20:23, alle persone piace intitolare i testi con l'orario, magari mi caga qualcuno.
Sì, stavo provando a scrivere una poesia ma, inutile dire, non sono capace — a far le rime in are siamo bravi tutti —. Vorrei scrivere qualcosa di nuovo, in modo nuovo, ma non riesco, sono a corto di idee e mi sento la testa scoppiare, qualsiasi cosa diversa da ciò che sto scrivendo adesso sarebbe forzato ed estremamente innaturale, dunque scrivo ridondantemente tutto ciò che mi passa nella testa... Forse suonerà ridicolo quello che sto scrivendo, nonostante io abbia appena incominciato. Non ho mai avuto un diario, non ho mai avuto il bisogno di scrivere delle mie giornate o dei miei pensieri ma ne sto sentendo adesso la necessità. È da ieri pomeriggio che mi rimbomba nella testa 'sto inutile dilemma pirandelliano, un dilemma che mi ha fatto passare notte insonne e che è forse l'alibi più grande di tutti i miei pianti... Chi cazzo sono io per me e per gli altri? Quanti ne esistono di me? Uno? Centomila? Nessuno? Beh, non sto di certo a scrivere un ridicolo Il Fu Simone da Palermo o a cercare di dare ad ognuno dei miei personaggi un autore, però, davvero, quanti ne esistono, di me? Ne esiste uno per ogni persona con cui ho a che fare, forse, o magari ne esistono due: il me che credo di conoscere ed il me che non conosco affatto, lo sconosciuto di cui non mi libererò mai, il me degli altri, quello che non riuscirò mai a vedere. È un complesso importante, così come il complesso musicale che ho in testa, un coro di piccoli Simone che fanno casino, mia piccola lettrice, una Vucciria di Simoni che ridono, che piangono, che disegnano, che si fanno le pare, che si chiudono e stanno zitti ed altri che parlano a ruota. Proprio un casino e, in fin dei conti, sono tutti veri: ognuno che si trova davanti uno di questi Simone, si trova davanti il vero me, almeno credo. Credo perché, buh, quale di questi me ha il sopravvento? Quale di questi me piace agli altri e quale no? Quale di questi me mi piace davvero e quale no? Beh, di sicuro non mi piace quello che si fa questo tipo di problemi, e non mi piace quello che non dorme per farsi questo tipo di pensieri o i complessi di inferiorità. Simone è anche pesante, noioso, antipatico? Simone è carino, interessante, maturo? Buh. Magari è entrambe le cose, ma piace? Ci sono centomila Simone. C'è il tenero Timo, il serio Simone, l'amico Simo ed il perculato chiamato per cognome — se, quelli che mi prendono per il culo mi chiamano sempre per cognome. Eppure è come se non ce ne fosse nessuno, quando sono così, chiuso in me stesso, a scrivere o a disegnare, ad ascoltare un disco di Dyana Ross piuttosto che uno degli Outkast, come se non esistessi neanche per me. Ma se non esisto per me, esisto per gli altri? Per alcuni sì, per molti no, tanti se ne dimenticano, ad altri non importa, a te importa da morire. Beh, è così complicato Forse è solo inutile pensarci Ma chi sono io? Sono chi ho sempre creduto di essere? Perché io sto davvero iniziando a mettermi sempre in dubbio — non caratterialmente, sia mai, è l'unica cosa che conosco bene di me —, sono una persona interessante o estremamente noiosa? Appaio come una persona un minimo acculturata come un blando ignorante, non che io debba vantarmi? Perché tanta gente di me si è stancata? Io buh, non lo so... La mia testa è un casino, soprattutto quando sono tanto triste, sono in cortocircuito. Mi faccio un sacco di pare... Ma non importa.


















