Tra poco mi dovrò alzare per davvero e affrontare un’altra giornata. Proverò a mettere in pratica i buoni propositi del post precedente, lo prometto. Prima di tutto facendo chiarezza sul rapporto con il mio capo, perché devo capire come affrontarlo, soprattutto in vista delle prossime settimane che segneranno il mio futuro.
L’azienda è stata venduta, da ieri siamo in un nuovo ufficio ancora in costruzione, in mezzo a cavi, scatoloni, disagi, colleghi nuovi. Un nuovo capitolo della mia vita è iniziato, non so quanto durerà, purtroppo nessuno lo sa, e che piega prenderanno gli eventi. Ho scoperto che lui se ne andrà, che molto probabilmente ha trovato un lavoro super figo, grazie tra l’altro a un ex collega che era prima il mio capo. Alla fine è proprio vero che siamo tutti intrecciati.
So che lui ci tiene che anche io trovi la mia strada e raggiunga i miei obiettivi. Ha detto che vorrebbe continuare a lavorare insieme, ma come può garantirmi un posto in un’azienda dove ancora non ha iniziato a lavorare? Prenderei il suo posto nell'attuale lavoro, nel caso, ma nemmeno so se il suo posto e il mio ancora esisteranno. Non posso dare la colpa a lui per quello che sta succedendo e devo pensare che non sono sola su questa barca che sta affondando. Tuttavia mi rendo conto di quanto la sua presenza incida sulla mia quotidianità ultimamente e, se dovessi continuare qui senza di lui, sarebbe una sfida durissima. Ho finalmente trovato una persona che mi apprezza per quello che sono e per come lavoro. Una sera della scorsa settimana che eravamo brilli e su di giri mi ha confessato quanto apprezzi il mio lavoro, che aveva chiesto per me un contratto permanente e un aumento di stipendio senza nemmeno dirmelo. Nessuno ha mai dimostrato di credere in me cosi tanto, sopratutto dopo poco tempo che ci conoscevamo.
Non so se ci sia un interesse personale dietro, forse si, ma credo che apprezzi sul serio il mio modo di lavorare e sia sinceramente preoccupato per il mio destino. Perché, invece, tutti gli altri colleghi non mi tengono nemmeno in considerazione, a stento mi salutano, si soccciano a dovermi parlare in inglese e pensano probabilmente che sia solo una ragazzina viziata che pensa ai vestiti e ai capelli. Io sono una roccia, invece, ma quando sono con lui mi sgretolo, i sentimenti e l’emotività prendono il sopravvento e dimentico che innanzitutto è il mio capo. Ha capito che sono gelosa della collega tedesca con cui ha una tresca che io ho sgamato immediatamente e che spesso reagisco ai suoi comportamenti come una fidanzata incazzata piuttosto che una collega.
Ho paura pertanto di allontanarlo comportandomi cosi. Sia a livello lavorativo ma anche personale, perché divento un ulteriore peso per lui, invece che un supporto. A livello lavorativo cerco di dare il massimo, anzi vorrei poterlo aiutare ancora di più, ma per il resto si ritrova ad affrontare una donna stressata, emotiva, con sbalzi d’umore. E voi meglio di me sapete quanto gli uomini evitino queste dinamiche. Ma deve capire che sono una donna, che gesti e parole fanno la differenza, che ci sono dei confini da rispettare e che non può passare dal lodarmi come una regina sul trono a rivolgermi a stento a parola.
Lo inseguo, assecondo i suoi continui sbalzi di umore e cambi di programma, ma mi chiedo se lo stia facendo da collega diligente o da ragazza infatuata. Vorrei scoprire questa persona al di fuori della quotidianità lavorativa per capire l’origine di questa nostra intesa.
A questo punto, prima di rovinare tutto e giocarmi anche la mia occasione lavorativa futura, penso sia giusto parlare a quattro occhi, fare il famoso “1 - 2 - 1″ che ogni volta salta perché pensa vada tutto bene. Forse per lui va tutto bene, che tra poco inizierà una nuova sfida e di me nemmeno si ricorderà più, ma io ho bisogno di fare chiarezza, di spiegargli che non sono pazza quando cambio di umore all'improvviso, ma semplicemente navigo a vista e ho bisogno del suo aiuto per manovrare il timone. Deve sapere che anche io sono agitata per questa situazione, ma che di me può fidarsi e che sapere che se ne andrà mi getta in uno stato di sconforto, perché temo di non trovare nessun altro che mi saprà capire e apprezzare come lui.
Arrivati a questo punto, dopo tutto quello che ho affrontato da sola, forse parlare a cuore aperto non potrà che farmi bene. Al massimo mi sarò tolta un peso che mi fa affondare e riuscirò a restare a galla ancora un pò. Mi sono fatta correre davanti tante situazioni, che non ho affrontato per paura di dare un’impressione sbagliata di me. Non voglio perdere questa persona, lo ammetto, e vorrei che anche lui lo capisse. Non so se è il momento giusto per farlo, ma quando lo è? Potrei essere licenziata domani, forse è meglio prendere coraggio e affrontare il domani oggi.
Wish me luck! Poi vi dirò se sono riuscita a catturarlo e ho avuto le palle per fare la roccia che so di essere.