Un piano (im)perfetto.
“Ci siamo. Il giorno è arrivato. Quel fottutissimo giorno dell’anno. Stavolta però ho un piano e ce la farò.”
Questo è il primo pensiero del mattino fatidico in cui si è tuttipiùbuoni di Gianluigi, che in altri giorni meno santi è una persona quasi esemplare (a parte qualche parolaccia e qualche egoismo qua e là di troppo). Però va capito, persino Mahatma Gandhi difficilmente manterrebbe la calma al suo posto!
Ha il pranzo a cui non può mancare, quello coi parenti. In famiglie normali si tratta di un pranzo con 10 invitati al massimo. Nella sua famiglia, causa la mancanza di alcuni (fortunati), quest’anno sarebbero stati solo in 22 e mezzo più il cane. E il cane era l’unico contento di rivedere per davvero quel giorno.
Mezzo perché sua cugina Maria era di nuovo incinta. Della sua terza gravidanza. Gianluigi spera tanto che sia una femmina perché per quel che ha capito Maria non si fermerà finché non ne genererà una. Povera figlia, già se la piange. Durante i pranzi Maria è un continuo di smorfie nauseate o di voglie improvvise, guarda caso in particolar modo del cibo che spetta a Gianluigi in quanto celiaco. Quindi da quando Maria si presenta gravida anche i pranzi di natale non sono più luculliani come un tempo, la nonna continua a preparare la stessa quota di cibo senza calcolare la Mariaavvoltoio.
Perché è davvero così, non è un semplice pranzo, non minimizziamo signori. È un vero e proprio campo di battaglia in cui solo i più forti possono farcela. A partire da come si comincia.
Arrivare tardi significa beccarsi il posto peggiore a tavola, quello coi bambini o a cavallo tra i due tavoli, in cui manca lo spazio fisico per posizionare le gambe sotto al tavolo. Arrivare presto per evitare questo disagio del resto significa anche aspettare gli irriducibili, quelli che arrivano quando la pasta è già calata fingendo di voler dare una mano nella preparazione del pranzo.
Senza contare che tra l’arrivo, la perdita del proprio cappotto (quelli maschili si somigliano tutti) e la seduta a tavola, ci sono zio Enzo e zio Mauro che litigano per il controllo del telecomando della tv e per il fantacalcio che si ostinano a fare ma del quale nessuno di loro capisce davvero bene il meccanismo.
Ma torniamo al piano. Anzi torniamo al povero Gianluigi.
Gianluigi ha chiuso la sua storia con Elena ad ottobre. Convivevano da 6 mesi e tutto sembrava idilliaco prima dell’avvento di Giulio o meglio della scoperta dell’esistenza di questo Giulio nella loro relazione. Scoperta avvenuta per puro caso quando spinto da non so quale santo una sera Gianluigi aveva deciso di far contenta Elena e di buttare la spazzatura prima che prendesse vita propria per ritrovarsi davanti invece proprio lei, avvinghiata a lui, che stava buttando la loro storia e non l’indifferenziata.
Da allora solo lavoro, barba lunga e cinismo inoltrato. Sapeva di non aver ancora superato quella storia, aveva bisogno di tempo per riprendere almeno se stesso da quel cassonetto. La cosa che adesso davvero lo tormentava era il dover rivedere tutti i suoi cari, tutti i suoi cari che erano contentissimi di Elenal’archeologaconosciutaaPasqua e che avrebbero tanto voluto rivederla a Natale. Peccato che Elena stava scavando non a Cuma ma nelle mutande di quello stronzo di Giulio.
Gianluigi ha incaricato sua madre di informare i parenti sulla fine della loro storia pregandola di non scendere troppo nei dettagli; ma lo sa, lo sa che questo non avrebbe fermato le loro DOMANDE.
Questo Natale 2019 avrebbero colpito a fondo con “Ma allora con Elena? Sicuro è tutto finito? Ci piaceva tanto quella ragazza!”.
Il Natale 2018 è stato all’insegna del “Com’è che hai perso il lavoro?”.
Il 2017 anno del “Ma com’è che sei ancora disoccupato con la tua laurea in giurisprudenza?”
Mentre gli anni che vanno dal 2011 al 2016 si possono semplicemente riassumere con un “Ma quando ti laurei?”.
Ovviamente non sono domande cattive, forse è più cattiva la domanda “Cosa fai per Capodanno?” ma feriscono sempre nel profondo questo povero ragazzo che ragazzo ormai non è.
Il suo piano? Forse fin troppo semplice ma come ogni cosa semplice a dir poco geniale! Le domande in genere vengono poste a fine pranzo, quando stanchi del solito cibo e delle loro vite i parenti non sapendo più cosa fare si ricordano di lui e provano a intrattenersi riscoprendo la sua vita. Ed è proprio qui che Gianluigi ha pensato alla sua mossa! Negli ultimi due mesi si è informato e ha fatto prove di assaggi per cercare il dolce più godurioso della città (doveva pur consolare il suo povero cuore a pezzi) e una volta trovato ha deciso di commissionarne uno gigante con fotografia di famiglia da presentare alla fine del pranzo. Il dolce sarà talmente squisito che prenderà il sopravvento su tutto, i parenti si soffermeranno sul sapore, sulla loro foto romantica e sul dove lo avesse potuto comprare.
Ed eccolo il nostro eroe, pare farcela, è arrivato presto ma non troppo. Siede alla destra del padre ed è riuscito a distanziarsi abbastanza da Maria da saziarsi tanto da donare anche qualcosa al cane. Qualcuno è andato a preparare il caffè, anzi i caffè. Stanno arrivando i soliti dolci di Natale quando a gamba tesa Gianluigi interviene con il suo trionfo: stupore di tutti, reazione anche migliore di quella sperata. Una zia, la più golosa, lo ha abbracciato. Un’altra diabetica ha fatto il bis incurante delle lamentele di riguardo del marito. Uno zio contentissimo della foto, dice che lui è venuto fin troppo bene e che vuole la foto per ritagliarsela per quando avverrà il suo triste momento. La nonna continua a dire che non doveva comprare nulla ma lo dice alla sua terza fetta.
Intanto arriva dalla cucina Maria con i caffè. Vede il dolce, la foto e contentissima fa i complimenti a Gianluigi per il pensiero chiedendosi ad alta voce: “Ma chi è che ci ha scattato la foto? Ci siamo proprio tutti!”. Silenzio. Gelo sul volto di Gianluigi. Come ha potuto non pensarci? Non ha nemmeno il tempo di rispondere che con voce flebile risponde lo zio Enzo “mhh mi pare la ragazza di Gianluigi, come si chiama?”. “Ex ragazza” risponde sua madre e per completezza Mariasemprepiùavvoltoio aggiunge “ah sì, si chiama Elena? È proprio brava a fare le foto”.
Gianluigi ormai rassegnato guarda sua nonna, lo sa che sta per succedere e infatti accade: “Ma allora con Elena? Sicuro è tutto finito? Ci piaceva tanto quella ragazza!”.














