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Domani aggiornerò col capitolo 8 ♥
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Diario di un Servizio Civile #15
Si va in biblioteca per leggere. Entri, guardi i libri, ne scegli uno, io te lo registro in prestito, lo porti a casa, lo leggi e dopo un mese lo riporti. Se sai già che un titolo ti interessa, lo chiedi e, se non c’è lì, te lo faccio mandare a prendere da un’altra biblioteca della zona. Chiamasi richiesta di prestito intersistemico.
Ma quando una persona viene e ti chiede un consiglio su letture a tema, tu non sai cosa rispondere. Se fosse un suggerimento su un libro d’amore o un giallo o un classico della letteratura, non è un problema. Ho studiato apposta e leggo tanto apposta, con quello vado sul sicuro. Il problema è quando ti chiedono libri su come spiegare la morte ad un bambino. Oppure su come crescere un figlio autistico.
La morte. L’autismo.
Tematiche così delicate che io, nella mia breve e insignificante vita, non ho ancora dovuto affrontare. Conosco la morte: ho avuto vari lutti, ma li ho tutti subiti. Non ho mai dovuto spiegarla ad un bambino. Invece con l’autismo non ho proprio mai avuto a che fare. Come faccio allora io ad essere utile a queste persone? Mi scuso per la mia ignoranza e cerco su internet o rimando alla mia responsabile. E intanto mi sento impotente. Queste persone stanno attraversando un momento difficile e cercano un aiuto nei libri e nella biblioteca, ma io non sono all’altezza delle loro aspettative. Ci soffro, perchè io non so essere di conforto. Ci soffro, perchè so che loro stanno vivendo un momento delicato. Vedi la loro voglia di reagire alle avversità e ti senti come presa a schiaffi in faccia, perchè in quel momento realizzi che tu non hai mai avuto quel problema e ti auguri che non ti capiterà mai nella vita.