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Monica (7° piano)
Monica sollevò la gamba e sistemò lo stivale al piede. La seducente moretta sorrise serena e spensierata fissando la galoscia lucida prima di sollevare lo sguardo rivolgendosi ad Alberto che era li in piedi di fronte a lei. "Perchè non me lo baci come fai sempre".
Alberto dapprima rabbrividì poi si voltò attorno nel frequentato piazzale di parco Sempione e sollevò le spalle pensando che quel gesto fosse sufficiente a far comprendere le sue ragioni alla capricciosa ragazza.
"E va bene; se non mi baci il piede vuol dire che me lo farò baciare da qualcun altro".
"No, Monica, dai non fare così; aspetta" disse preoccupato il feticista andando dietro alla ragazza che nel frattempo si era alzata dalla panchina.
Monica non volle sentire ragione e andò dritta verso il chiosco dove era radunata parecchia gente.
Alberto era terrorizzato conoscendo le bizzarie della moretta ma sembrò tranquillizzarsi quando la vide mettersi in fila dal gelataio.
"Panna abbondante; la adoro in tutte le forme" gridò la ragazza all'anziano uomo magro che serviva dietro alla vetrina mobile.
Monica preso il cono e diede delle lunghe leccate proprio come faceva quando la giovane sollazzava fervidamente l'amante. "Avevo tanto voglia; ma tu come al solito rovini tutto" disse la giovane con il suo fare provocante camminando verso un tavolo. Attorno a questo erano seduti due ragazzotti di cui uno teneva al guinzaglio un grosso boxer grigio. "Ciao è tuo questo bel bestione" disse la spigliata ragazza proseguendo a succhiare il gelato sul cono.
"Certo si chiama Grey" disse il moretto entusiasmato dalla pimpante provocatrice.
"Ciao Grey, ma quanto sei bello; cagnone bello mio" disse Monica abbassandosi a terra e accarezzando l'animale che iniziò a slinguazzarla.
"Grey hai il colore come i capelli del mio Daddy" disse la giovane con fare beffardo voltandosi per un attimo e sorridendo ad Alberto che la seguiva rimanendo muto e con lo sguardo perplesso.
"Sei più bello e gentile tu Grey che il mio vecchio" aggiunse schifata la giovane lasciando che il cane proseguisse a spazzolare la sua mano.
"Sei un golosone Gray; hai voglia anche te di gelato".
"Hai ragione meriti anche te di farti una bella leccata" disse sorridente la ragazza sollevandosi in piedi prima di lasciar cadere il cono sui suoi stivali.
Il boxer si fiondò sulle estremità della ragazza e iniziò a leccare la gomma ripulendola voracemente dalla crema. Monica guardò tutta euforica la scena e sorrise dapprima ai due ragazzi che avevano assistito divertiti per poi voltarsi verso di Alberto.
"Adesso, tocca a te, Grey; dai andiamo".
Monica portò l'uomo nel luogo dove i due si erano più volte appartati per dare sfogo alle loro perversi giochi all'aperto. La ragazza decisa si sdraiò sull'erba e disse all'uomo: "Ho voglia di sentirlo dentro ma prima mi devi assecondarmi". La provocante ragazza abbassò la zip esibendo lo slip di lattice al feticista poi sollevò la gamba estendendo il piede.
"Dai Grey, fammi contenta e poi te la do" sussurrò morbosa la pervertita iniziando a sogghignare non appena vide che il feticista era disposto a tutto.
Monica gli fece spazzolare tutta la galoscia, la stessa del cane, quindi sfilò i pantaloni e si mise a quattro zampe lasciando che l'uomo dietro di lei sfogasse la sua rabbia
"Non me la sento di affrontare il team delle police woman. Sono abbastanza scaltre e addestrate e Jennifer la vipera mi conosce molto bene perché in passato sono stata una sua allieva"
"Oh mio dio, ma è lui quello nella melma!"
28 dicembre 1933 “Otto, nove, dieci! Esattamente dieci mesi che vivo solo, chiuso con me e con il mio orgoglio. Gli avvenimenti accaduti in questi dieci
28 dicembre 1933 “Otto, nove, dieci! Esattamente dieci mesi che vivo solo, chiuso con me e con il mio orgoglio. Gli avvenimenti accaduti in questi dieci