“ *Siamo qui e ce l’abbiamo fatta.*
Ritrovarmi insieme a tutti voi sembra una specie di miracolo. Anche il cinema può essere miracoloso, trasformando la realtà, illuminando il modo in cui la percepiamo. Guarendo ferite personali e sociali con una grande visione artistica che agisce sul nostro presente. Tutti sappiamo che i primi spettatori, vedendo arrivare il treno nel film dei fratelli Lumière, fuggirono impauriti dalla sala. Questa storia ci racconta lo strano e impressionante potere dell’immagine in movimento. Negli ultimi mesi, isolati nelle nostre bolle, abbiamo retto grazie a fiumi infiniti di storie e immagini nei nostri salotti. Ma mancava una componente vitale che ritroviamo qui questa sera: estranei che si radunano al buio, pregustando un’esperienza collettiva. Un evento. Non so voi, ma non capitano grandi eventi nel mio salotto. Il cane che mastica le scarpe di mia figlia, al limite. Ma il cinema prospera negli eventi. Il suo potere miracoloso è potenziato al massimo quando è un evento. I grossi film creano una sensazione di evento spettacolare che spesso domina la maggior parte dei nostri schermi, attraverso colpi di scena estremamente creativi e prodigi generati dal computer. Ma i festival di cinema possono creare un altro tipo di evento, altrettanto significativo, intagliando uno spazio in cui il cinema del passato possa dialogare con quello futuro, affermati artisti cinematografici possano confrontarsi con gli emergenti, come avverrà a Venezia nei prossimi miracolosi 10 giorni, tra le sezioni Concorsi e Orizzonti. I festival di cinema forgiano nuovi spettatori. Ma ogni iterazione di un festival veramente vitale deve essere in risposta all’ambiente circostante. Dunque colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente Alberto Barbera e la squadra della Mostra del Cinema di Venezia per aver proposto una selezione così. E per averlo fatto in circostante eccezionali. Non oso neanche immaginare quante chiamate con Zoom ciascuno di voi abbia fatto. Avete costruito un programma in risposta alla nostra vita e ai nostri tempi, ma anche nel bel mezzo della nostra vita e dei nostri tempi. Il risultato è una selezione, in tutte le sezioni, le proiezioni e gli incontri, che comprende voci che forse non sarebbero emerse in un festival così. La via è incerta, ma una cosa è sicura: questa serata è un inizio. E io, per parte mia, mi sento estremamente privilegiata a trascorrere le prossime due settimane con la mia splendida giuria, con le altre giurie, con i cineasti e soprattutto, in questi tempi difficili, con il pubblico, riflettendo sul passato e guardando avanti.
*Grazie mille e buona fortuna.* ”
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Cate Blanchett, presidente di giuria, apre la 77a Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica de La Biennale di Venezia con questo suo discorso pronunciato durante la cerimonia d’apertura. 2 settembre 2020.
Tra gli asterischi * le frasi che lei ha pronunciato in italiano.
Traduzione offerta da RAI Movie a cura di Gida Salvino.
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