(cinque anni fa ero nel mio letto a fissare il soffitto piangendo senza capire se fosse felicità o terrore o solo un cambiamento quello che stava succedendo nella mia vita, e ora sono ancora qui nel mio letto che fa caldo e fisso il soffitto e sono cambiate così tante cose, nemmeno il letto è più nello stesso posto, e mi sono laureata, e ho imparato cose nuove, ho fatto cose che non avrei immaginato, persino il mio corpo che credevo immeritevole e immutabile è mutato, è amato, e l'unica cosa che non è cambiata è che da oggi cinque anni fa non è passato giorno senza che tu fossi nella mia vita in una maniera che fatico a trovare parole o concetti per descrivere. cinque anni. cinque anni che mi sento come quando ascolti un musicista vero suonare, che dentro la pancia hai questo calore, questa sensazione di estate e al contempo terrore, senso di incapacità, umiliazione della tua natura ma anche gioia, stupore, calore, dentro, spandersi. e continua e continua, pervade la coscienza e le tue azioni. è la spinta, il motore ultimo. cinque anni così. così.)
ogni tanto ritorno a vedere che succede qui e a parte bot che continuano a seguirmi e interagire con miei post vecchi non c'è (ovviamente) molto ma questo account è comunque una memoria storica che non mi sento di cancellare. mi sono rifatta un altro tumblr, chi c'è c'è, questo sito rimane un posto sicuro per me e ho intenzione di mantenerlo tale finché posso.
mi sono imbattuta in questa bozza oggi e mi sento così triste per la me che scrisse queste parole. probabilmente era il 2017. non avevo idea di cosa stesse succedendo mentre mi sentivo "amata". non avevo nemmeno idea di cosa significasse essere amata veramente. mi sento immensamente triste che quello sia stato il mio modello di relazione, di affezione. non sapevo nulla, non mi rendevo conto di nulla. scusavo e giustificavo tutto, e ora lo riconosco pienamente perché ora sì che sto vivendo una relazione sana, un affetto sano, incondizionato, maturo, gioioso. non una droga, un "motore ultimo". poco più di un anno dopo questa bozza ci saremmo lasciati, non senza avermi continuato a rendere l'ombra di me stessa. mi chiedo ogni tanto che fine abbia fatto, so che anche lui si è laureato. chissà se finge ancora identità alternative con cui presentarsi alle persone nuove. se ha fatto pace col cervello. se si è reso conto del male che ha fatto. a tutte noi e chissà a quanta altra gente. sarei disonesta se dicessi che non provo rancore, ma provo più pena per quella patetica farsa che metteva su per guardarsi allo specchio.
questo post è più un epitaffio a quella persona che ero che un rivangare il passato. posso dire con tutta serenità che sto meglio. che ora mi sento salda in ciò che provo. sono stata fortunata. sono stata anche tenace, non so come.
lascio qui queste parole per me. per quando, se vorrò, mi cercherò di nuovo.


















