E poi ci sono quei momenti nella vita di uno scrittore in cui ci si sente svuotati. Non mi riferisco alla pur complicata "pagina bianca". È qualcosa di peggio, è sentirsi senza idee, senza voglia, stimoli o qualsiasi altra emozione che porti a digitare sulla tastiera. Se prima il mondo sembrava parlarvi ora, invece, sembra essersi chiuso nel silenzio più totale, e voi con lui. Ogni parola è così banale, perfino quell'alba che prima era la più poetica delle visioni ora è solo un ammasso insignificante di gas e reazioni atomiche. In fondo è un po' come guardare il mondo da un antro grigio e monotono. Starete pensando che cambiare le lenti potrebbe rivelarsi una buona idea. Già, ma come fare? Si potrebbero seguire alcune strade, tutte secondo me abbastanza valide. Presupponiamo che il problema sia una mancanza di ispirazione. Potremmo chiederci cosa, da sempre, ci ha ispirato. Un libro. Rechiamoci in libreria, prendiamoci del tempo per osservare le copertine, toccare la carta delle pagine interne, leggere la quarta di copertina. Torniamo a casa, troviamoci un posticino tranquillo e iniziamo a leggere. Attenzione però, cerchiamo di restare nei panni del semplice lettore. La natura. Potremmo aver trovato ispirazione come molti passeggiando immersi nella natura. È il momento di una bella escursione. Non lasciamoci scappare l’occasione di un bel tuffo tra alberi e aria buona, dimentichiamoci dell’ispirazione che non arriva, del vuoto che ci opprime e godiamoci il bello dell’aria aperta. Le persone. Personalmente ho trovato sempre così ispirante camminare tra le persone, l’ho sempre trovata la fonte di ispirazione più diretta. Se, infatti, abbiamo la pretesa di raccontare di esseri umani, perché nascondersi dietro un monitor? Se un libro nasce come bisogno di indagare il cuore e i pensieri dell’altro, perché non uscire incontrare proprio l’altro di cui vogliamo parlare?
Il vuoto è sparito? Personalmente ho sperimentato anche un ultimo rimedio: la paziente attesa. Nelle nostre vite, infatti, ci sono e ci saranno sempre giorni sì e altri no, così come nella vita creativa. A volte basta solo aspettare e le pile della nostra creatività si ricaricheranno da sole.