Io, per te, sono indispensabile.
Tu sei una persona negativa. E non lo dico perché non mi porti rispetto (neanche se tentassi a portarmene riusciresti a farlo sinceramente). E nemmeno per i tuoi biechi tentativi volti a svilirmi come modo di vederti, crederti, saperti migliore. No.
Non lo dico nemmeno perché ogni tua mossa è calibrata, misurata, pensata, valutata, scrutata col doppio fine di svalutare e conseguentemente decretarti ciò che pensi gloriosamente di meritare.
Tu sei una persona negativa e non di certo perché vuoi rubare quelle che sono le mie mansioni per eleggerti, come già detto, a capetta di un ufficio che conta solo due persone. Me e te. Te e me. Solo noi due.
Tu sei una persona negativa e non di certo perché vuoi far trasudare - pure dai muchi nasali - impegno, dedizione, ossequente moralità lavorativa...ovviamente a mio discapito, perché non sai far diversamente.
Tu sei una persona negativa perché per sentirti una persona migliore deve esserci sempre qualcuno vicino a te, qualcuno pronto ad essere utilizzato da te, qualcuno che debba poter sopportare i tuoi sproloqui emotivi, le tue vessazioni, le parole che usi per dividere, offendere me o chicchessia la “vittima del giorno”.
Tu sei una persona negativa perché sebbene mi odi e mi mal sopporti pure dalle vescichette tra le dita dei piedi...
...Io, per la tua sopravvivenza psichica, sono necessario. Indispensabile.
A chi potresti scaricare, se no, la vergogna che ti fai, la miseria che ti porti addosso? A chi scaricheresti tutto questo? Con chi potresti millantare i tuoi talenti? Le tue capacità organizzative? A chi? Al tuo compagno che raggiunta la soglia di sopportazione, sai obbligatoriamente, che devi lasciare in pace? Ai tuoi due figli...gemelli per giunta? Quei poveri cristi che non sono bastati per farti rimanere a casa a godere di loro fin quanto potevi...che hai capito non essere capaci di alleviare quella negatività tossica che porti dannatamente con te?
Io, per la tua sopravvivenza psichica, sono necessario. Indispensabile.
Perché così i dubbi che non confidi al tuo compagno, che muovono la relazione coi tuoi figli, trovano in me la persona con cui dissiparli in modo poi da tornare a casa ed essere la fidanzatina e la mammina equilibrata, giusta, grata, paga delle scelte che ha fatto nella vita.
Io però, ridendo, sospiro. E mi ricordo che per la tua sopravvivenza psichica, ti resto dannatamente indispensabile.