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a little reminder that I’m moving to a new blog, in order to have my booklr on my main.
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@untopoinbiblioteca
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Nuovo booklr
Buongiorno!
Come annunciato ieri, è partito il nuovo blog, che trovate a questo indirizzo https://un-topo-in-biblioteca.tumblr.com/.
Cambio blog
Ciao a tutti!
Come avrete notato, questo non è il mio main blog su tumblr, il che non mi permette di inviare messaggi o note come untopoinbiblioteca. All’inizio non mi importava tantissimo, ma dover specificare tutte le volte che sono io col mio main è abbastanza fastidioso, e mi sono resa conto che potrei aumentare il numero delle persone che mi seguono (e quindi di chi legge quello che scrivo) se avessi un main. Da qui la mia decisione di creare un nuovo booklr, come bolg principale. Spero di potergli dare un nome molto simile, così da non perdere gente per strada, e appena sarà cosa fatta vi avviserò. Naturalmente, man mano sposterò anche i contenuti, magari stavolta dando anche una forma un po’ più coerente ai miei tag.
Intanto, grazie mille di avermi seguita finora, e spero che continuerete a farlo.
true story
E siamo a marzo
Ok, io e le scadenze proprio non andiamo d’accordo.
Non sono riuscita a recuperare le cose lasciate a metà a fine anno. A questo punto, pazienza. Meglio fare cose nuove e pace.
La novità per me quest’anno è che non seguirò nessuna reeading challenge pre impostata, tanto è un’ammazzata ogni volta trovare i libri adatti e a me leggere a comando proprio non piace, quindi mi limito a pormi l’obiettivo di 60 libri in un anno. Goodreads mi fa gentilmente notare che sono già 7 libri indietro sulla tabella di marcia, e grazie tante.
In realtà ho avuto un momento in cui mi sono sentita un po’ sopraffatta. Talmente tanta roba da leggere che passavo le ore sui social invece. Ovviamente non qui, che sennò cadevo in preda ai sensi di colpa, più che altro facebook e buzzfeed, che per me è una mezza droga nonché una fone inesauribile di vocabolario inglese (giuro che ho imparato una miriade di parole nuove grazie ai quiz del cavolo e alle ricette, e me ne sono accorta solo dopo).
Ora ho ripreso a leggere, infatti anche i miei follower su instagram possono testimoniare che il mio account è risuscitato (evviva!).
Un paio di giorni fa sono anche tornata in biblioteca, che è stato come tornare a passeggiare all’aria aperta dopo un inverno chiusa in casa, anche se non ho avuto il coraggio di portare altro a casa XD. C’è qualcuno che mi picchia se non smatisco la pila sul comodino!
Per tirare le somme, torna la primavera e pure io mi riprendo un po’, grazie anche al carico di lavoro un po’ meno pressante. Ok, guadagno anche un po’ meno, ma ci gudagno in salute e serenità, che è sempre meglio. Perciò ricomincerò a scrivere più spesso anche qui e riprenderò a raccontare delle mie letture. Grazie a chi spenderà il suo tempo a leggermi.
Back on tumblr!
After some tough weeks at work - well, actually months, but whatever - I’m backe here on Tumblr.
2016 has finished, and I didn’t publish the final results of my reading challenge yet, nor the new one. Only Goodreads knows that I’m up to read 60 book this year (always put the bar a little higher).
I have received a lot of books for Christmast, so I’m going to publish new phots and comments, just give me the time to catch up with it all. And I have to cathc up with the newest publications, too. Lot of things to do.
Stay tuned, I’m back! :)
Devo condividere il mio entusiasmo. Guardate cosa mi è arrivato nella posta di oggi! Sono una ragazza felice :) Must share my excitement. Look what arrived with my mail today! This girl is happy :)
Scarlet, Marissa Meyer
Come qualcuno (forse) ricorderà, avevo inziato a leggere Le Cronache Lunari, di Marissa Meyer, essendo più che grata di aver trovato i libri (purtroppo in Italiano, ma non si può pretendere tutto dalla vita) nella mia biblioteca. Purtroppo c’è fila per leggerli, e devo aspettare che arrivi il turno della mia prenotazione, quindi la cosa va a rilento nonostante fosse per me li avrei divorati tutti nel giro di una settimana.
In ogni caso, sono solo al secondo libro: Scarlet.
Ora, mi ricordo che per Cinder avevo fatto solo un lungo elenco delle cose che mi erano piaciute, ma stavolta cercherò di essere un po’ più sistematica.
! Attenzione: probabilmete ci saranno un paio di spoilers sul primo libro.
Di cosa parla
Scarlet è una ragazzina che vive con la nonna e porta sempre una felpa col cappuccio rosso (pensate un po’). All’improvviso sua nonna scompare e lei non sa cosa fare, visto che la polizia sostiene che la vecchietta se ne sia andata da sola. Nel frattempo, la ragazza lunare arrestata al ballo nel Commonwealth Orientale è fuggita, e le ricerche si estendono per tutto il globo. Scarlet è poco interessata a tutta la storia, preoccupata com’è per la nonna, ma non è così pronta a considerare la ragazza colpevole e meritevole di morire, anche perché la stessa nonna ha sempre parlato dei lunari in maniera diversa da tutti gli altri terrestri.
I destini di Scarlet e Cinder si incrocieranno, e grazie a Cinder e a Wolf, un lottatore conosciuto per caso in città, la ragazza scoprirà che la nonna era molto più di una semplice vecchietta dedita all’agricoltura e che non tutti i lunari sono come sembrano.
Cosa mi è piaciuto
Intanto, il libro continua come se non si fosse interrotto dopo il primo. Niente spiegoni tipo “nella puntata precedente”, ma dritti nell’azione. Così si fa. Poi la storia continua a tenere, tutto si incastra e quadra perfettamente, scopriamo le cose assieme ai protagonisti e i colpi di scena difficilmente sono prevedibili. Come il primo, è un libro che ti tiene attaccata alle pagine dall’inizio alla fine.
Cosa non mi è piaciuto
Onestamente, l’unica cosa che inizio a rimpiangere è non avere un volumone gigante che contenga tutti e 5 i libri, anche perché in biblioteca c’è la coda per mettere le mani sull’unico volume a disposizione.
Voto
Ragazzi, 10/10. Coinvolge, è pieno di risvolti inaspettati, non è scontato e richiama le fiabe con i loro significati più oscuri (cosa che mi ha sempre affascinato nei racconti popolari). Samplicemente perfetto.
A book can take you a million miles away while you sit in a comfy couch 😊
(x)
Primary school wall… #drseuess #reading
Il profeta, Kahlil Gibran
Tra i tanti libri che ho letto nella mia pausa dal blog c’è anche Il profeta, di Kahlil Gibran.
Questo libro viene ampiamente sfruttato per post melensi su Facebook, ma siccome tutti sembrano averlo letto (e nessuno l’avrà letto davvero), trovandolo a pochissimo in una libreria ho deciso di prenderlo e vede com’era.
La storia
La storia è semplicissima: un uomo, chiamato profeta dai cittadini del villaggio in cui ha vissuto per una decina di anni, vede arrivare una nave e capisce che è giunto il momento di partire per tornare alla sua terra natale. Tutta la popolazione si assiepa sul molo chiedendogli di non andare ma siccome la partenza non può più essere rimandata, chiedono al profeta di lasciare loro le ultime parole di saggezza su alcuni argomenti. Di capitolo in capitolo, leggiamo le risposte su ognuno di questi argomenti.
E da qui vengono le citazioni usate a sproposito sui social.
Cosa mi è piaciuto
Lo stile molto diretto è un punto di forza di questo libro. Si legge tranquillamente in un paio d’ore, come una pièce teatrale (e non mi stupirei se qualcuno avesse pensato di metterlo in scena, neanche ci sarebbe bisogno di fare l’adattamento se non per 4-5 pagine di introduzione e conclusione). Ciò che viene detto tocca argomenti molto profondi, e personalmente trovo molte delle risposte date dal profeta perfettamente sensate e condivisibili.
Cosa non mi è piaciuto
A parte il fatto che alcuni lettori sembrano prendere per oro colato quanto si legge nel libro, quello che non mi è piaciuto sono i toni eccessivamente tragici dei personaggi. Il tutto è molto spirituale e poco concreto per quanto mi riguarda e a tratti ho trovato melenso il comportamento degli uomini del villaggio.
Voto
7/10 Tutto sommato, è un bel libro. Poi è uno di quei libri di cui tutti parlano, e mi pare doveroso dargli una letta, specialmente considerando quanto poco ci vuole. Poi per quanto riguarda il riflettere su quello che si è letto, è tutto un altro paio di maniche.
Cloud Atlas,David Mitchell
Ciao! In questo periodo in cui non ho scritto ho letto un sacco, quindi vi tormenterò con una recensione al giorno per tutta la settimana!
Oggi tocca a Clud Atlas, di David Mitchell, da cui è stato tratto l’omonimo film dei fratelli Wachowsky, e che io - come al solito - non ho letto.
Di cosa parla
Il romanzo collega sei storie (è estremamente straniante all’inizio e vi ho rovinato la sorpresa, ma dai avrete tutti visto il film ed è uno spoiler piccino picciò), tutte in epoche diversissime tra loro: troviamo il gentiluomo americano dell’Ottocento in un viaggio nelle isole del Pacifico, un musicista inglese di inzio ‘900 in cerca di fortuna, una giornalista americana di fine ‘900 impegnata in un’inchiesta su un reattore nucleare, un editore inglese che negli anni ‘70 si ritrova rinchiuso suo malgrado in una casa di riposo per anziani, un androide del futuro sotto processo in Corea e un villaggio di pecorai che venera una strana divinità in quello che sembra un mondo fantastico ma si rivela poi essere la nostra Terra alcuni secoli dopo una specie di olocausto nucleare. Apparentemente, storie che non hanno niente in comune, ma le nuvole che solcano il cielo continuano ad essere sempre le stesse.
Cosa mi è piaciuto
L’idea di base è fantastica, collegare uomini e donne in diverse epoche storiche, speculando sul futuro e giocando col passato, tenendo un piccolo filo rosso che, assieme alle nuvole, costituisce un legame tra mondi e personaggi così diversi tra loro. In più, l’inizio sa tantissimo di romanza storico, e questo mi cattura sempre. Dopo le prime 50 pagine sono fregata e non posso fare a meno di finirlo, che posso farci.
Oltre a questo, ci sono molti spunti di riflessione su come ci stiamo comportando con il nostro pianeta e che direzione stiamo prendendo, interrogativi che erano validi un tempo e lo sono tuttora, ma resteranno probabilmente validi anche in futuro.
Cosa non mi è piaciuto
All’inizio, come dicevo, si prova una sensazione straniante nel cambiare ambientazione e protagonisti a ogni capitolo. Per fortuna, passa presto e viene sostituita dalla ricerca dei punti in comune. L’unica altra cosa che non mi è piaciuta è stato lo stile narrativo dell’ultima storia, raccontata in prima persona dal pecoraio e quindi con uno stile del tutto sgrammaticato, a cui ho fatto fatica ad abituarmi.
Voto
Anche qui 10/10 Scritto bene, pieno di creatività ma anche di realismo, esplora i diversi aspetti della mente e del cuore umano, che sostanzialmente non cambiano attraverso i secoli, e forse quello che vuole dirci è che tutti gli esseri umani, ieri oggi e in ogni possibile futuro, hanno e avranno sempre un’importantissima cosa in comune, indipendentemente da tutto il resto: essere umani.
Girl with a pearl earring, Tracy Chevalier
Un po’ di tempo fa (lo so, è una vita che non pubblico post originali) ho letto questo bellissimo librodi Tracy Chevalier, in italiano La ragazza con l’orecchino di perla, pubblicato da Neri Pozza, ma io l’ho letto in inglese.
Di cosa parla
Sempre evitando gli spoiler, sostanzialmente è un’ipotesi romanzata di come è nato lo splendido dipinto di Veermer che dà il nome al romanzo (e al film che ne è stato tratto), che possiamo ammirare in copertina. Si tratta di un dipinto molto particolare, soprattutto perché il turbante indossato dalla ragazza non è un tipo di copricapo usuale per l’Olanda del ‘600, epoca in cui è stato creato il dipinto e in cui è ambientato il romanzo. Molti si sono chiesti l’origine di questo copricapo, e Tracy Chevalier ha provato a darne una spiegazione, associandola a tutta la storia della fanciulla ritratta, secondo lei una cameriera di casa Veermer. Non vado oltre a raccontare, ma la storia è estremamente realistica, e incredibilmente toccante, pur nella sua crudezza.
Cosa mi è piaciuto
Innanzitutto, credo di star sviluppando un amore per i romanzi storici ambientati nell’Olanda del ‘600, dato che l’ambientazione in generale mi è piaciuta tantissimo, come era già successo con The Miniaturist. Probabilmente è l’atmosfera, infatti mi ricordo che da ragazzina ho praticamente consumato un libro di Dumas, Il tulipano nero, ambientato nello stesso periodo, anche se all’epoca credevo che fosse dovuto alla mia fissazione per Dumas stesso.
Poi ho molto apprezzato, come dicevo prima, il realismo del racconto. Anche le scene più cruente vengono raccontate esplicitamente, senza nasconderne o ammorbidirne la crudezza. Era una vita dura, quella della classe lavoratrice (anche se ancora non esistevano le fabbriche e il proletariato urbano) e si diventava adulti molto presto. Il mondo era quello che era e si sentiva meno il bisogno di sottrarsi a certi spettacoli (per chi è sensibile nei confronti della macellazione degli animali, o è sensibile al sangue, avviso che ci sono diverse scene ambientate nel mercato della carne, descritto con molta precisione, odori inclusi),
Tra le cose che ho apprezzato maggiormente, poi, il fatto che tutto il romanzo sia scritto dal punto di vista della ragazza. Una signorina nessuno (non sappiamo chi sia la modella del quadro) che diventa il centro della narrazione. Un espediente narrativo fantastico, soprattutto perché in questo modo ha lasciato moltissimo spazio alla creatività dell’autrice, che ne ha inventato la vita, le vicende, i sentimenti e l’intelligenza.
Cosa non mi è piaciuto
Io ho sempre apprezzato i quadri e la bravura di Veermer e il romanzo ne fa un personaggio ambiguo, che non dice mai direttamente quello che pensa e vive un po’ nel suo mondo, più o meno disinteressandosi a quella che può essere la sorte della famiglia, sempre più numerosa. Questo mi ha fatto storcere il naso, ma d’altronde fa parte della libertà dell’autrice far agire i suoi personaggi come preferisce, cosa possiamo farci?
Voto
direi un bel 10/10
Il libro scorre veloce sotto gli occhi, la storia tiene agganciati e il finale è inaspettato, se ci mettiamo anche che l’ambientazione mi piace tantissimo ed è un romanzo storico, per di più scritto da una donna possiamo dire di aver fatto bingo.
How does your reading list match up to the precocious 8-year-old's?
How does your reading list match up to the precocious 8-year-old’s?
29/129
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TEA IS BETTER THAN COFFEE. That brown filth is so bitter and disgusting. The only thing I like about it is the smell. TEA 5EVA 💁 🎃 QOTD: are you a tea or coffee person? 🎃 #spooktacularbooks Day 5 • Book + Coffee (which is gross so I used tea instead 😜)
Why have I to choose, when I can have both? ;)
“We teachers are rather good at magic, you know.”
— Happy Birthday to Professor Minerva McGonagall!