Alec si svegliò sentendo piangere Max. Fece per alzarsi, ma una mano lo fermò.
«Vado io. Non sto dormendo.»
Sentì il materasso muoversi appena e poi passi che si allontanavano frettolosamente. Non si era nemmeno messo le ciabatte, pensò Alec.
Magnus nelle ultime settimana dormiva poco, un po’ per il lavoro, un po’ per qualche brutto sogno che lo tormentava.
Alec si girò un po’ tra le coperte e cercò di svegliarsi del tutto, torturandosi gli occhi con le mani.
Uscì dal caldo delle coperte per passare un po’ di tempo tra coccole e latte in polvere e baci scambiati su una piccola testolina che continuamente richiamava la loro attenzione.
Ormai il giorno era per dormire e la notte era per vivere. Ma forse per uno Shadowhunter e uno Stregone era sempre stato così.