ah, ecco! Non sono l’unica babba a trovare senza senso il tasto chat…
:-)
via ilgobbomalefico:
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intanto rebloggo questo per enocratici, annuska e inmicio.
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Perbacco se ne ho di domande. Sono poco esperto di forum o blog. Son capitato qui ma non so da dove e, soprattutto, per dove. Saprò ritornarci? Ho in corso semiserie prove di panettonificazione che vorrei non rimanessero solo mie. Come devo fare a condiviederle?
commenta liberamente, oppure dotati di un account tumblr e chiedi di essere ammesso a postare sul tumblr del twitpanettone
Chi tradisce il panettone.
Il verbo tradire (il latino tradere), porta con sé il significato di "consegnare" un ordine precostituito, un sistema preesistente, "in nome di una nuova "consegna", di un nuovo ordine, di un nuovo sistema. Esso sancisce dunque il dramma del passaggio dal vecchio al nuovo e quindi in sostanza l'eterno dramma del processo evolutivo. Il tradimento ha dunque sempre a che fare con l'abbandono da parte di un sistema di precedenti regole o configurazioni a favore della novità". (Ada Cortese)
Confrontarsi con la tradizione e decidere di perpetuarla, ugualmente, significa abbracciare il cambiamento, dire sì ad un rinnovamento del quale spesso siamo agenti inconsapevoli. Questo a mio parere vale anche per un panettone preparato in primavera.
A breve.
Riflessioni sul #twitpanettone
Cari amici del #twitpanettone, buon anno a tutti! Un 2011 all'insegna di grandi successi, anche per i frutti del nostro forno e del nostro amato lievitato naturale. E non meno importante, auguri anche ai nostri calici, che siano sempre colmi di grandi ed eccellenti vini! (E per quanto mi riguarda personalmente, pari auguri anche alle mie teiere, ai miei snifters, alla mia tazzina, al mio piatto e alla mia forchetta! :-) )
Le festività stanno oramai per volgere al termine e con queste anche le fette dei nostri #twitpanettoni, con i quali abbiamo allietato i nostri sensi e la nostra soddisfazione. Dopo il periodo di apparente inattività di questo diario e di commenti su twitter, tanto da fare pensare che il #twitpanettone fosse oramai consegnato all'oblio dei giorni di festa ai quali questo tradizionale dolce appartiene suo malgrado, il progetto riparte e, anzi, è più vivo e attivo che mai.
Siamo semplicemente giunti alla versione 0.95 beta del progetto e, nonostante il numero di rilascio possa fare pensare all'imminente raggiungimento della prima versione definitiva, c'è ancora tanta strada da fare. Non da ultimo, la prima versione definitiva - quella che dovrebbe essere segnata con il rilascio 1.0 - non rappresenta di certo il nostro punto di arrivo; piuttosto un semplice punto di partenza. Quindi, mani in pasta e si ricomincia.
A chi sta pensando che un progetto come il #twitpanettone sia legato solamente al periodo delle feste natalizie - e quindi fuori luogo in ogni altro momento dell'anno (ma chi l'ha detto che non lo si può gustare a ferragosto?) - ricordo che il panettone è diventato simbolo di "dolce di natale" solamente in tempi recenti e, non da ultimo, per motivi puramente commerciali e speculativi.
Anche il classico "pirottino alto" di carta (o forma di cottura, stampo o fondello) è stato introdotto recentemente e per lo stesso motivo: panettoni a crescita alta consentivano di ottimizzare e "aumentare" lo spazio nel forno, aumentando quindi la produzione di panettoni a ogni singola cottura. Le rare volte che il panettone è stato raffigurato nei dipinti del passato, si può chiaramente evincere che questo era basso e tondeggiante, dalla forma di grande pagnotta o pane. E di certo nel medioevo non facevano uso di "pirottini" o forme di cottura analoghe: il "pan grande" o "pan del ton" che dir si voglia (che a quei tempi era preparato senza uova e senza burro, proprio come tutti i "pani dolci conditi" sparsi qua e la per l'Italia) era messo in forno come si faceva per il pane.
Le mie riflessioni sul #twitpanettone non sono comunque legate a criteri commerciali o storici, ma soprattutto sull'esperienza condivisa da molti nella sua preparazione. Raccogliendo i commenti e le impressioni espresse dai partecipanti durante la preparazione del #twitpanettone, ritengo le maggiori difficoltà si possano individuare in questi due aspetti:
Idratazione dell'impasto
Lievitazione
Cerchiamo quindi di comprenderne i punti critici così da potere ottenere un risultato soddisfacente.
Idratazione dell'Impasto
La quantità di acqua contenuta in un impasto lievitato è molto importante e questo dipende, essenzialmente, dal tipo di lievitato che si sta preparando. Dall'idratazione dipende anche il successo della lievitazione poiché incide direttamente sul suo sviluppo. Tarare la giusta quantità di acqua - e quindi ottenere un impasto dalla giusta consistenza - e fondamentale per la buona riuscita. A questo proposito, tanto per essere precisi, ricordo che la quantità di liquidi, acqua nel nostro caso, non può essere mai stabilita in modo esatto e inflessibile per nessun tipo di impasto. Si può, eventualmente, stabilire una quantità indicativa.
La quantità di acqua è fortemente dipendente da diversi fattori, fra questi la cosiddetta forza della farina (che, purtroppo, nelle farine destinate al commercio di massa non è mai indicata), la temperatura e l'umidità dell'ambiente di lavoro. Inoltre, poiché il lievito naturale fresco contiene acqua, la quantità è ulteriormente determinata dall'idratazione del lievito: un lievito naturale in coltura liquida contiene evidentemente più acqua di un lievito naturale in coltura all'aria.
Osservando le foto dei diversi lieviti naturali di ogni partecipante, ho appunto notato che ognuno ha scelto una coltura diversa, cosa del tutto normale. Alcuni somigliano a delle "pastelle" (più liquidi) altri ancora a "panetti" (meno liquidi). Quando si usa il lievito naturale è pertanto fondamentale conoscere la sua idratazione adattando quindi la quantità di acqua da aggiungere all'impasto.
Le quantità di acqua indicate nelle ricette del #twitpanettone sono state tarate in funzione dell'idratazione del mio personale lievito naturale, necessariamente diverso da quello di tutti gli altri per i motivi espressi sopra.
Ecco quindi la prima raccomandazione: la quantità di acqua della ricetta va modificata in funzione dell'idratazione del proprio lievito naturale. Il consiglio è quindi di aggiungerne parte e valutare la consistenza dell'impasto, aggiungendo (o aumentando) la parte restante qualora fosse necessario.
Come si fa a capire se l'impasto è idratato al punto giusto o se serve altra acqua? Esiste una regola "empirica" ma che ogni panettiere conosce e che è piuttosto attendibile. Premete con i polpastrelli delle dita il lobo del vostro orecchio: l'impasto dovrebbe avere - più o meno - questa consistenza.
Un'ultima considerazione tecnica sull'idratazione: nella preparazione di impasti lievitati, a partire dal pane, la quantità di acqua varia sempre con il cambiare delle stagioni - ogni stagione è più o meno umida o calda - e con l'umidità della farina. Anche per questi motivi, è opportuno considerare sempre le quantità di acqua delle ricette di ogni lievitato come una misura indicativa.
Lievitazione
Questa è certamente la parte più critica di tutta la lavorazione. La lievitazione è principalmente condizionata dai seguenti fattori:
Idratazione dell'impasto
Temperatura di lievitazione
Umidità di lievitazione
Tenuta della maglia glutinica
Forza del lievito
Dato per scontato che questi fattori siano ottimali, voglio invece soffermarmi su un punto che più di altri mi sembra abbia presentato qualche difficoltà: il tempo di lievitazione.
Esattamente come per la quantità di acqua, anche i tempi suggeriti dalla ricetta si devono considerare indicativi. Non si deve attendere il termine del tempo indicato nella ricetta se la lievitazione raggiunge il suo apice in tempo minore. Nonostante sia vero che il tempo sia fondamentale per la buona riuscita (non solo per la lievitazione, piuttosto per la maturazione dell'impasto) si deve ricordare che la lievitazione continua per alcuni minuti anche all'interno del forno. Questo si verifica solo (e solo se) la lievitazione è ancora in forza, cioè è in fase crescente e in piena attività. In mancanza di questo, quando messo in forno, il nostro panettone non solo non crescerà ulteriormente fino a formare la classica cupola, ma, anzi, tenderà a sgonfiarsi.
Come misura indicativa, in genere un impasto lievitato si considera "pronto" per l'impasto e la lievitazione successiva o per essere messo in forno, quando il suo volume è aumentato di circa tre volte. I tempi indicati nella ricetta suggeriscono solamente la misura approssimativa del tempo per raggiungere questo risultato e non vanno mai considerati come valori assoluti. Si mette in forno quando è giunto il momento giusto, in altre parole "carpe diem". E ogni impasto - un mondo a sé fatto di tanti piccoli e grandi fattori, frutto delle condizioni di ogni ambiente e di ogni ingrediente - ha il suo personalissimo "momento giusto".
Considerazioni personali
La ricetta 0.95 beta è stata la prima a fare uso della singola lievitazione. Come prevedibile, il processo si è notevolmente semplificato aumentando il successo di buona riuscita. Il processo è semplificato a discapito della qualità del prodotto finale e, per quanto soddisfacente, non avrà mai la fragranza e la qualità di un impasto a doppia lievitazione. Insomma, come avrete capito, ho un certo rimpianto per avere abbandonato la doppia lievitazione anche se questo ha portato a una semplificazione del progetto. E approfitto per chiedere il vostro parere proprio su questo punto: preferite il #twitpanettone a unica o a doppia lievitazione? Io, nemmeno a dirlo, voto incondizionatamente quello a doppia lievitazione.
Antonello Biancalana - @diwinetaste
Gustavino ed Isotta, cuccioli di #twitpanettone 0.95b, all'uscita dal forno.
Nessuno ha mai provato con la farina di kamut anziche' di grano?
Non credo e non qui. Posta la tua domanda direttamente sulla home, in chiaro: magari qualun altro ti risponde! :-) @alinova80
E questa è la fetta del #twitpanettone ricetta 0.95 beta (senza miele ché me n'ero dimenticata). La recensione sull'assaggio appena ho un momento libero.
Alessia (@alinova80)
La mia prima versione del #twitpanettone ricetta 0.95 beta.
Alessia (@alinova80)
Ricetta del #twitpanettone 0.95 beta 1
La nuova versione della ricetta del nostro #twitpanettone merita una riflessione e un ringraziamento. Grazie quindi a tutti quelli che, a vario titolo e ruolo, stanno partecipando a questo progetto di gastronomia collaborativa, dedicando il loro tempo e passione con lo scopo di ottenere un risultato comune.
La lettura dei commenti prodotti da quelli che hanno preparato e assaggiato il #twitpanettone mette in chiara evidenza un punto fondamentale, un aspetto critico che sembra introdurre una certa difficoltà nella preparazione di un impasto a doppia lievitazione nell'ambiente casalingo. Altra considerazione, soprattutto in relazione alla ricetta 0.94 beta, è che l'introduzione della vaniglia non è migliorativa alle qualità organolettiche del #twitpanettone - alcuni commenti l'hanno perfino trovata "invadente" - pertanto la nuova versione della ricetta non prevede più il suo impiego.
Per quanto concerne la lievitazione, la versione 0.94 beta non mi ha personalmente creato grosse difficoltà, con l'unico accorgimento di controllare costantemente e rigorosamente sia la temperatura sia l'umidità. Comprendo tuttavia che nell'ambiente casalingo non è molto indicato - e forse anche poco opportuno - fare uso di un termometro e di un igrometro per verificare i corretti parametri di lievitazione. Per questo motivo la nuova ricetta prevede un'unica lievitazione e l'impiego diretto del lievito naturale in forza e pronto all'uso (cioè dopo la consueta operazione di rinfresco) eliminando quindi anche la preparazione e l'uso dell'impasto madre. L'impasto madre è una tecnica utile e "raffinata" che consente la purificazione del lievito naturale, abbassando la tipica acidità, quindi più adatto alla produzione di impasti lievitati per dolci. Ma visto che il progetto del #twitpanettone è anche (e, forse, soprattutto) sperimentazione, elimineremo anche l'impasto madre semplificando in questo modo l'intero processo di preparazione. Va da sé, anche i tempi saranno decisamente ridotti. Ultima precisazione: poiché molti hanno avuto difficoltà nell'ottenere una lievitazione soddisfacente, in questa ricetta si farà uso di una quantità piuttosto elevata di lievito naturale così da assicurare una maggiore forza ed efficacia durante la lievitazione.
Ingredienti del #twitpanettone
170g Lievito naturale pronto (cioè rinfrescato e in forza)
250g Farina W 350 - P/L 0,55 (oppure “manitoba”)
90g Zucchero
120g Burro (10,82%)
134g Tuorli d’Uovo (equivalente a circa 6 tuorli)
70g Acqua
155g Uvetta (13,98%)
75g Scorza d’Arancia Candita (6,76%)
25g Scorza di Cedro Candita (2,25%)
20g Miele
3g Sale (circa 2/3 di cucchiaino)
Cominciamo a sciogliere il lievito naturale nell’acqua a temperatura ambiente, quindi aggiungere progressivamente la farina e cominciare a impastare fino a ottenere un impasto “incordato”, cioè ben legato, omogeneo e liscio. Si aggiunge ora lo zucchero - poco per volta - e si continua a impastare facendo attenzione a mantenere l’impasto in corda, cioè a non farlo “stracciare”. Si continuerà a impastare fino a quando non otterremo, ancora, un impasto ben legato, omogeneo e liscio.
Aggiungere ora due tuorli d'uovo (44 grammi) e continuare a impastare fino a quando non saranno completamente amalgamati e incorporati all'impasto. Aggiungere altri due tuorli d'uovo (44 grammi) e impastare fino alla completa amalgama dell'impasto che dovrà essere sempre mantenuto in corda. Si proceda ora con i restanti due tuorli (44 grammi) e il miele fino al loro completo assorbimento.
Questa operazione sarà ripetuta anche per il burro, che sarà incorporato all'impasto in tre riprese da 40 grammi ciascuna, facendo attenzione che questo sia morbido e malleabile. Ad ogni aggiunta di burro si procederà con l'impasto fino alla completa amalgama mantenendo sempre l'impasto incordato. Con l'ultima frazione di burro si aggiungerà anche il sale e si continuerà a impastare fino a ottenere un impasto omogeneo, liscio e perfettamente incordato. L'intera operazione di impastamento può richiedere un tempo di 40-60 minuti.
Formare un panetto e metterlo in un recipiente, possibilmente di vetro e lasciare riposare per circa due ore (ovvero fino a quando l'impasto non sarà raddoppiato in volume) alla temperatura di 26-28° in ambiente umido. Durante questo tempo si consentirà all'impasto di procedere con la puntatura oltre a formare l'indispensabile maglia glutinica che renderà forte, resistente ed estensibile il nostro impasto.
Questa operazione può essere svolta lasciando l'impasto all'interno del forno spento e lasciando la luce interna accesa oltre a una tazza di acqua calda in evaporazione, così da assicurare una buona umidità.
Stendere ora l’impasto e cospargere sopra, in modo uniforme e su tutta la superficie, l’uvetta, la scorza d’arancia candita e il cedro candito. Arrotolare l’impasto così da inglobare l’uvetta e i canditi, quindi impastare fino a ottenere una massa omogenea, liscia e compatta. Formare un panetto e lasciare riposare per 30-40 minuti, coperto con un telo umido pulito.
Prendere l’impasto e collocarlo nel pirottino (per una pezzatura da 1kg, avremo bisogno di un pirottino di circa 17cm di diametro e 11,5cm di altezza), quindi lasciare lievitare in ambiente umido alla temperatura di 26-28°C. A questo scopo si può usare il forno, senza accenderlo, con la luce interna accesa e una tazza di acqua calda in evaporazione così da assicurare una proficua umidità.
Lasciare lievitare l’impasto per circa 10-12 ore e comunque fino a quando il volume non sarà triplicato. L’impasto dovrebbe lievitare sopra il bordo del pirottino formando la caratteristica cupola.
Cottura
Accendere il forno e portarlo alla temperatura di 180°C. Procurarsi un coltello molto affilato (oppure una lametta) con il quale taglieremo a croce la cupola del #twitpanettone. Ci sono due modi per tagliare la cupola: il primo prevede una semplice incisione superficiale a croce; la seconda, oltre all’incisione a croce, consiste nel tagliare i quattro lembi della croce, “affettandoli” verso l’esterno. In ogni caso, l’incisione deve essere superficiale, di pochi millimetri di profondità.
Nel primo caso, si spennella la croce con una noce di burro fusa; nel secondo, si spennella con il burro l’intera superficie della cupola, quindi si riportano i quattro lembi verso il centro, così da “ricomporre” il taglio a croce iniziale.
Quando il forno ha raggiunto la temperatura di 180°C, inforniamo il nostro #twitpanettone e facciamolo cuocere per circa 50 minuti, tempo sufficiente per una pezzatura da 1kg.
Al termine della cottura, il #twitpanettone va fatto raffreddare completamente e in posizione capovolta, altrimenti - lasciandolo “in piedi” - lo vedremo miseramente e tristemente sgonfiarsi.
Un metodo “casalingo” per lasciare raffreddare il #twitpanettone capovolto, è quello di infilzare la base con dei ferri da calza sottili (puliti e senza odori!) - diciamo, due per parte e in posizioni alterne - quindi lasciarlo appeso e capovolto fra due sedie, oppure fra due supporti sufficientemente vicini.
Si sconsiglia di lasciarlo capovolto all’interno di una pentola o un recipiente: l’umidità che si formerebbe all’interno compromette la compattezza, la fragranza e il profumo del #twitpanettone.
Altra raccomandazione: non abbiate fretta e lasciate raffreddare completamente il #twitpanettone prima di rimetterlo in piedi o, peggio, di metterlo all’interno di un sacchetto (in questo caso il calore residuo formerebbe una pericolosa umidità). Il raffreddamento completo chiede in genere 8-10 ore.
Antonello Biancalana - @diwinetaste
#twitpanettone 0.94b-2 | Com'è andata.
Decisamente meglio dell'altra volta. Sotto ogni punto di vista, soprattutto quello della consapevolezza. Sapevo che era possibile fare un panettone in casa e avevo già eseguito una volta tutti quei gesti che stavo compiendo preparandolo. Non è stato poco. Sono riuscito a dedicare un po' più d'attenzione ad alcuni di quella miriade di dettagli che, se mai un giorno riuscirò a comprendere tutti, mi permetteranno di essere in grado di cucinare per la mia famiglia un buon panettone.
Risolte la magagne all'impianto elettrico, la camera di lievitazione in forno per la preparazione dell'impasto madre sì è rivelata più che adeguata. La ciotola durante la lievitazione è stata ricoperta con un canovaccio più spesso di quello usato la volta scorsa, aumentando leggermente l'umidità dell'ambiente .
Il primo impasto si è svolto senza particolari problemi.
Ciò che penso sia stato il momento cruciale nella preparazione di questo panettone è il secondo impasto. Un ora e dieci per far assorbire (nell'ordine) farina e zucchero a ciò che vedete in ciotola poche righe di sopra mi è sembrato un po' troppo. Non ho voluto forzare i tempi, d'accordo, perchè volevo essere sicuro che il tutto rimanesse bene in corda. Ma soprattutto verso il finale dell'aggiunta della farina l'impasto si è dimostrato davvero riottoso, poco elastico e aggiungere zucchero poco per volta, facendo bene attenzione a che si sciogliesse interamente con il calore delle mani che lo lavoravano, non è bastato.
A quel punto la china era passata e l'aggiunta di tutti gli altri ingredienti ha progressivamente idratato l'impasto.
Ciò che mi chiedo e a cui la mia limitata esperienza non sa rispondere è se sia stato giusto insistere fino a quel punto, con farina e zucchero.
La lievitazione infatti è partita e si è sviluppata molto lentamente, inducendomi ad allungare a sedici le dodici ore della ricetta. La seconda lievitazione si è svolta per la maggior parte durante la notte: ciò che mi propongo di fare nelle prossime esecuzioni della ricetta sarà organizzare i tempi di preparazione in modo tale da poter seguire di persona durante il giorno l'intera fase della lievitazione del secondo impasto e intervenendo per ottimizzarne al meglio le condizioni. Poco prima di infornare, dopo sedici ore, l'impasto si presentava così:
Il taglio della cupola, questa volta è stato rapido e indolore. In forno, abbassando opportunamente la temperatura rispetto alla ricetta per effettuare una cottura ventilata, l'impasto si è comportato bene. È salito.
L'impazienza di conoscere il primo #betataster ufficiale, nonchè collega vignaiolo, Gianluca Morino, ha fatto il resto. Il #twitpanettone si è raffreddato il posizione capovolta dalle 14.00 della sua uscita dal forno alle 21.00, sette ore. Sufficienti forse per il raffreddamento ma non per l'assaggio. L'impasto si è infatti dimostrato al primo taglio ancora leggermente umido. Questo forse ha inoltre accentuato le note aromatiche di miele e vaniglia, che non considererei in eccesso in attesa di un assaggio più adeguato. L'alveolatura si dimostrava più uniforme rispetto al mio esperimento precedente ma con alveoli più piccoli, segno di una lievitazione in qualche modo travagliata, vuoi per un eccessivo stress del secondo impasto, vuoi per temperatura e umidità monitorate non sufficientemente in una lievitazione casalinga in notturna. L'introduzione dei cedri canditi ha notevolmente migliorato il quadro gustativo così come la riduzione del burro, che reputo in quantità ottimale.
Voto: 6,5
Storie di #betataster: Gianluca Morino sul #twitpanettone (ricetta 0.94b) di Stefano Calosso
Luogo e data dell'assaggio: Acqui Terme, lun 6 dic 2010 - h 21.30
..mai tragitto di avvicinamento Nizza-Acqui fu tanto dolce per un #betataster quasi fosse il profumo del #twitpanettone la sua stella cometa.
Innumerevoli sarebbero state le sorprese della serata. Stefano e Valeria accoglievano il #betataster alla stregua di paladini di un passato quasi dimenticato ove con un sorriso con una stretta di mano ti svelavano il loro mondo, vero, fatto di lavoro di fatica e di serenità interiore. Ecco cosa è il #twitpanettone : è il tramite di un passato, è il ricordo di come era un tempo vissuto il focolare domestico dal quale nasceva e si consolidava la famiglia. Nel #twitpanettone c'è passione amore tempo e tanta pazienza; ecco perché Stefano me lo ha presentato come se fosse il suo terzo figlio. Al tatto, all'apertura e alla degustazione il #betataster era avvolto da energia, dalla magia di scoprire tanto equilibrio e gusto già dalla seconda prova. Qui i ragazzi sono bravi ed attenti alla ricetta 0.94beta. Si notava un leggero accenno vaniglioso che con il tempo lasciava spazio all'intensità del cedro e alla chiusura leggermente acidula della pasta madre (gradita). L'alveolatura molto fine lasciava immaginare lievitazione leggermente lenta e difficoltosa, data anche dalla non facile gestione casalinga della temperatura di lievitazione. Equilibrio dolce, impeccabile, più giocato sull'aromaticità dei canditi e sulla leggera nota mielosa. Il voto sarebbe un 9.5 che pero' viene decurtato a 9.0 causa astinenza #twitpanettonesca... ( art. 1 del #twitpanettone : mai lasciare un #betataster senza #twitpanettone.)
Gianluca Morino
Nota di Stefano Calosso: l'abbinamento proposto dal #betataster per l'assaggio è stato il suo "Rugiada" #Barbera Passito 2007, dimostratosi eccellente accoppiamento.
Ricetta del #twitpanettone 0.94 beta
Impasto Madre
Preparazione del primo rinfresco:
25 g lievito naturale (detto anche "pasta madre", "lievito madre", "pasta acida")
50 g farina di forza W 350 P/L 0,55 (oppure "manitoba")
25 g acqua a temperatura ambiente
Lavorare gli ingredienti fino a ottenere un impasto morbido, liscio, ben lavorato e senza grumi. Formare un panetto e incidere a croce. Porre in un recipiente (preferibilmente di vetro) e coprire con un panno umido. Lasciare lievitare per circa 4 ore.
Secondo rinfresco:
25 g primo rinfresco
50 g farina di forza W 350 P/L 0,55 (oppure "manitoba")
25 g acqua a temperatura ambiente
Lavorare gli ingredienti fino a ottenere un impasto morbido e senza grumi, formare il panetto e incidere a croce. Rimettere nel recipiente e coprire con un panno umido. Lasciare lievitare per circa 12 ore. Vista la lunga lievitazione di questo secondo rinfresco, la procedura migliore sarebbe avvolgere l’impasto con un telo, legare le estremità e legare stretto tutto intorno, come si fa con il salame. Lasciare lievitare per 12 ore.
Terzo rinfresco:
25 g secondo rinfresco
50 g farina di forza W 350 P/L 0,55 (oppure "manitoba")
25 g acqua a temperatura ambiente
Impastare, fare il panetto, incidere a croce e lasciare lievitare per 4 ore circa coperto con un panno umido.
Quarto rinfresco:
25 g terzo rinfresco
50 g farina di forza W 350 P/L 0,55 (oppure "manitoba")
25 g acqua a temperatura ambiente
Impastare, fare il panetto, incidere a croce e lasciare lievitare per 4 ore circa coperto con un panno umido.
Quinto rinfresco:
25 g quatro rinfresco
50 g farina di forza W 350 P/L 0,55 (oppure "manitoba")
25 g acqua a temperatura ambiente
Impastare, fare il panetto, incidere a croce e lasciare lievitare per 4 ore circa coperto con un panno umido.
Al termine di questa ultima lievitazione avremo un impasto madre in forza e maturo. Adesso siamo pronti a preparare il #twitpanettone iniziando con il primo impasto.
Ingredienti del #twitpanettone
100g Impasto madre in forza
320g Farina W 350 - P/L 0,55 (oppure "manitoba")
90g Zucchero
120g Burro (10,82%)
134g Tuorli d’Uovo (equivalente a circa 6 tuorli)
70g Acqua
155g Uvetta (13,98%)
75g Scorza d’Arancia Candita (6,76%)
25g Scorza di Cedro Candita (2,25%)
20g Miele
1 bacca di vaniglia
3g Sale (circa 2/3 di cucchiaino)
Primo Impasto
Ingredienti:
100g Impasto madre in forza
200g Farina W 350 - P/L 0,55 (oppure "manitoba")
50g Zucchero
50g Burro
44g Tuorli d’Uovo (2 tuorli)
70g Acqua
Cominciamo a sciogliere l’impasto madre nell’acqua a temperatura ambiente, quindi aggiungere la farina e cominciare a impastare fino a ottenere un impasto “incordato”, cioè ben legato, omogeneo e liscio. Questa operazione richiede in genere 15 minuti, impastando in maniera energica.
A questo punto aggiungiamo lo zucchero e continuiamo a impastare, facendo attenzione a mantenere l’impasto in corda, cioè a non farlo “stracciare”. Si continuerà a impastare fino a quando non otterremo, ancora, un impasto ben legato, omogeneo e liscio.
Ora si aggiungerà il burro - che dovrà essere morbido, lasciato a “temperatura ambiente” - e si continuerà a impastare facendo sempre attenzione a mantenere l’impasto “incordato”, senza farlo slegare. Dopodiché si aggiunge un tuorlo (sempre a temperatura ambiente) e, quando sarà ben assorbito dall’impasto - come sempre, facendo attenzione a farlo rimanere in corda - si aggiungerà il secondo tuorlo, continuando a impastare fino a ottenere un impasto omogeneo, liscio e incordato.
Formare un panetto e incidere a croce la superficie, metterlo in un recipiente, possibilmente di vetro, e fare lievitare per 10-12 ore (o fino a quando il volume è triplicato) a circa 26-28°C, in ambiente umido.
Un ottimo sostituto casalingo della camera di lievitazione è il forno: basta lasciare l’impasto all’interno del forno, senza accenderlo, lasciando la luce interna accesa oltre a una tazza di acqua calda in evaporazione, così da assicurare una buona umidità.
Secondo Impasto
Ingredienti:
Primo impasto
120g Farina W 350 - P/L 0,55 (oppure "manitoba")
40g Zucchero
70g Burro
90g Tuorli d’Uovo (equivalente a circa 4 tuorli)
155g Uvetta
75g Scorza d’Arancia Candita
25g Scorza di Cedro Candita
20g miele
1 bacca di vaniglia
3g Sale (circa 2/3 di cucchiaino)
Aggiungere la farina al primo impasto e impastare facendo attenzione a mantenere la “corda”, senza fare lacerare o stracciare l’impasto. Continuare a impastare fino a ottenere una massa omogenea. Aggiungere lo zucchero e il miele - un po’ alla volta - e continuare a impastare, quindi, non appena è assorbito e amalgamato, aggiungere 45 grammi di tuorli d’uovo (equivalente a 2 tuorli) e il sale. Continuare a impastare fino a quando gli ingredienti sono ben assorbiti nell’impasto, ottenendo una massa omogenea e liscia.
Unire il restante tuorlo d’uovo (cioè, altri 2 tuorli), i semi della bacca di vaniglia e continuare a impastare, facendo attenzione a mantenere l’impasto incordato e fino a quando non sarà liscio e omogeneo. Stendere l’impasto e allargarlo, quindi cospargere 35 grammi di burro a temperatura ambiente (deve essere molto morbido) e tagliato a piccoli cubetti. Piegare i lembi sopra al burro e cominciare a impastare fino a quando non sarà completamente assorbito e distribuito su tutto l’impasto. Ripetere l’operazione con il restante burro.
Stendere l’impasto e cospargere sopra, in modo uniforme e su tutta la superficie, l’uvetta, la scorza d’arancia candita e il cedro candito. Arrotolare l’impasto così da inglobare l’uvetta e i canditi, quindi impastare fino a ottenere una massa omogenea, liscia e compatta. Formare un panetto e lasciare riposare per 30-40 minuti, coperto con un telo umido pulito. Questo tempo di riposo è molto importante poiché consente la puntatura dell’impasto, cioè l’attivazione della moltiplicazione dei batteri e lieviti presenti nell’impasto. A titolo di curiosità e completezza, la puntatura termina nel momento in cui l’impasto comincia a gonfiare, segno dell’avvio della fermentazione (lievitazione).
Al termine della puntatura, collocare l’impasto nel pirottino (per una pezzatura da 1kg, avremo bisogno di un pirottino di circa 17cm di diametro e 11,5cm di altezza), quindi lasciare lievitare in ambiente umido alla temperatura di 26-26°C. A questo scopo si può usare il forno, senza accenderlo, con la luce interna accesa e una tazza di acqua calda in evaporazione così da assicurare una proficua umidità.
Lasciare lievitare l'impasto per circa 10-12 ore e comunque fino a quando il volume non sarà triplicato. L’impasto dovrebbe lievitare sopra il bordo del pirottino formando la caratteristica cupola.
Cottura
Accendere il forno e portarlo alla temperatura di 180°C. Procurarsi un coltello molto affilato (oppure una lametta) con il quale taglieremo a croce la cupola del #twitpanettone. Ci sono due modi per tagliare la cupola: il primo prevede una semplice incisione superficiale a croce; la seconda, oltre all’incisione a croce, consiste nel tagliare i quattro lembi della croce, “affettandoli” verso l’esterno. In ogni caso, l’incisione deve essere superficiale, di pochi millimetri di profondità.
Nel primo caso, si spennella la croce con una noce di burro fusa; nel secondo, si spennella con il burro l’intera superficie della cupola, quindi si riportano i quattro lembi verso il centro, così da “ricomporre” il taglio a croce iniziale.
Quando il forno ha raggiunto la temperatura di 180°C, inforniamo il nostro #twitpanettone e facciamolo cuocere per circa 50 minuti, tempo sufficiente per una pezzatura da 1kg.
Al termine della cottura, il #twitpanettone va fatto raffreddare completamente e in posizione capovolta, altrimenti - lasciandolo “in piedi” - lo vedremo miseramente e tristemente sgonfiarsi.
Un metodo “casalingo” per lasciare raffreddare il #twitpanettone capovolto, è quello di infilzare la base con dei ferri da calza sottili (puliti e senza odori!) - diciamo, due per parte e in posizioni alterne - quindi lasciarlo appeso e capovolto fra due sedie, oppure fra due supporti sufficientemente vicini.
Si sconsiglia di lasciarlo capovolto all’interno di una pentola o un recipiente: l’umidità che si formerebbe all’interno compromette la compattezza, la fragranza e il profumo del #twitpanettone.
Altra raccomandazione: non abbiate fretta e lasciate raffreddare completamente il #twitpanettone prima di rimetterlo in piedi o, peggio, di metterlo all’interno di un sacchetto (in questo caso il calore residuo formerebbe una pericolosa umidità). Il raffreddamento completo chiede in genere 8-10 ore.
Antonello Biancalana - @diwinetaste
Anche gli insuccessi vanno documentati
Quindi beccatevi pure questo: magari scrivendo capisco meglio dove ho sbagliato. Mi sorge persino il dubbio d'aver sbagliato a pesare il burro: ma potrò essere così svanita?
L'assaggio
Al tatto il mio #twitpanettone, che pare piuttosto una focaccia, è duro e liscio, di colore bruno, leggermente più chiaro dove avevo praticato il taglio a croce.
Il taglio è netto: la crosta che si è formata per un paio di millimetri è decisamnete croccante e sa di amidi caramellati. La parte appena sotto la crosta ricorda vagamente la pasta sfoglia fredda è compatta, burrosa ma nel complesso gradevole, l'alveolatura è praticamente assente e noto andando verso il centro i segni che una mancata lievitazione portano in cottura (leggasi: per un pelo l'impasto non è crudo).
Il profumo non è niente male, anzi, tolto l'eccesso di burro che è il sentore predominante se si esclude la crosta (purtroppo questo mi porta a pensare che il mio #twitpanettone tenderà a irrancidire...), i profumi sono davvero gradevoli e ben mixati: si sente l'arancia, l'uvetta sostenuta da una sensazione dolce che credo sia la vaniglia, il cedro si nota molto meno, come pure il miele ma nel complesso è uno dei profumi più panettonosi che io abbia sentito.
Posto che in bocca la consistenza è quella della pasta sfoglia fredda e che il burro continua a farla da padrone anche nel retrogusto e nella sensazione che lascia in bocca (quella di grassezza che chiama volentieri un bel bicchiere di vino a pulire il tutto), il sapore non è per niente male. A occhi chiusi, se lascio perdere la consistenza, è davvero un panettone, magari la prossima volta lo sarà anche a occhi aperti...
Sto alzata fino a tardi per sfornare il #twitpanettone*
Visto che il panettone è in forno e poi cuocerò il pane preparato con le eccedenze, tanto vale sfruttare la veglia per un post. Il mio è il terzo #twitpanettone di questo progetto. E qui mi toccherà ammettere un primo, almeno parziale, insuccesso.
Aspetto il taglio per verificare l'entità del danno, ma mi pare già evidente un problema di base: qualcosa, nella lievitazione, è andato storto e sono quasi sicura che riguardi in qualche modo il primo impasto. Il motivo? L'ho visto dopo le prime 12 ore di lievitazione, che non si era mosso quasi per nulla, quando l'impasto madre invece era bello in forza (e lo si vede dal pane che ho fatto con le eccedenze, che è diventato un impasto gonfio e con una buona alveolatura..di più le eccedenze le ho conservate in frigo, mentre facevo i rinfreschi, e hanno continuato a lievitare anche lì, fregandosene della temperatura più bassa).
Il problema principale? A mio avviso il burro: la percentuale che abbiamo deciso di mettere nella ricetta è troppa e inibisce la normale lievitazione dell'impasto. Una cosa che non avevo notato dal panettone di Antonello e di Stefano, è stata la presenza di unto sul pirottino: il mio, quello classico di carta, coi forellini piccoli, l'ha messa in evidenza tutta, e si è notato ancora di più quando, infornandolo, ha iniziato a sudare gocce di burro...
Poi, certo, ci metto dentro tutta la mia inesperienza, magari (è la prima volta che faccio un dolce lievitato così complesso e, soprattutto, che uso lieviti a base naturale, anche se l'innesco è stato dato con la biga -ma il lievito di birra usato è, come da ricetta scelta qui, soltanto mezzo grammo).
Ma torniamo un attimo indietro: questo terzo #twitpanettone è stato fatto introducendo alcune modifiche rispetto alla ricetta segnalata in questo post.
Eccole in dettaglio:
- nel primo impasto: 100g impasto madre, 70g acqua.
- nel secondo impasto: oltre a quanto indicato ho aggiunto 20 g di miele di ciliegio e i semi di una bacca di vaniglia, preparati 12 ore prima dell'impasto e lasciati riposare nel burro che è stato aggiunto. Tempo di lievitazione secondo impasto: almeno 12 ore (in realtà per questioni "tecniche" se n'è fatte 11.45 ma non sarebbe cambiato granché).
La mia difficoltà (ammettiamo pure che nella preparazione dell'impasto madre sia andato tutto a dovere, come sembra) è stata soprattutto nella realizzazione del primo impasto...tenerlo incordato è stata dura e anche alla fine risultava troppo umido per essere lavorato a dovere (anche il secondo impasto è sato difficile da lavorare a mano, ma dopo 45 minuti e un'abbondante sudata ho vinto io), cosicché ho dovuto aggiungere farina. L'impasto si è presentato così elastico ma, a mio parere, non abbastanza.
Come già detto, aspetto il taglio per capire meglio come procedere, ma già dal mio prossimo tentativo, in programma tra due settimane, vorrei provare con una ricetta tarata tenendo conto di questi problemi.
P.S. nel frattempo il #twitpanettone è stato sfornato e messo a raffreddare a testa in giù. L'odore è buono ma in altezza arriva sì e no a tre quarti di pirottino: sembra un focaccione...
* in realtà non è vero: ho puntato la sveglia...
Alessia - @alinova80, ma qui su tumblr sono Vivenda
Riflessioni sul primo #twitpanettone
Ieri sera (domenica 21 novembre) ho sfornato il primo #twitpanettone di questo progetto. Subito capovolto, lasciato raffreddare in mezzo a due sedie, è rimasto così fino a questa sera. Avrei voluto assaggiarlo questa mattina, ma purtroppo impegni di lavoro non mi hanno consentito di avere il tempo che l'assaggio critico meritava. Rimandato quindi a questa sera, in un momento decisamente più calmo e opportuno.
L'Assaggio
Al tatto, il #twitpanettone è piuttosto soffice in superficie, mentre la base risulta un po' più consistente. All'affettatura non si notano opposizioni di rilievo e risulta agevole e scorrevole, stacco della fetta netto.
L'osservazione dell'impasto mette in rilievo un'alveolatura compatta, con progressivo aumento della dimensione verso la parte alta, segno di una lievitazione insufficiente. Colore giallo dorato chiaro, distribuzione dei canditi e dell'uvetta uniforme e omogeneo.
Il profumo è fragrante e molto gradevole, con sentori primari di burro e amidi caramellati, a seguire profumi di uva passa, arancia candita e cedro candito. Profumi, nel complesso, equilibrati e ben distinguibili.
Al tatto l'impasto si presenta soffice e di buona elasticità, alla pressione la reazione si risolve in tempi brevi. Lo strappo dell'impasto è netto e regolare, con ridotta dispersione di briciole. Sensazione tattile di media grassezza, moderata appiccicosità degli zuccheri.
L'assaggio è molto piacevole, l'impasto tende letteralmente a sciogliersi in bocca, buon equilibrio fra grassezza e dolcezza degli zuccheri, sottile e gradevole acidità, decisa corrispondenza gustativa con quella olfattiva. Dolcezza non eccessiva e giusta, ben equilibrata con le sensazioni empireumatiche derivate dalla cottura.
Considerazioni
La ricetta necessita chiaramente di essere migliorata a partire dai tempi di lievitazione del secondo impasto. Suggerisco inoltre una minore idratazione del primo impasto, nonostante i liquidi aiutino maggiormente l'attività dei batteri lattici.
Propongo di aumentare il tempo di lievitazione del secondo impasto ad almeno 12 ore, vista anche la quantità di burro impiegata. Per quanto riguarda l'idratazione dell'impasto, propongo di scendere a 80 grammi di acqua.
Con lo scopo di migliorare il profilo aromatico del #twitpanettone, propongo l'impiego di una piccola quantità di miele. Anche l'uso della vaniglia sarebbe consigliabile.
Antonello Biancalana - @diwinetaste
Questo e il primo panettone che abbia mai cucinato. Questo è il secondo #twitpanettone sfornato di questo progetto. Messo in forno alle ore 5:00 di lunedì 22 novembre 2010, uscito dal forno alle ore 05:50. La lievitazione è durata 12,5 ore.
Interno del #twitpanettone. L'alveolatura si presenta eccessivamente compatta segno di una lievitazione insufficiente. Undici ore sono poche e pertanto la ricetta dovrà essere cambiata di conseguenza.
Antonello Biancalana - @diwinetaste