Utkant (Detail) - Lars Lerin , 2009
Swedish,b.1954-
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Utkant (Detail) - Lars Lerin , 2009
Swedish,b.1954-
Watercolour on paper
Here's a series I saw ageees ago on TV all about Norwegians who live in the middle of nowhere - it's a great programme!
UTKANT FESTIVALEN - RECENSIONE (anche) PER IMMAGINI
Testo e fotografie di Matteo Pinter
Quante volte t'è capitato di arrivare ad un festival... In traghetto?!?! Cominciamo bene!
I casi della vita mi hanno portato, fortunosamente e fortunatamente, tra il 25 ed il 27 luglio di quest'estate 2013 ad Utkant Festivalen in quel di Skjerjehamn (pronunciato “Sceriehamn”), una microscopica località schiacciata sulla punta dell'isola di Sandøyna nella regione norvegese Sogn og Fjorane. La posizione particolarmente remota in cui il festival si svolge ne determina anche il nome: Utkant infatti, tradotto dal norvegese, significa “sperduto”. Sono stati tre giorni di goliardica follia con musica di tutti i tipi e per tutti i gusti, quest'anno con un cartellone esclusivamente composto da bands norvegesi, più o meno famose a livello nazionale ed internazionale.
Il festival ebbe origine nel 2007 come occasione assolutamente speciale: la celebrazione per la deposizione della statua di re Olav V in Skjerjehamn.
Olav V ed Ola Braanaas
Scolpita da Knut Steens per il governo norvegese, dopo che la committenza ebbe rifiutato la statua in seguito alle polemiche legate ad alcuni aspetti estetici, essa divenne oggetto del deisderio di Ola Braanaas, da poco proprietario di Skjerjehamn, il quale con peripezie degne di un romanzo riuscì a conquistarla per porla a vegliare sul sito del festival a salutare gioiosamente le bands durante le loro esibizioni (non a caso sottotitolo del festival è sempre "Heilt Konge" - "Salute al re"), oltre alle barche che passano sul fiordo sottostante.
"Heilt Konge"
Spero che le foto rendano merito al luogo incredibile e speciale in cui questo festival altrettanto speciale si svolge, facendo da attrazione quest'anno per più di diecimila spettatori sull'arco dei tre giorni, record per Utkant (l'anno scorso erano 7.500). Free camping obbligatorio in alternativa al pernottamento sulla propria barca nel confortevole porto di Skjerjehamn: il sabato sera erano presenti più di 350 imbarcazioni di ogni foggia e misura, stipate di fan entusiasti che di giorno se la spassavano tra un tuffo, qualche birra e un'indianata, per riversarsi di sera in massa sotto i due palchi allestiti (uno all'aperto sotto la statua di re Olav V e l'altro nella Pakkhuset, normalmente la sala del ristorante) tracannando ettolitri di birra o sidro, o vino non proprio memorabile!
Boat life
Una nota interessante a mio parere è il numero incredibile di volontari impiegati per permettere lo svolgersi del festival. Tra servizio d'ordine, pulizie e addetti al servizio cibo/bevande erano circa 150, in larga parte giovani e giovanissimi, compresi sub pronti a saltare in acqua a salvare eventuali “naufraghi” sbronzi (per fortuna nessuno in quest'edizione). Io ero parte di questa schiera di volontari, perciò dovete perdonarmi se non sono riuscito a catturare momenti di tutte le bands o ad ascoltarle una per una, ma durante quei concerti il vostro beneamato era intento a spinare birre per mantenere il flusso di divertimento costante, quindi prendete questo mio resoconto come un estratto della mia personale esperienza del festival stesso e non come un sistematico riassunto!
Volunteers
Notevole il lavoro fatto a livello grafico per rendere inconfondibile Utkant nel panorama esuberante dei festival estivi norvegese: un'immagine unica e semplice, che nulla ha a che vedere con la musica di per sé, ma piuttosto legata alla natura oceanica di Utkant, ed un sito davvero accattivante e ricco di informazioni su tutte le bands presenti: una chicca per tutti gli appassionati di graphic design, marketing e branding!
Utkant 2013, from www.utkant.com
E quindi entriamo nel vivo delle tre serate di musica che sono senz'altro ciò che più ci interessa di questo fantastico evento che consiglio a tutti di visitare nelle prossime edizioni, senz'altro ancora più ricche ed eccitanti: un'idea originale per le vostre vacanze 2014! L'incipit del festival stesso è stato decisamente poco incoraggiante, con Rune Berg che ha annullato il concerto poche ore prima dell'inizio. Non sapremo mai che spettacolo avrebbe presentato, ma forse, a giudicare da ciò che la rete può offrire, il suo folk acustico cantautorale poco si sarebbe amalgamato con il sound offerto dagli altri gruppi che sono saliti sui palchi di Utkant, molto più animato e festaiolo in generale. Il giovedì è stato comunque il giorno dedicato alla musica più accomodante, con molti giovani ma anche un sacco di famiglie che per prime sono arrivate a godersi il weekend lungo di sole, mare, musica e divertimento a Skjerjehamn.
Dopo il turno lasciato vacante da Rune Berg è toccato a Jonas Fjeld con un blues folk rassicurante ed uno spettacolo apprezzato specialmente dagli over 40s, e a Mikhael Paskalev poi - con un valido rock eclettico ed eccentrico - preparare il pubblico ai main acts della serata, ovvero Big Bang e Real Ones. Queste due band hanno offerto uno spettacolo davvero notevole, riuscendo a prendersi carico dell'entusiasmo del pubblico ed esaltarlo all'nesima potenza per un inizio di festival davvero ben promettente! Il tempo atmosferico ha fatto la sua parte e la location del palco ha senz'altro fatto il resto...
Big Bang ed il tramonto sul fiordo...
The Real Ones
Sono rimasto stupefatto dal calore del pubblico norvegese che – oliato a dovere da qualche birra – è sempre stato estremamente responsivo alle proposte delle bands: qualsiasi concerto era seguito ed in modo partecipe, mai visto scene imbarazzanti di pubblico a 5 metri dal palco che sì e no riesce ad applaudire - come a volte (troppo spesso) capita in Italia, per lo meno a Verona! Sarà l'atmosfera di grande famiglia che si respira ad Utkant durante tutta la giornata o forse qualche altro ingrediente magico e misterioso, ma di certo il risultato è speciale, e il fatto, per esempio, che il cantante e chitarrista di Big Bang abbia deciso di fermarsi per passare il resto della serata col pubblico invece che rientrare verso casa ne è senz'altro una dimostrazione lampante! L'ultimo concerto ha visto il southern rock delle Honky Tonk Angels animare la dancefloor della Pakkhuset: brave con le loro covers e brani originali, tecnicamente pulite e dall'inconfondibile dress-code...
Honky Tonk Angels
In quest'occasione ho anche avuto modo di ammirare in prima persona una peculiarità dei norvegesi: la swing dance! I norvegesi ballano in coppia al ritmo di qualsiasi musica con piroette e tricks degni di Dirty dancing, il che quando mi trovo ad ascoltare musica con qualche simpatica pulzella locale mi causa qualche imbarazzo, non avendo io la benché minima nozione in tal senso! Mi dovrò adoperare al più presto infatti...
Coppia sui 45 danza beata al ritmo della musica dei Last Beat
Contemporaneamente dalla Skjethuset (ovvero: Shithouse, trattandosi delle vecchie toilette della villa ottocentesca in cui normalmente alloggiano gli ospiti di Skjerjehamn) risuonavano le note di disco music più o meno commerciale in un'atmosfera davvero da fiaba, con i norvegesi sempre infuocati in pista!
Se la prima giornata era dedicata a rock melodico e pubblico abbastanza moderato, la seconda serata vedeva come main act Turbonegro, con il loro hard rock in bilico tra machismo marinaresco e richiami psichedelici, e Rammsund, una band strettamente ispirata ai Rammstein e di conseguenza suonanti. Il pubblico ovviamente seguiva, e orde di vistosi fans di Turbonegro hanno invaso campeggio e stands eno-gastronomici vestiti e truccati alla foggia dei loro beniamini...
Turbonegro fans - si noti il ragazzo che tiene due birre, una per mano... No fucking about, ehy!
"I want to be in the picture too!" - There you go, buddy!
Nel pomeriggio molto successo ha riscosso la giovane local Thea Hjelmeland che offre musica cantautorale molto eclettica suonando una varietà di strumenti tra banjo, mandolino, chitarra e varie ed eventuali. Senz'altro vale la pena di un ascolto di sondaggio almeno, ha appena pubblicato il suo album d'esordio: check it out! A ruota sul palco principale si sono esibiti i Black Debbath, cover band dei Black Sabbath, ovviamente, con un'ottima scenografia a suon di motociclette/microfono e fiamme dagli speakers sotto palco, ma un po' carenti a mio avviso come tiro generale e originalità della proposta... I The South si dimenavano in un southern rock in stile '70s onesto e rassicurante. E veniamo quindi ad uno dei concerti più attesi dell'intero festival: i Turbonegro! Sono saliti sul palco con il loro pesante make-up, la platea un po' vuota rispetto a quanto mi sarei aspettato vista la sera prima (folla oceanica). Lo spettacolo offerto dalla band mi è sembrato tutto sommato scontato e sottotono, sempre ricordando la serata precedente, ma i fan non sembravano pensarla alla stessa maniera, e tutti hanno avuto una gran serata concludendo in bellezza con i Rammsund e le loro pesanti distorsioni, e a tarda notte il livello di ebbrezza raccontava inevitabilmente di uno spettacolo eccitantissimo! Non mi è dispiaciuto per nulla perdermi quest'ultima band, mentre mi ha fatto molto piacere assistere alla performance dei Death by Unga Bunga che per buoni 45 minuti o forse più hanno sconvolto la dancefloor della Pakkhuset con il loro beat di Troggsiana e Animalsiana memoria con spiccate tendenze rockabilly. Notevolissima presenza scenica e capacità di mantenere il pubblico incollato alle loro evoluzioni, se vi capitasse di imbattervi in un loro concerto ovunque nel mondo sappiate che quella sarà una grande serata!
Ci congediamo dalla Skjethuset tra note dance crossover dagli anni '70 in poi per un divertimento assicurato a 360°, come testimoniato dalle foto, pronti per l'ultima giornata di musica ad Utkant, certi di non lasciarvi delusi da un evento in tutto positivo!
Quando la rana gigante ti si avvicina urlante l'unica cosa da fare per salvarsi è fotografarla!
Il 27, sabato ed ultima sera, prevedeva come main act la band Karpe Diem, un rap crossover molto apprezzato da un pubblico vasto e non troppo sofisticato, e gli Oslo Ess (Oslo S è la stazione centrale dei treni di Oslo) con il loro rock sostenuto e danzereccio. Molti erano davvero eccitati per la cosa, molti altri invece avevano esaurito le cartucce la sera prima, compreso il sottoscritto che per la giornata era anche addetto al servizio panini, un po' distante dal palco ma sempre al centro della scena col pubblico... Colgo l'occasione per una nota sul cibo: non si servivano patatine fritte ricolme di olio minerale esausto o hamburgers mezzi vuoti come in molti concerti e festivals ordinari, ma deliziosi lamburgers di macinato di agnello (= lam in norvegese, lamb in inglese) biologico e una farcitura di tutto rispetto; o ancora chili con carne in piadina, altrettanto piacevole; e per i più tradizionalisti, ma in vena di un cambio rispetto al solito hot-dog di cui i norvegesi sono ghiotti, c'era l'opzione delle salsicce di capra: yummy!!! Posso riportare di prima persona l'eccitante performance delle Mhoo nel pomeriggio, una band molto giovane che fa un folk orchestrale davvero curato e preciso, applausi entusiasti da parte di tutti i presenti e ben meritati. Per il resto chiedo venia della mia scadente performance di reporter musicale, visto che non ho molto da riportare di prima mano: mi sono nel frattempo dedicato volentieri ad un altro aspetto del festival, ovvero ritrarre i protagonisti tra il pubblico, in una carrellata di volti che spero sarà anche di vostro gusto, ed un motivo in più per passare da Skjerjehamn l'anno prossimo, per essere parte di questa bellissima festa che è Utkan Festivalen!
Italians are everywhere!
Choose your chiller...
The woman "in charge"
Keep it safe!!!
Volunteers II
Una cosa però non ho rinunciato a ritrarre, coi miei limitati mezzi: i fuochi artificiali sul fiordo sottostante a metà del concerto degli Oslo Ess, davvero spettacolari, evocativi, e molto applauditi da tutti! Fantastico finale!
Coming back soon with Utkant Festivalen pictures...
Himlens utkant
Såg
förtroligt
på
när du vässade
dina klor
längs med
allt som skreks
ut
mellan gemener
och versaler
stilla bedjanden
torrt saliv
ett vakant väckelsemöte
i den sömnlöses
mardrömmar
vi
sjönk ihop
och andades ut
mot
badkarskanten
strömvirveln av
vitt upplösningstillstånd
som lämnat lungorna
spottats in och ut
av vår moders ande
vågat och vägrats
komma tillbaka och fram
pressat marken
till himlens utkant
King Olav statue, Skjerjehamn