I'm Frequency, I'm 23 and I'm agender (I use he/they pronouns!)
I made this account for my original drawings and stories! I mainly post about my siblings OCs (from one book I'm trying to develop), but this is an account for OCs content in general ^-^
You can find original one-shots, in Italian only, on EFP, though all my works on the site are linked on this tumblr masterlist :-)
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book: scusa | Andrea | Filippo | Emma | Zahra | Saidah | Nirali
book: mi piaci ancora da impazzire | Danilo | Greta
Quando la vede, Filippo non è con lei.
Quando la vede, lei è sempre la stessa, sempre la solita Emma: alta, impacciata, bellissima Emma. Emma ha gli occhi di Andrea e la sua stessa smorfia sulle labbra. Emma ha la stessa stanchezza sul volto che Filippo sente da quando si ricordi.
[Menzioni di autolesionismo e tentato suicidio]
Freddo: su Andrea, introspettivo // [EFP]
Andrea non sa cosa vuol dire non avere freddo.
[Disturbi alimentari, ideazione suicidaria]
Abbraccio: Andrea & Filippo & Emma, malinconico // [EFP]
Non si ricordava l'ultima volta che li aveva abbracciati.
la macchina: su Filippo, malinconico // [EFP]
Filippo riflette davanti al baratro.
[Questa storia parla di suicidio]
Ancora, ancora, non quando la guarda, non quando è con lei, non quando il suo vivere è chiassoso e reale; non quando ride con lei, non quando scherza con lei; non quando piange con lei, non quando urla con lei.
No, no, come potrebbe vederla in quei momenti? Quando è vera e autentica e… No, no, quando Emma è solo Emma, lei esiste per ciò che è, per ciò che sarà. Ogni ricordo e dubbio scompare, ogni traccia di verità è sepolta nel fosso più profondo, e di lei non resta che quella persona che si è costruita per non essere vista.
Quando la vede, Filippo non è con lei.
Quando la vede davvero, Emma è lontana, Emma è via, Emma è in università, Emma è a fare la spesa, Emma è per ospedali, Emma è a fare due passi.
Filippo non oserebbe mai vederla in sua presenza, non oserebbe mai renderla ciò che non sarebbe mai voluta essere.
Quando la vede, Filippo è solo. Solo, con una bottiglia di Aperol in mano e una sigaretta tra le dita. Solo, con il vuoto nel petto e la vista corrotta dalle proprie debolezze.
Quando la vede, lei è sempre la stessa, sempre la solita Emma: alta, impacciata, bellissima Emma. Emma ha gli occhi di Andrea e la sua stessa smorfia sulle labbra. Emma ha la stessa stanchezza sul volto che Filippo sente da quando si ricordi.
Quando la vede, Emma non riesce a stare in piedi. Emma trema, Emma trema, Emma fa un passo e le cedono le ginocchia. Emma non piange, Emma non si dispera, Emma non grida, Emma non ha le forze per farlo.
Emma non è più reale.
Emma gli dice: Fil, mi dispiace, Fil, scusami, Fil, è tutta colpa mia. E Filippo lo sa, lo sa, lo sa benissimo cosa sta succedendo, l'ha già vissuto, l'ha già vissuto, l'ha dibattuto per sé e sperato per Andrea.
Ma Emma, no, Emma…
Emma perde sangue da tagli sulle braccia. Emma barcolla e non ha forze per il paracetamolo che si è presa.
Emma, Emma, Emma…
Filippo vede tutto di lei solo quando gli balena nella vista il suo volto esausto brillante di nulla.
Spenta. Non pensa esista una visione peggiore di quei ricordi.
Quando la vede, è Filippo stesso a cercarla: a pensare, ricordare, rimuginare su tutto ciò che non sarebbe dovuto succedere, a bere e fumare e dirsi, Ti devo vedere.
Se non la vedesse, lei non esisterebbe. Se non la vedesse, non piangerebbe più per lei. Se non la vedesse, non gliene importerebbe nulla di nuovo.
Andare avanti.
È così facile, andare avanti come se nulla ti tocchi, è davvero facile, andare avanti, perché non ti tocca davvero, non ti tocca per nulla.
Viva o morta, Emma è Emma.
Filippo riesce a staccarsi dal proprio menefreghismo solo a metà bottiglia, quando la realtà è lontana e pare quella di Emma. Quando si chiede, È questo quello che hai vissuto?
Domanda banale. Ovvio che no. Eppure, in un certo senso, lo intriga. Lo intriga, lo incuriosisce, d'altro canto, l'ha fatto Andrea, l'ha fatto Emma, perché non dovrebbe farlo anche lui? Finalmente, almeno, avrebbe qualcosa in comune con entrambe loro.
Quando la vede, Filippo si scola gli ultimi sorsi dalla bottiglia e chiude gli occhi. Quando la vede, Filippo tenta di non guardare, mette su la musica e ne urla le parole come se potessero salvarlo. Quando la vede, Filippo vorrebbe non averla mai vista.
Ma Emma è viva. Emma è rinchiusa, Emma è via, Emma è in ospedale.
Ma è viva, e Filippo dovrà tirare avanti in quella vita di merda almeno fino a ché non starà meglio, bene abbastanza da poterlo odiare come mai ha fatto prima.
Almeno, in quel modo, magari riuscirebbe anche lui a vedersi.