John scambia il tuo armadio per una public toilet
Quando vivi con altra gente, magari che proviene da un contesto completamente diverso dal tuo, da una cultura a te sconosciuta, con tradizioni usi e costumi differenti, l’unico che puoi fare è...lasciar correre! Ovvero contempla quel monaco buddhista che vive dentro te da qualche parte non ben specificata e a te forse anche sconosicuta! Nella mia sesta casa inglese, vivo con Vera bartender cecoslovacca di un certo livello, (cocktails assurdi gratis praticamente sempre!), Sandy, bartender anche lei e ballerina di pole dance (avevamo un palo da allenamento in cucina...), Jhon che si occupava di architettura, ma che in realtà voleva fare l’illustratore. Una sera, rimango a dormire fuori. Rientro la mattina nella speranza di potermi buttare a letto e recuperare una notte brava (beata gioventù)...noto però alcune cose dissonanti. Tipo. Passo davanti la porta della mia stanza e vedo per terra un disordine a me non familiare...tiro avanti fino alla cucina in cerca di acqua,(la tipica mappazza in bocca post alchool) e rimango a fissare la cappa della cucina per 10 minuti cercando di capire chi fossi in primis e cosa c’era di strano quella mattinata. Rientro in camera, composta di un materasso per terra ( o meglio su uno di quei puzzle da palestra/sala giochi per neonati, così da isolare il mio giaciglio dal freddo del pavimento). Vedo accanto al letto dei pantaloni da uomo. Dei boxer da uomo. Una maglietta non mia. Penso, ok si so divertiti ieri, hanno fatto il solito party, e hanno trombato per tutta casa. Ok non sarebbe stata nè la prima nè l’ultima volta. Vado in camera di Vera, ovviamente dormiva come un sasso, vado in camera di Jhon collassato pure lui, Sandy lasciam perdere. Apro il mio armadio per fare ordine e afferro la mia sciarpona di lana nera e la sensazione di pelo bagnato di cane mi assale. Era completamente zuppa. Tocco poi un altro maglione, ben piegato nel ripiano del mio armadio Ikea finto Shabby, bagnatissimo anche quello. Faccia basita e da punto interrogativo. Poi sgrano gli occhi e mi rendo conto dell’orrore. Qualcuno ha fatto la pipì nel mio armadio. Una donna la vedo poco plausibile. Riconosco i pantaloni di John, e la maglietta, poi mi guardo intorno il pavimento completamente bagnato, il mio materasso totalmente bagnato. John ha alzato il gomito, dall’odore decisamente molta birra. Belle cose insomma la convivenza.







