Successo ieri, zona stazione nord. Un sudamericano viene accusato da una signora col Suv di aver fatto un graffio alla sua macchina mentre apriva la portiera. Lui nega, lei vuole constatazione amichevole. Lui dice che non ha soldi, che non è detto sia stato lui, che forse quel graffio c'era già ed è un graffio, solo un graffio. Lei urla, lui urla. Alla donna si affiancano due uomini, il più giovane chiede alla donna se c'è qualche problema e se ha bisogno di aiuto, il latinoamericano dice di non intromettersi, l'altro risp: "Io sono un cittadino italiano, ho più diritti di lei". Al che intervengo, dopo aver fissato la scena, e dico: "Scusate, ma voi fareste mai una constatazione per un graffio (in effetti a vederlo era insignificante)?". La donna risp che è questione "di principio" ma che lascerà stare, e se ne va. Gli altri due se ne vanno in silenzio. Il latinoamericano mi ringrazia per l'umanità. Gli rispondo che è questione di essere ragionevoli. Senza ragione non esiste umanità. Più ci si distacca dalla ragione, più si diventa disumani.