Vorrei essere là E invece sono qua. Uffa.

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@tuttitranneuna
Vorrei essere là E invece sono qua. Uffa.
From “J'habite une ville fantôme/I live in a ghost town ” Series
by Thibaut Derien (Artist on Tumblr)
Io amo sbobinare le registrazioni delle lezioni. Davvero. Soprattutto quelle in cui non si sente niente al di fuori delle chiacchiere del tizio seduto di fianco a te. Quelle in cui i rumori e i colpi di tosse della gente ti perforano i timpani. Quelle ancora più noiose del corso stesso. Quelle che per sentire qualcosa devi mettere le mega cuffie che ti fanno sudare perché ovviamente si sbobina roba a fine giugno. Che goduria.
Quanto è vero che felicità sta nelle cose semplici.
Raga ma a me "A modo tuo" di Elisa fa troppo piangere. E non è neanche il mio genere di musica. Ma piango O G N I V O L T A.
A me piace studiare, imparare, un po’ meno memorizzare ma vabbè si fa. Solo che in questi giorni non ce la faccio proprio, ho zero motivazione e mi distraggo con niente. E l'esame è tra pochissimo.
Se mi va male perché in questi giorni non ho voglia, dopo un mese che studio, non me lo perdono. Nonostante tutto, ciò non mi motiva ad aprire il libro.
Ma perché.
Ah ma quindi sono così ogni sessione, è solo che col tempo me ne dimentico. Buono a sapersi.
Perché non ho fatto un cazzo al posto di studiare? Eh? Perché sono cretina, ecco perché. A chi andrà male l'esame? A me, ecco a chi. Che testa di minchia.
Study in Black and Green - John White Alexander (1856–1915)
The Metropolitan Museum of Art
Sto pensando troppo forte, troppo velocemente. Il tempo sta scorrendo troppo in fretta. Ho contemporaneamente troppe emozioni diverse. Persino il ritmo di questa canzone va troppo veloce. Tutto è troppo. Ho un po' voglia di piangere.
Sono stanca, ma non ho tempo di riposarmi, e anche se di notte dormo mi sveglio comunque stanca.
Avrei bisogno di dormire venti ore di fila per tre giorni consecutivi.
Ma appena finisco gli esami il giorno dopo ricominciano i corsi, quindi prevedo che potrò riposarmi solo a.. metà aprile.
Bene.
No ora ho sonno, non ce la faccio più a studiare. Studio domani mattina. > No, è troppo presto adesso, ho dormito troppo poco. Ora dormo un attimo e studio a metà mattina. > Eh ora siamo troppo vicini all'ora di pranzo, studio dopo mangiato. > Ora ho sonno perché ho mangiato. Mi guardo una puntata di una serie e poi studio, giuro. > È giunto il momento. Sì. Il momento.. di fare una doccia. > Ops i piatti da lavare la camera da sistemare, il cane da portare fuori. Non ho un cane. Tempo di comprare un cane. MI RIMANDERÀ AL PROSSIMO APPELLO GENTE, SICURO.
Ormai non è più "Come stai?" ma "Che musica stai ascoltando in questi giorni?"
Avevo scritto “odio la mia pelle” tout-court, ma non rendeva abbastanza la profondità di questo sentimento, che alle volte mi serra la gola e mi fa battere il cuore e tremare le mani dalla voglia di strapparmela via dal viso.
Cara maestra, un giorno m'insegnavi che a questo mondo noi, noi siamo tutti uguali; ma quando entrava in classe il Direttore tu ci facevi alzare tutti in piedi, e quando entrava in classe il bidello ci permettevi di restar seduti
- Luigi Tenco, Cara Maestra
(liquido - narcotic) parapapapapapaparara.