Il teschio non manca mai dietro la maschera che occhieggia, e la vita è solo l’abito a sonagli che il Nulla ha indossato per farlo scampanellare e alla fine stracciarselo rabbiosamente di dosso e gettarlo via. Tutto è Nulla, si vomita da sé e si inghiottisce di nuovo con avidità, e proprio questo autoinghiottirsi è l’insidiosa ciarlataneria, come se vi fosse qualcosa che, quando per una volta il conato volesse trattenersi, farebbe sì che il Nulla si manifestasse agli uomini in modo tanto chiaro da farli inorridire. I folli intendono questo trattenersi come Eternità, ma non è nient’altro che l’effettivo Nulla e la Morte assoluta, dal momento che la vita consiste soltanto in un continuo morire.
August Klingemann (?), Le veglie di Bonaventura









