Vado a prendere fratellone all’aeroporto: era via da diverse settimane (s’è fatto anche natale e capodanno, lassù disperso tra la pianura sarmatica e il west).
Insomma, chiacchierando, finisce che gli racconto di quel vicesindaco che, siccome gli avevano fatto credere per scherzo di esser stato assegnato al servizio di nettezza urbana, trovando degli abiti per terra li aveva buttati nel cassonetto, in ossequio alla propria nuova mansione ed al decoro ambientale. Salta fuori, ahilui, che si trattava degli effetti personali di un senzatetto, che vedendosene impropriamente deprivato, avanzò proteste.
E qui fratellone ride, sommesso.
Proseguo: proprio di stamani la notizia degli ultimi sviluppi della vicenda. Il vicesindaco è stato multato. Be’, insomma, colpa o dolo che sia, non puoi mica buttare nel pattume le cose degli altri, dice fratellone. Gli dico: no guarda, non è tanto lì il problema. Tu le puoi anche buttare le cose, ma nel cassonetto giusto, ai sensi della normativa in materia di raccolta differenziata: se butti dei vestiti nel bidone della frazione secca, multa. Cento euro, nientedimeno.
Fratellone ride saporitamente: è convinto sia una barzelletta.
Gli dico: guarda che è successo davvero, non mi sono inventata niente. Penso si sia ricreduto, ma ho dovuto insistere un bel po’
da Giornale intimo di una fanciulla instabile, anonimo sec. xx