[L] Da frequentatrice assidua ed abitante di Brighton il percorso a cui son giunti dopo un rapido passaggio tramite metropolvere non dovrebbe giungerle per niente nuovo. Il freddo inglese seppur rigido non entra dentro le ossa, mitigato dal molo a stretta vicinanza, il quale lambisce la medesima galleria d’arte ch’è stata testimone anche del proprio diciannovesimo compleanno e che sembra anche essere la meta finale del ventesimo della Turner. Le luci principali dell’edificio sono di nuovo tutte spente e le porte tutte chiuse, infatti l’ingresso è negato al solito pubblico per via dell’orario, ma non al mezzo francese che ne possiede — forse avute in prestito — le chiavi. L’interno è un po’ diverso dalla visita precedente: un lungo tappeto blu zaffiro s’estende dall’ingresso principale alla rampa di scale che li attende in un’altra zona dello stabile, guidando un percorso che si srotola fra statue di marmo, cornici barocche o più semplici ed altre declinazioni figurative dell’arte. Anche questa strada dovrebbe sembrarle familiare, anche se piccoli dettagli sono stati modificati prima del loro arrivo e rispetto la visita del 31 Maggio. L’illuminazione soffusa è provvista grazie a candele sorrette da candelabri d’oro che sbucano dalle pareti, ciascuno sui temi del cigno e quindi decorati con ali eleganti, colli affusolati e becchi ben smussati, nonché occhi con incastonate altre gemme di zaffiri, in tinta con la tappezzeria a terra che serve ad attutire i loro passi e rendere l’atmosfera ancor più suggestiva. L’ultima porta è l’accesso alla speciale cupola di vetro, che nonostante il pavimento marmoreo sembra ancora essere parte del mare e del cielo, con piccoli fiocchi di neve che per magia volteggiano nell’aria e si dissolvono prima di bagnare la stoffa dei vestiti degli unici due visitatori a cui è consentito entrare. Sulle pareti trasparenti ed in cornici di cristallo che richiamano le volute che l’acqua salmastra crea buttandosi sulla sabbia e le decorazioni naturali di varie specie di conchiglie, sono esposte foto di una nuova mostra: the Lady of the Sea. Quest’ultima è dedicata a Cheryl, il soggetto centrale e ricorrente in ognuna di esse, che appare immortalata in anni ed occasioni diverse ma sempre dall’ideatore della mostra. Sotto ogni scatto sono riportati luogo e data, tra i quali appaiono Roma, la Grecia, la festa di Halloween del ’77, la magione parigina dei LaLaurie, i Party che hanno organizzato entro le mura di Hogwarts e molti altri ancora. La luce delicata è sempre provvista da installazioni uguali a quelle che han potuto notare in precedenza, mentre al centro dell’ambiente è posizionato un tavolino rotondo e sopra di esso vi è una torta con un numero di candeline pari — ed ovviamente già accese — alla ricorrenza scattata a mezzanotte, elegante col suo tripudio di glasse sempre nel tema della mostra, ossia la Lady del Mare a cui apre pure la porta, invitandola a superare l’uscio per prima. « Puoi esprimere un desiderio o perlustrare prima qui intorno, finché scegli cosa chiedere » all’universo, non alla continuazione della stirpe francese che ha lì dinnanzi « E buon compleanno, ovviamente » che sono pur sempre lì per celebrare la star — lei (!) — del nuovo giorno.