della sigaretta, la sensazione del fumo che ti percorre, respirarlo, buttarlo fuori. Fare un altro tiro, poi un altro e un altro ancora. Il retrogusto lasciato in bocca. L'odore sui vestiti, sulle dita. Cose positive e negative. Lo stesso principio. Il fumatore dopo essersi riacceso la sigaretta dopo 20 anni di astinenza, farà molta fatica a non accendersene un'altra. L'ossessione farà nuovamente capolino. E BAM, di nuovo sotto. Il povero ossesso dopo anni di fatica ci ricasca. Stesso principio. Ossessioni del cazzo.
Surrogato alle 10 domande
Surrogato alle 10 domande
Oramai mancano solo tre settimane dall’inizio della stagione turistica ed il sindaco GIOSI FERRANDINO,benché sollecitato a più riprese,non ha ritenuto di dover rispondere alle 10 domande che gli ho pubblicamente rivolto su problemi di attualitá e di forte impatto turistico. Egli però,molto ipocritamente, in occasione dell’inaugurazione del “Training Camp” ANCI di qualche giorno fa, si é rivolto…
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L'arte è un frutto che cresce nell'uomo, come un frutto su una pianta o un bambino nel grembo di sua madre. Ma laddove il frutto della pianta, il frutto dell'animale, il frutto del grembo materno, assumono forme autonome e naturali, l'arte, il frutto spirituale dell'uomo mostra di solito un'assurda somiglianza all'aspetto di qualcos'altro. Solamente nella nostra epoca la pittura e la scultura sono state liberate dall'aspetto del mandolino, di un presidente in abito scuro, di una battaglia, di un paesaggio. Io amo la natura, ma non i suoi surrogati. L'arte naturalistica, illusionistica è un surrogato della natura.
Hans Arp, On my way. Poetries and essays 1912-47.
Pensiero pomeridiano
Oggi pensavo di sentirmi bene... Ma non è così... Oggi mi sento neutro... È come se avessero messo la pomata ai miei sentimenti... Mah... Sarà per far scatenare quelli buoni domani quando T verrà da me e sarò in stazione ad aspettarla! Nonostante tutto ora che ci penso mi sento ottimista! -6