Qualcuno di voi ha mai comprato o almeno provato dei visori per la realtà virtuale?

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Qualcuno di voi ha mai comprato o almeno provato dei visori per la realtà virtuale?
Chirurgia 4.0, la prima operazione al mondo guidata dalla realtà aumentata
In sala operatoria con guanti, bisturi, mascherina. E con un visore di realtà aumentata. La chirurgia diventa 4.0 e per la prima volta al mondo un medico ha eseguito un intervento mentre indossava una sorta di occhiale 3D in grado di mostrare, accanto agli elementi reali, anche oggetti virtuali essenziali per dare informazioni in più sul paziente e guidare l’operazione. Dalla vena che pulsa fino…
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Aperti i pre-ordini per il primo visore ufficiale (Index) per la realtà virtuale di Valve http://www.diggita.it/v.php?id=1639624
Mi sono fatto un po’ di ore con Oculus Go. Avete visto che è arrivato in studio in una puntata di Mailtime, ma non avevo ancora avuto tempo di approfondire per bene. Per chi ancora non sapesse di che parlo (ci ritorniamo alla fine su questo) si tratta di un visore di realtà virtuale all in one, non serve cioè altro per utilizzarlo, ha insomma tutto l’hardware necessario incluso.
È assimilabile ad un VR mobile come GearVR di Samsung/Oculus o DayDream di Google, ma senza la menata di doverci mettere dentro il proprio smartphone.
Costa relativamente poco (200 e rotti euro) e offre finalmente una piattaforma sensata sulla quale sviluppare o far arrivare i propri contenuti VR (video, giochi, piattaforme, streaming, etc).
È integrato, ovviamente, con la piattaforma di Facebook, ma offre anche altre piattaforme di contenuto come NextVR.
Proprio NextVR è il contenuto più interessante per i miei gusti. Offre video sportivi (ma anche qualcosa d’altro) davvero molto fighi, sia in diretta che in differita. Alcuni sport sono davvero perfetti per la VR: il basket ad esempio è una bomba atomica, vedere la partita da bordo campo, con un campo così piccolo, è davvero super. L’inquadratura si sposta automaticamente e vieni teletrasportato da una parte all’altra del campo, sotto il canestro o addirittura di fianco al cesto… super davvero.
Altri sport sono ok, ho visto il tennis e il calcio ad esempio: il primo purtroppo non permette alle camere di NextVR di stare davvero in campo mentre il secondo ha un campo talmente grande da rendere meno figo il tutto… sei inevitabilmente sempre lontano e solo i replay dei goal (in cui sei di fianco alla porta) sono godibili.
Oh, dimenticavo, anche il Wrestling è davvero una figata… ci sono due camere su due dei quattro paletti del ring, sei li cazzo, hai la schiena di John Cena davanti alla faccia mentre Undertaker lo carica.
Interessante anche assistere ad altri eventi, sono stato a Tomorrowland ad esempio… ma hai un po’ la sensazione di essere uno paralizzato in sedia a rotelle in mezzo alla gente che balla, non so… magari mi son fatto un viaggio io, ma una volta che ci pensi, poi non riesci più a non pensarlo.
Oltre a NextVR ci sono tanti altri contenuti più o meno interessanti, dalla stanza personale di Facebook che puoi arredare e nella quale puoi invitare gli amici e guardare un contenuto insieme… in pieno stile Ready Player One… fino ai singoli contenuti video di Facebook in diretta, sia 360 che normali, tutti giovano della visione in VR, passi dal poter girare la testa a semplicemente assistere al video come se avessi un cento pollici davanti alla faccia.
Il gaming è ancora la parte che meno mi interessa della realtà virtuale: la stragrande maggioranza dei giochini che ho provato sarebbero stati mille volte meglio senza VR, ma qualche eccezione c’è, soprattutto nella categoria “horror”… purtroppo siamo ancora allo stadio “demo” per moltissimi di questi.
In generale non ti compri un Go per giocare, ma per guardare video in VR.
Non solo non ha la potenza per far girare un videogioco decentemente, ma manca anche di posizionamento 3D (non ci sono tracker esterni) e quindi è molto limitato rispetto ai visori desktop. Vabbé discorso complesso inutile da fare qua. Sappiatelo e basta.
La definizione dello schermo è ok, i pixel si vedono ma molto meno che in passato, anche grazie alle nuove lenti utilizzate che funzionano abbastanza bene, non fosse per alcune aberrazioni cromatiche ai margini del campo visivo che personalmente ho trovato molto fastidiose, ma probabilmente solo perché ho un occhio da grafico, l’uomo della strada neanche se ne accorge forse.
Il tracking del movimento della testa è perfetto, su questo ormai siamo arrivati, la tecnologia è matura e non mi aspettavo niente di meno. Peccato non ci sia un tracking spaziale, ma capisco che su un device mobile come questo aggiungere una camera o un proiettore laser esterno fisso non ha alcun senso.
Il controller di Oculus Go funziona abbastanza bene, mi piace come sta in mano e sono ben fatti i tasti back e home, facilmente riconoscibili al tatto. Non mi piace per niente la croce direzionale capacitiva, ha lo stesso problema di tutti i telecomandi con superficie capacitiva, fanno cagare. Smettete di mettere sta roba nei telecomandi, sono scomodi, si premono per sbaglio, non sai mai quando prende e quando no, li odio. Mettete dei cazzo di tasti normali, grazie.
La durata della batteria è dignitosa, ma non certo ottimale. Si fanno diciamo un quattro ore di uso normale. Abbastanza per guardare uno spettacolo o interagire per un po’, ma direi che c’è ancora tantissimo margine su questo fronte.
Le casse integrate funzionano incredibilmente bene: non ho mai sentito il bisogno di collegare delle cuffie (è presente un classico jack nel caso) e la cosa è molto positiva perché ti senti più libero senza cuffie.
Il problema più grosso che ho avuto a livello hardware è che è estate e si suda… e le lenti si appannano. Non credo ci sia una soluzione per ora, direi che è inevitabile. Ma sappiate che è molto fastidioso e l’ho sempre usato in una stanza in cui ho l’aria condizionata, quindi non oso immaginare che bagno di sudore ci si farebbe ad usarlo all’esterno con questo caldo.
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Recensione del visore VR HAMSWAN SC-Y005: bello, di qualità e low-cost http://www.diggita.it/v.php?id=1610652
Spotlight Stories: il cinema, targato Google, ai tempi della realtà virtuale
Basta uno smartphone e un visore per realtà virtuale (anche di carta, comprato da Tiger, eh) e il cinema ve lo portate in tasca.
Ovvero, di come ho provato le Google Spotlight Stories e ne approfittato per filosofeggiare su storie che non "accadono" se non è lo spettatore a farle accadere.
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